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Cresce la disoccupazione in VdA: gli uomini sono più a rischio

Cresce la disoccupazione in VdA: gli uomini sono più a rischio

Tra il 2008 e il 2020 il numero medio degli occupati in Valle d’Aosta si è contratto (-5%), a fronte di un decremento delle forze di lavoro pari a -2,5%. A fine 2020, questi due trend, insieme al rallentamento dell’economia, hanno determinato un incremento della disoccupazione rispetto al 2008.

Nel 2020, si osservano i seguenti livelli dei principali indicatori del mercato del lavoro: il tasso di attività decresce al 71,4%, il tasso di occupazione passa al 67,2 % e il tasso di disoccupazione scende al 5,9% (rispetto al 6,5% del 2019).

«Dinamiche relativamente nuove per la Valle d’Aosta che, da molti anni, non conosceva tensioni occupazionali così rilevanti. Nonostante l’eccezionalità dei trend negativi, la posizione della Valle d’Aosta fra le regioni italiane si conferma sui livelli più elevati per quanto riguarda il tasso di occupazione, mentre si colloca ancora a livelli abbastanza bassi per il tasso di disoccupazione. La crisi non è specifica del territori valdostano e l’intensità con cui ha colpito il mercato del lavoro valdostano è simile a quella delle altre realtà dell’Italia nord-occidentale», spiega Federconsumatori VdA, che ha fornito i dati contenuti nell’articolo.

La crisi ha prodotto o accelerato importanti modificazioni nel mercato del lavoro valdostano.

Si è rafforzato il processo di terziarizzazione dell’occupazione. Fra il 2008 e il 2020, il settore industriale ha complessivamente perso posti di lavoro. Il terziario invece ha visto una crescita dei propri addetti fino al 2011 e, successivamente, ha assistito a una fase altalenante per giungere al 2020, quando si è registrato un decremento rispetto al 2019.

Dal 2008 al 2020, la quota di occupazione dovuta al terziario è arrivata al 76%, mentre quella dell’industria si è attestata al 21%. Poiché l’occupazione femminile è maggiormente concentrata nel terziario, questa dinamica ha anche contribuito a trainare la crescita dell’occupazione femminile (+3,4%), a fronte di una riduzione di quella maschile, rafforzando quindi il processo di femminilizzazione dell’occupazione valdostana. Il tasso di femminilizzazione degli occupati, già tra i più elevati a livello italiano, è passato dal 43,2%, al 47,0%.

Una modificazione del mercato del lavoro regionale è data dalla minore capacità di occupazione del settore pubblico. Le politiche di contenimento della spesa pubblica hanno ridotto i fabbisogni occupazionali del comparto pubblico, sia attraverso il contenimento del turnover, sia con norme di natura amministrativa e finanziaria. Tra il 2008 e il 2011, l’occupazione dipendente dell’Amministrazione regionale e degli Enti locali della Valle d’Aosta si è ridotta (-6,9%).

I dati di maggiore novità riguardano la scomposizione dei trend occupazionali per genere e l’aspetto della crescita dell’offerta di lavoro entro un quadro di volumi occupazionali tendenzialmente decrescenti e a fronte di un irrigidimento delle uscite generazionali. Le dinamiche del quinquennio 2015-2020 hanno portato a ridurre le diseguaglianze di genere. Per la prima volta dal 2004, nel 2012, il tasso di disoccupazione maschile ha superato quello femminile. Nel 2020, il tasso di disoccupazione femminile era pari al 5,5% e quello maschile al 6,2%.

Pubblicato / aggiornato il 07/04/2021 alle 13:02
Categoria: Economia e Lavoro