Lévêque-Perron-Rollandin: l’Appello conferma l’assoluzione
Lunedì 13 maggio 2019, il giudice Luca Fadda ha pronunciato la propria sentenza nell’ambito del rito abbreviato che vedeva imputati Massimo Lévêque, Ego Perron e Augusto Rollandin con l’accusa di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.
All’epoca dei fatti, nel 2015, Augusto Rollandin era presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Ego Perron era assessore al Bilancio e Massimo Lévêque era in predicato per diventare presidente del Consiglio d’Amministrazione di Finaosta.
L’accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Luca Ceccanti, sosteneva che Rollandin e Perron avessero fornito informazioni in relazione al bando per la nomina del presidente di Finaosta a Lévêque anteriormente alla sua diffusione e che gli avrebbero garantito che l’importo indicato per l’emolumento sarebbe stato maggiorato. La pena richiesta, per tutti gli imputati, era di due anni di reclusione e 600 euro di multa.
Le difese hanno sostenuto l’innocenza dei loro assistiti, chiedendone l’assoluzione.
Dopo la replica del pubblico ministero, il giudice si è ritirato in camera di consiglio per emettere la sentenza: ha assolto tutti gli imputati poiché il fatto non sussiste.
Assoluzione anche in appello
La sentenza di primo grado è stata confermata dalla Corte d’appello di Torino, lunedì 26 aprile 2021.
Non vi è stata nessuna replica finale e la sentenza è stata subito pronunciata.
«Una vicenda inesistente durata sei anni», commenta Ego Perron.
Pubblicato / aggiornato
il 26/04/2021 alle 13:59
Categoria:
Cronaca