Covid: aumenta la somministrazione di anticorpi monoclonali
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L’Azienda Usl della Valle d’Aosta ha attivato le procedure cliniche e logistiche per implementare la somministrazione di terapia con anticorpi monoclonali in favore di pazienti Covid positivi affetti da polmonite.
Nei prossimi giorni la disponibilità di trattamenti aumenterà fino a 24 alla settimana, ovvero il doppio rispetto alla capacità attuale.
«L’impiego delle terapie con anticorpi monoclonali comporta l’evidente riduzione della gravità della malattia e della necessità di ricovero – spiega il Direttore del Dipartimento delle Discipline mediche e della struttura di Medicina interna, Giulio Doveri.
«Gli anticorpi monoclonali sono in grado di riconoscere gli antigeni del Coronavirus, chiamati “spike”, che il virus usa per “attaccare” le cellule – spiega la responsabile del reparto di Malattie infettive, Silvia Magnani – e l’infusione in pazienti Covid positivi che presentano determinate condizioni cliniche impedisce lo sviluppo di patologie come la polmonite a rischio di complicanze anche molto. Al fine implementare la possibilità di effettuare il trattamento precoce è importante che le persone affette da COVID 19 contattino il proprio medico di famiglia o il personale USCA».
Dopo la prima infusione a un paziente rientrante nelle categorie con specifiche cliniche appropriate, giovedì 25 marzo 2021, sono state effettuate complessivamente 119 somministrazioni di anticorpi monoclonali ad altrettanti pazienti in carico alle strutture di Medicina interna e Malattie infettive dell’ospedale Umberto Parini di Aosta.
Si tratta di 57 femmine e 62 maschi, in condizione di fragilità e di elevata vulnerabilità dovute a determinate patologie, che sono stati selezionati secondo specifiche indicazioni cliniche.
«Abbiamo avviato le somministrazioni alla fine di marzo 2021 e, in questi due mesi, tutti i pazienti in trattamento, tra cui soggetti immunodepressi, con diabete complesso, nefropatici e trapiantati, dializzati hanno risposto in maniera positiva alla terapia. Abbiamo registrato sintomi avversi in pochissimi casi, non gravi. Proseguiamo con le infusioni contando di poter mantenere il numero dei pazienti» ha aggiunto la responsabile della struttura di Malattie infettive, Silvia Magnani.
Anticorpi monoclonali
Si tratta di farmaci basati su anticorpi ottenuti con procedimenti biotecnologici da somministrare, per via endovenosa, esclusivamente a pazienti affetti da Sars CoV-2 e in condizione di fragilità.
Gli anticorpi monoclonali sono in grado di riconoscere gli antigeni del Coronavirus (spike), che il virus usa per attaccare le cellule e l’infusione in pazienti Covid positivi che presentano condizioni cliniche impediscono lo sviluppo di patologie come la polmonite a rischio di complicanze anche molto gravi e riducono la necessità di ricovero ospedaliero.
I criteri di selezione dei pazienti ai quali può essere somministrata la terapia monoclonale sono individuati da una specifica procedura (PAZ 65 – Terapia con anticorpo monoclonale per Covid-19). I pazienti sono segnalati dai medici di Medicina generale e dalle Usca. Successivamente, i medici Internisti e infettivologi prendono in carico il paziente nella fase di ricovero nel day hospital terapeutico del reparto di Malattie infettive e ne curano il trattamento. Usca e medici di Medicina generale monitorano il paziente nei giorni successivi all’infusione.
Pubblicato / aggiornato
il 16/11/2021 alle 14:42
Categoria:
Salute