Il Progetto salute 2030 divide la maggioranza e il Pcp
(©Consiglio Valle) -
Albert Chatrian ed Erika Guichardaz
Lunedì 10 maggio 2021, la terza e la quinta Commissione del Consiglio Valle, riunite congiuntamente, hanno concluso l’esame della petizione popolare depositata il 15 febbraio e sottoscritta on-line da 585 cittadini, che chiede di valutare una riorganizzazione sanitaria, ospedaliera e territoriale sulla base del Progetto salute 2030.
Le Commissioni non hanno raggiunto un accordo sulle due proposte di conclusioni predisposte, una dal presidente della terza Commissione Albert Chatrian (AV-SA); l’altra dalla presidente della quinta Commissione, Erika Guichardaz (PCP). Su entrambe le proposte, non è stata infatti raggiunta la maggioranza. La petizione sarà ora sottoposta all’esame dell’Aula consiliare nell’adunanza del 12 e 13 maggio.
La proposta di Chatrian – che ha ottenuto 7 voti a favore (AV-SA, UV, VdA Unie e Pour l’Autonomie) e 7 contrari (PCP e Lega VdA) – chiede di «procedere celermente con la revisione del progetto esecutivo del nuovo Ospedale per acuti, integrato con la progettazione relativa alla valorizzazione del sito archeologico venuto alla luce, al fine di determinare in modo puntuale i volumi realizzabili, i costi di costruzione comprendenti sia la parte di edilizia sanitaria che di tutela e valorizzazione del sito archeologico, nonché un cronoprogramma attraverso il quale si possa dare una risposta certa sugli effettivi tempi di futura fruizione delle infrastrutture in progetto», ritenendo per le fasi successive «di attivare da subito un tavolo di lavoro con tutti gli attori interessati al fine di individuare le soluzioni che consentano di creare un moderno ospedale dedicato alle prestazioni diurne (H12), comprensivo di un polo materno-infantile.»
L’iniziativa di Guichardaz – che ha ottenuto 7 voti favorevoli (Lega VdA e PCP) e 7 contrari dei gruppi autonomisti -, sottolinea la necessità di procedere a «ulteriori approfondimenti riferiti alla visione dell’intero presidio ospedaliero e della nuova destinazione dell’ospedale Beauregard e dell’ex maternità, ai costi e ai tempi di realizzazione delle opere previste, nonché al reperimento dei fondi necessari, prevedendo inoltre la riapertura di un tavolo con il Comune di Aosta, non coinvolto nella fase dei lavori delle Commissioni consiliari.»
Il commento della Lega
«In maniera inusuale – commenta la Lega Vallée d’Aoste in una nota -, la maggioranza ha presentato due conclusioni senza che nessuna delle due riuscisse a ottenere la maggioranza dei voti in Commissione. Non era mai accaduto nella storia del Consiglio regionale che la stessa maggioranza arrivasse a presentare due relazioni completamente antitetiche».
Secondo i consiglieri leghisti, «Questo fatto non fa altro che evidenziare l’ennesima divisione di questa maggioranza su un tema tanto importante quanto delicato per la salute dei valdostani». E spiegano di aver sostenuto la proposta Guichardaz, pur «ritenendo che siano necessari ulteriori approfondimenti riferiti alla visione dell’intero presidio ospedaliero e della nuova destinazione dell’ospedale Beauregard e dell’ex maternità, ai costi e ai tempi di realizzazione delle opere previste, nonché al reperimento dei fondi necessari.
Tale considerazione è supportata soprattutto dal fatto che le audizioni hanno fatto emergere la necessità che la progettazione di un ospedale debba tenere conto dell’attuale o di futuri eventi pandemici e che si debba definire al più presto e compiutamente il futuro della quarta e quinta fase (ristrutturazione e riqualificazione dell’ex Mauriziano) per avere elementi più concreti su tempi, costi e reperimento dei fondi necessari».
AduVdA chiede al Pcp di sostenere Guichardaz
Adu Vda esprime ilproprio sostegno alla consigliere Erika Guichardaz e invita tutto il Pcp a mantenere gli impegni assunti con l’elettorato, rispetto alla necessità di realizzare un nuovo ospedale.
«Ci rivolgiamo, in particolare, all’assessore Jean-Pierre Guichardaz: da lui ci aspettiamo la tutela del patrimonio archeologico – che non può trovare uno spazio dignitoso e fruibile dentro un ospedale – e soprattutto la coerenza rispetto al suo precedente ruolo di portavoce del comitato per il referendum per un nuovo ospedale» scrive AduVdA in una nota, che prosegue: «Noi restiamo convinti che la soluzione migliore sia una nuova struttura alle porte della città, ma chiediamo che la Regione incarichi un tecnico “neutro” per fare, in tempi ristretti, un’adeguata analisi dei costi e dei benefici in termini economici e qualitativi, in relazione alla costruzione di un nuovo ospedale o al proseguimento dei lavori di ristrutturazione dell’esistente, in modo da consentire alla politica e, di conseguenza, alla cittadinanza, un chiaro indirizzo verso una soluzione definitiva».
È crisi nel Pcp o nella maggioranza?
Mercoledì 12 maggio 2021, prima dell’inizio dei lavori del Consiglio Valle, i gruppi di maggioranza si sono ritrovati all’interno del Salone Viglino. È stata cercata, e non trovata, una mediazione che permettesse di risolvere l’impasse sulle due relazioni in merito petizione Progetto salute 2030.
All’uscita, è emersa una frattura netta: la posizione della presidente della V Commissione Erika Guichardaz era sostenuta dall’assessore Chiara Minelli e dalla Lega Vallée d’Aoste; la posizione del presidente della III Commissione Albert Chatrian, invece, dai consiglieri Paolo Crétier, Antonino Malacrinò e Andrea Padovani, dall’assessore Jean-Pierre Guichardaz e dal presidente del Consiglio Alberto Bertin oltre che dai gruppi Union valdôtaine, Alliance valdôtaine, Vallée d’Aoste Unie e Pour l’Autonomie.
Posizioni confermate in sede di voto delle due risoluzioni.
Erika Guichardaz e Chiara Minelli hanno diffuso, al termine della riunione, una nota congiunta di forte accusa nei confronti del Progetto civico progressista: «Nel dibattito in Commissione e oggi in Aula sulla petizione popolare per il nuovo Ospedale regionale abbiamo confermato negli interventi e nel voto gli indirizzi contenuti nel Programma presentato da PCP agli elettori nel settembre 2020. […]
Di fronte ad una petizione popolare per il nuovo ospedale ci siamo poste l’obiettivo di far emergere le criticità del progetto di ampliamento anche con apposite audizioni in Commissione. E nelle conclusioni dei lavori di Commissione la Presidente della V ha evidenziato la necessità di approfondimenti prima di decidere di dare l’avvio alla progettazione esecutiva del nuovo progetto di ampliamento. La Risoluzione da noi presentata oggi è coerente con tale percorso e tale impostazione.
La risoluzione degli autonomisti (sottoscritta anche da alcuni consiglieri di Pcp) è invece la conferma della volontà di partire subito con la progettazione esecutiva della variante dell’ampliamento, facendo una scelta che è inaccettabile. È una posizione in contrasto con il programma presentato da Pcp agli elettori, con lo stesso programma concordato da questa maggioranza all’inizio della legislatura, che richiedeva accurati approfondimenti prima di procedere con la progettazione, ed è in contrasto con la posizione espressa da Pcp in Commissione.
Comunque la questione ospedale non si chiude oggi, è un problema complesso che sarà al centro del dibattito politico ancora per mesi ed anni. La speranza è che alla fine prevalga l’opzione migliore e non un compromesso che non potrà né valorizzare l’area archeologica, né rispondere in toto alle esigenze della comunità valdostana».
Quindi vi sono le premesse per una doppia crisi: la frattura all’interno del Progetto civico progressista e all’interno della maggioranza.
AduVdA: cinque consiglieri del Pcp hanno tradito gli elettori
Ambiente-diritti-uguaglianza ha commentato la vicenda in una nota: «A nemmeno un anno dalle elezioni, assistiamo al primo grande tradimento dei cittadini. “Meglio nuovo, energeticamente efficiente, modulare”: così doveva essere l’ospedale, ma cinque consiglieri se ne sono dimenticati. […] agli elettori del PCP era stato giustamente promesso un impegno per realizzare un nuovo ospedale alle porte di Aosta (punto 63 del programma) e l’accordo di legislatura chiedeva accurati approfondimenti prima di decidere tra nuovo o vecchio ospedale. Bertin, Padovani, Jean Pierre Guichardaz, Cretier e Malacrinò hanno, invece, dimostrato la loro subordinazione al peggiore autonomismo».
AduVda sostiene «il coraggio e la coerenza delle consigliere Erika Guichardaz e Chiara Minelli» mentre sostiene che gli altri consiglieri del gruppo, «Votando assieme a Baccega, Testolin, Rollandin, Restano, Marguerettaz è come se avessero avallato le sciagurate decisioni che hanno portato all’attuale collasso della sanità valdostana».
AduVdA conclude: «La crisi della rappresentanza politica, l’astensione o il populismo sono anche responsabilità di queste oscene giravolte da parte di personaggi che, senza nessuna remora, passano da critici a entusiasti cantori del vecchio ospedale, fino al paradosso di un portavoce del comitato referendario (JP Guichardaz) che oggi sostiene la posizione di chi a suo tempo invitava al boicottaggio della consultazione, a suon di matite spezzate. Potenza della poltrona».
Pubblicato / aggiornato
il 13/05/2021 alle 09:16
Categoria:
Politica e Amministrazione