Il Pcp respinge le accuse ai mittenti e chiede una verifica di maggioranza
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Non si ferma la polemica successiva alla decisione del Consiglio Valle sul futuro dell’Ospedale Parini e alle dimissioni di Guichardaz e Minelli (Pcp)
Lunedì 17 maggio 2021, sono Union valdôtaine e Valle d’Aosta in Azione a riprendere la questione.
Union valdôtaine approfitta del 77° anniversario della morte di Émile Chanoux per argomentare: «La lettura degli scritti di Chanoux non si deve limitare a un semplice esercizio intellettuale, ma deve essere continua fonte d’ispirazione, così come lo deve essere la scritta che campeggia sulla parete dell’Aula consiliare. […]
Il dialogo è alla base della democrazia e il confronto e la mediazione sono gli strumenti della politica.
In questi mesi numerosi sono stati i confronti all’interno della maggioranza. A volte, con fatica, siamo riusciti a superare le divergenze, a volte le complicazioni sono state tali da metterci in seria difficoltà, ma abbiamo saputo superarle confrontandoci.
Il rispetto per i propri valori, per le proprie idee, per i propri progetti è sacrosanto e deve essere sostenuto e alimentato, e questo avviene presentando argomentazioni, studi, riflessioni. Un impegno difficile e faticoso, ma dovuto.
Forse, per alcuni è più semplice, se contrariati, andarsene sbattendo la porta…».
Il riferimento non detto sembra chiaramente riferito al Progetto civico progressista e alle sue due elette Chiara Minelli ed Erika Guichardaz. Il riferimento del commento all’accaduto di Marco Curighetti, coordinatore di Valle d’Aosta in Azione, è invece esplicitamente riferito al Progetto civico progressista: «che il “matrimonio” politico tra Autonomisti e Progetto Civico Progressista fosse nato con evidenti e forse troppe forzature non è certo un mistero, ma che le distanze programmatiche enunciate in campagna elettorale determinassero le dimissioni di un assessore a distanza di solo sette mesi dalla nascita del nuovo governo, è un fatto che non fa sicuramente bene alla politica valdostana».
Per Azione la questione non è la scelta sull’Ospedale (che condivide) o se Minelli abbiamo fatto bene o male a dimettersi, quanto «se la regione Autonoma Valle d’Aosta può ancora permettersi di vedere l’azione amministrativa del suo più importante organo rappresentativo condizionata da maggioranze tenute insieme da accordi post elettorali tanto labili quanto poco efficaci nell’affrontare i dossier più delicati per lo sviluppo del nostro territorio».
La risposta è evidentemente no, perché la proposta è di cambiare la legge elettorale e tornare al voto perché, citando Paolo Pombeni, “se la vecchia politica è irrappresentabile e la nuova politica delude o inquieta, l’unica via ragionevole da intraprendere è quella di ripartire dalla buona politica”. «E per farlo, almeno in Valle d’Aosta, servono basi nuove», conclude Curighetti.
La risposta del Pcp
La risposta del Progetto civico progressista è arrivata martedì 18 maggio: «Spiace constatare che il Gruppo Consiliare dell’Union Valdôtaine usi l’anniversario della morte di Chanoux per una bassa polemica provando a mistificare una situazione politica dove ci sarebbero dei “dialoganti” (loro) e dei “contrariati” (gli altri) che sbattono la porta sottraendosi al confronto».
Pcp sostiene che le affermazioni unioniste non sono veritiere: «𝗡𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗳𝗮𝗹𝘀𝗼, 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗶𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲 𝗺𝗲𝘀𝗶 𝗶 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗶, 𝗶𝗻 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝗲𝗱𝗶, 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗼𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼, 𝗲𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘃𝗲𝗻𝗶𝘃𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗲 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗲𝗻𝗼𝗿𝗺𝗶 𝘀𝗳𝗼𝗿𝘇𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗶𝗻𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗱𝗮𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗶𝗻𝗰𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶. Delibere, atti, posizionamenti sono stati sottoposti a verifica per cercare una sintesi, anche se troppe volte questo processo è stato unidirezionale.
Ci sono state delibere riscritte innumerevoli volte per venire incontro alle continue osservazioni e critiche il cui scopo era, sospettiamo, quello di bloccarle anziché migliorarle.
Ci sono dossier che sono fermi nelle commissioni da mesi e che non sono stati affrontati per mancanza di reale volontà».
E poi tirano in ballo la minoranza: «Diverse volte gli autonomisti hanno votato con la Lega in barba al dovere di dialogo e di sintesi nella maggioranza».
In chiusura, Pcp si toglie qualche sassolino: «Vogliamo ricordare le vicende legate alla leggina anti Dpcm o quelle sulle discariche dove i consiglieri autonomisti si sono, per principio dichiarati contrari, ad esaminare una modifica legislativa che avrebbe evitato il pronunciamento della Consulta rifiutando in blocco – tranne il Presidente Lavévaz – di ascoltare ed esaminare le argomentazioni e le proposte? O i silenzi un po’ complici sulle affermazioni pubbliche “in libertà” di alcuni consiglieri di maggioranza dirette ad attaccare Pcp e i suoi rappresentanti? Vogliamo ricordare la richiesta avanzata a gennaio 2021 di un confronto fra forze politiche per “dialogare” sui nodi irrisolti e sulle frizioni in maggioranza che è ancora oggi inevasa?» e conclude: «Con onestà intellettuale e meno arroganza i consiglieri di UV dovrebbero riconoscere i fatti e le loro responsabilità. La verifica politica e programmatica fra le forze politiche, e non solo fra i consiglieri, che compongono l’attuale maggioranza non è più rinviabile».
Pubblicato / aggiornato
il 18/05/2021 alle 17:49
Categoria:
Politica e Amministrazione