Consorzio Pesca: uno studio sulla normativa delle riserve
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Il Consorzio regionale per la tutela, l’incremento e l’esercizio della pesca in Valle d’Aosta ha rilevato alcune problematiche connesse all’evoluzione della normativa nazionale relativa alla conservazione della flora e della fauna selvatiche.
Attualmente queste norme rendono impossibile proseguire con le immissioni di fauna ittica che hanno, finora, supportato la gestione delle riserve di pesca a cattura. «È necessario ottenere dal Ministero competente un’apposita autorizzazione in deroga, da richiedere presentando uno studio in cui sia analizzato il rischio che tali immissioni possono comportare sulle specie autoctone e gli habitat naturali» ha spiegato l’ente.
Il Consorzio ha quindi incaricato due ittiologi per redigere lo studio, che dovrà, poi, essere inviato all’Amministrazione regionale che lo invierà al Ministero della Transizione ecologica. «Siamo in attesa di una definizione di questa procedura così da poter programmare la riapertura delle riserve di pesca a cattura» ha specificato il Consorzio.
Pubblicato / aggiornato
il 01/06/2021 alle 05:57
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