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Sindacati medici: il futuro dell’Ospedale in mano alle cooperative? Barmasse risponde

Sindacati medici: il futuro dell’Ospedale in mano alle cooperative? Barmasse risponde Ospedale Parini

Lunedì 14 giugno 2021, i sindacati ANAAO-Assomed, AAROI-Emac, ANPO, CIMO, FESMED, FP-CGIL Medici, FP-CISL Medici, FVM, SNR-Fassid, UIL-FPL Medici hanno diffuso una nota perché «Il volgere al termine dell’ultima ondata legata al Covid, l’iter regionale di approvazione del progetto per il nuovo Ospedale e la dipartita del direttore aziendale dell’Usl a pochissimi mesi dalla sua nomina impongono di fare il punto sulla situazione sanitaria in Valle d’Aosta.
Siamo davvero fuori dall’emergenza? Se ci riferiamo alla situazione Covid si potrebbe forse dire che sì, con la campagna vaccinale a buon punto e il calo dei contagi, si comincia a vedere la fine del tunnel, seppur con l’incognita della quarta ondata in autunno. Ma, ahinoi, la nostra situazione sanitaria è ben più complessa e critica
».

E queste le analisi fornite: «Anni di politiche sanitarie scriteriate, fatte di tagli e sacrifici, compiute sia a livello regionale che nazionale, hanno determinato l’indebolimento della nostra sanità pubblica.
In particolare, in Valle d’Aosta, dal 2012 e sino a quasi tutto il 2020, si è assistito allo smantellamento della sanità regionale, soprattutto ospedaliera, da parte dei governi regionali che, colpevolmente, hanno legiferato per la riduzione dei posti letto e dei reparti, hanno tergiversato nella costruzione di un ospedale nuovo e hanno influenzato scelte e decisioni “afinalistiche” da parte della direzione aziendale.
La dipartita, per alcuni improvvida e per altri liberatoria, del direttore generale aziendale confermato solo da pochi mesi non richiede commenti aggiuntivi. È evidente che quanto scelleratamente costruito in questi ultimi anni dalle maggioranze governative regionali di turno e dalle direzioni strategiche, ha favorito e continua a favorire la perdita di attrattività del personale medico verso il nostro ospedale e la continua pressione della sanità privata sui medici ospedalieri, con conseguente imponente e continua emorragia di questi ultimi dal nostro sistema pubblico. La scarsità di dirigenti medici e sanitari ha determinato l’allungamento delle liste di attesa a ogni livello, il deterioramento della qualità dei servizi offerti ed infine l’ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro di coloro che sono per ora rimasti, nei quali, inevitabilmente, ha cominciato a crescere il desiderio di abbandonare anch’essi l’ospedale.
Inoltre, alcuni fondamentali servizi ospedalieri (ortopedia, radiologia e da poche settimane anche il pronto soccorso) sono da tempo garantiti, per ora in parte, da medici “a gettone” incaricati da cooperative che, come noto, non danno né possono dare continuità assistenziale ai cittadini valdostani. Se i medici dipendenti rimasti a lavorare stabilmente h 24 e 365 giorni all’anno – e che magari vivono anche con le loro famiglie in Valle – saranno sempre meno, sarà inevitabile affidare la gestione di buona parte se non di tutto l’ospedale alle cooperative.
Questo circolo vizioso, già preoccupante, ha ricevuto un ulteriore decisivo colpo con l’avvento della Pandemia, la quale rischia di aver spazzato via le residue forze dei dirigenti medici e sanitari ospedalieri rimasti.
La crisi è in atto, il graduale processo di trasformazione da ospedale “Hub” a ospedale di “provincia” da dedicare solo alle urgenze (non tutte) e a prestazioni ambulatoriali è sotto gli occhi di tutti
».

E ciò a fronte di cambiamenti demografico-culturali che «hanno modificato radicalmente la tipologia della popolazione, da un lato sempre più informata e richiedente approcci diagnostico-terapeutici specialistici, dall’altro sempre più anziana, sola, poli-patologica e bisognosa ancor più di cure sia territoriali che ospedaliere».

Ai sindacati medici appare «evidente che il sistema sanitario regionale, così com’è, non è più in condizione di reggere l’onda d’urto derivante da tutte le criticità, prevedibili e non, susseguitesi nell’ultimo decennio.
Di questo graduale percorso sgretolante l’eccellenza ospedaliera sanitaria pubblica valdostana (eccellenza riconosciuta un tempo in tutta Italia) sono stati testimoni molti degli attuali consiglieri regionali, facendo talvolta il girotondo delle poltrone tra maggioranza e opposizione. Ora per la politica regionale non è più il momento di essere o di apparire sorda e cieca davanti all’evidente situazione critica e di default in corso della sanità ospedaliera che, con moltissima fatica di operatori e dirigenti, riesce ancora a mantenere in piedi quasi tutti i servizi. Nascondersi dietro un rimbalzo di responsabilità è ora evidentemente inutile. La politica ha davanti a sé un’occasione irripetibile per la gravità del momento ed è davanti a un bivio senza possibilità di prendere una terza strada: fare concreti, massicci e immediati investimenti per garantire una qualità di vita ed una remunerazione consona alle attuali leggi di mercato, affinché i servizi vengano svolti tutti e bene, le liste di attesa abbattute, e i medici ospedalieri non vengano sospinti nelle “generose” braccia della sanità privata o degli ospedali pubblici fuori regione
».

I sindacati sostengono che «Non bastano infatti i soli investimenti per le infrastrutture (già stanziati ma non utilizzati) perché il rischio di trovarsi con un ospedale di nuova costruzione ma improduttivo perché vuoto, senza medici e dirigenti sanitari, è decisamente elevato.
L’attuale neo-Assessore alla Sanità, conscio delle criticità descritte, ha manifestato l’intenzione di fare scelte coerenti e responsabili. Si attendono, ovviamente, i fatti, possibilmente con l’avallo del Governo Regionale, auspicabilmente compatto.
O adesso…o mai più. E questo il virus Sars-Cov2 dovrebbe averlo insegnato a tutti.
Tutto il governo regionale ora deve agire, deve investire, deve programmare, deve pretendere azioni concrete da parte della direzione aziendale, deve chiedere supporto delle organizzazioni sindacali e dei professionisti della salute (quei pochi che sono rimasti). Ne vale della capacità di garantire qualità ed efficacia delle prestazioni sanitarie e delle cure, per il diritto alla salute dei valdostani e dei turisti.
Sicuramente i cittadini e i sindacati non vogliono che l’alternativa sia quella di assistere all’ultimo e definitivo esodo del personale medico-sanitario rimasto verso la sanità privata, associato ai numerosi pensionamenti già in corso, con la definitiva scomparsa del sistema sanitario ospedaliero pubblico in Valle d’Aosta, così come lo abbiamo conosciuto
».

L’analisi di Cgil, Cisl e Uil

«La preoccupazione per la gestione della sanità valdostana continua a crescere e non emergono al momento posizioni e progetti strategici che portino a credere ad un cambio di rotta – scrivono i referenti valdostani della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil in una nota -. Le carenze e le difficoltà manifestate sono sotto gli occhi di tutti.
Servizi intasati da liste d’attesa interminabili che costringono parte della popolazione, quella che possiede sicure fonti di reddito, a rivolgersi al servizio privato e la restante parte a rinunciare alla possibilità di sottoporsi a visite ed esami. Significativi risultano essere i ritardi relativi agli screening di prevenzione dei tumori. Ritardi che si traducono in importanti conseguenze per la salute pubblica. Emerge inoltre l’assenza di un progetto sociosanitario territoriale.
A queste situazioni già di per sé complicate si aggiunge il problema della mancanza di personale del comparto o comunque, sempre di numero inferiore. Un problema grave da ricondurre, tra l’altro, al sempre maggior numero di infermieri, operatori socio sanitari e tecnici sanitari che rassegnano le dimissioni per andare a lavorare presso realtà economicamente e organizzativamente più attrattive.
Professionisti che, fino ad oggi hanno con grande fatica sostenuto il sistema sanitario garantendo assistenza 24 ore su 24, stanno gettando la spugna.
I carichi di lavoro sono divenuti insostenibili a seguito di una gestione e organizzazione prive di criteri che rispettino non solo il lavoro ma anche la dignità dei lavoratori in quanto persone. I professionisti della sanità sono figli di genitori anziani da assistere, sono madri e padri con figli minorenni di cui occuparsi e loro stessi possono avere problemi di salute.
Non è pensabile trattarli esclusivamente come se fossero un numero di matricola!
Registriamo giornalmente, da parte dei dipendenti Usl, segnalazioni di stanchezza psico-fisica, frustrazione e demotivazione. Il numero di personale che assiste oggi i degenti in ospedale si è pressoché dimezzato rispetto al passato.
A partire da oggi, a fase emergenziale in esaurimento, ci aspettiamo da parte degli organi di governo obiettivi di breve, media e lunga durata che possano dare risposte alle numerose istanze provenienti dai lavoratori del sistema sanitario regionale e dai cittadini. Ci aspettiamo inoltre un serio confronto con le parti sociali, da troppo tempo escluse dal dibattito che le riguarda.
Il rischio per tutti è il naufragio sanitario
».

Le risposte dell’assessore Barmasse

A seguito delle dichiarazioni rilasciate dalle organizzazioni sindacali della dirigenza medica e, venerdì 18 giugno, dalle rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl e Uil del comparto, l’assessore alla Sanità della Regione autonoma Valle d’Aosta Roberto Barmasse ricorda le principali azioni intraprese, per quanto di propria competenza, dall’inizio del mandato, finalizzate alla predisposizione e approvazione degli atti amministrativi regionali, utili a fornire all’Azienda Usl gli strumenti e le risorse necessari ad affrontare la pandemia e l’attuale delicata gestione della ripresa delle attività ordinarie. «Questa precisazione – precisa la nota diffusa dall’Ufficio stampa – non intende minimamente sminuire il valore dello sforzo e dello spirito di sacrificio con i quali tutti gli operatori sanitari e non in forza al sistema sanitario valdostano si sono spesi nei mesi che sono trascorsi dall’inizio della pandemia, al contrario, ne riconosce la capacità di resilienza per nulla intaccata dalla stanchezza accumulata nel corso dei mesi».

La nota aggiunge: «È stato recentemente approvato dall’Azienda Usl il piano triennale per i fabbisogni del personale che verrà a breve deliberato anche dall’Amministrazione regionale ed è già stato bandito un nuovo concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di personale infermieristico.
Nell’ambito della legge 10/2020, sono stati inseriti alcuni articoli dedicati al riconoscimento di un’indennità specifica agli operatori sanitari dipendenti impiegati nella gestione dell’emergenza Covid, a rettifica della norma introdotta dalla legge 8/2020 impugnata dal Governo nazionale, per complessivi 1.850.274 euro a valere su fondi regionali che si aggiungono a 925.137 euro a valere su fondi statali; in aggiunta altri 410.000 euro di fondi regionali sono stati destinati al personale dell’Azienda USL con contratto atipico (somministrato o convenzionato) a titolo di indennità di disagio una tantum legate ad attività per l’emergenza Covid
».

Sulla base della legge regionale 15 del 16 giugno 2021 (legge di assestamento del Bilancio di previsione), la Giunta regionale, nella seduta di lunedì 21 giugno, sarà chiamata a deliberare relativamente agli indirizzi e agli obiettivi di salute e funzionamento dei servizi dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta per l’anno 2021, con cui saranno assegnati alla sanità valdostana ulteriori 28 milioni euro circa, con la finalità di rilanciare nella fase di ripresa dalla pandemia la programmazione e aumentare la qualità del servizio sanitario regionale e, con particolare riferimento alla retribuzione del personale, sono stati individuati riconoscimenti economici per 3.300.000 euro da destinare alla libera professione (LPA) COVID-correlata, a favore dell’Azienda, per dirigenza medica e parte del personale del comparto (ad esempio per l’attività legata alla campagna vaccinale), in aggiunta ai fondi resi disponibili dai decreti nazionali per l’attività vaccinale e di riduzione delle liste d’attesa.

Prosegue la nota: «Oltre a questi interventi che agiscono nell’immediato e su personale già in forza presso il sistema sanitario regionale, conscio dell’oggettiva carenza di professionisti sanitari, che caratterizza l’intero territorio italiano, e consapevoli del peculiare fenomeno di migrazione di personale sanitario, tipico dei territori transfrontalieri, verso realtà oltreconfine, l’Assessorato sta elaborando una proposta di norma di attuazione finalizzata a ottenere una specifica competenza legislativa in materia di definizione di riconoscimenti economici aggiuntivi e specifici per la nostra realtà regionale.
Finalmente, in questa legislatura, attraverso la collaborazione franca tra i diversi Assessorati competenti, che ha risolto una serie di problematiche tecniche sospese da tempo, si è giunti a una indicazione precisa sulla scelta relativa alla costruzione del nuovo ospedale regionale che verrà realizzato come da progetto in discussione sui tavoli dell’Amministrazione regionale da circa 10 anni.
Infine, poiché il ruolo dell’Assessorato deve essere di governo e non di gestione, dal momento che quest’ultima è tipica delle strutture dell’Azienda USL, come già comunicato in Consiglio regionale, questo Assessorato sta completando la bozza del principale documento di programmazione regionale in materia di sanità e politiche sociali, rappresentato dal Piano regionale per la salute ed il benessere sociale, in prorogatio dal 2013. Il documento, che contiene le linee di indirizzo e di sviluppo della sanità ospedaliera e territoriale che si intendono realizzare per il prossimo quinquennio, oltre che le linee di indirizzo in tema di politiche sociali, verrà presto presentato in commissione consiliare competente. È proprio durante le consultazioni che precedono l’elaborazione definitiva del piano che l’Assessore Barmasse spera di poter instaurare, sui tavoli a questo deputati, una nuova e costruttiva collaborazione anche con le organizzazioni sindacali, al fine di evitare che alcuni possano cavalcare situazioni di crisi e disagio collettivi, per finalità personali. L’azione di questo Assessorato non si espliciterà mai attraverso comunicati stampa, ma attraverso la condivisione e la ricerca di soluzioni concrete e percorribili
».

Pubblicato / aggiornato il 18/06/2021 alle 18:57
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Categoria: Politica e Amministrazione