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AuslVdA: l’obiettivo è convincere alla vaccinazione anti Covid

AuslVdA: l’obiettivo è convincere alla vaccinazione anti Covid (©Laura Agostino per bobine.tv) - La conferenza stampa sull'avanzamento della campagna vaccinale all'8 luglio 2021

Giovedì 8 luglio 2021, l’avanzamento della campagna di vaccinazione anti Covid è stato presentato nel corso di una conferenza stampa.

Il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta Erik Lavevaz si è detto certo che le somministrazioni attuali decideranno la condizioni nelle quali ci si troverà, in autunno: «Si è decisamente abbassata la guardia e il nostro compito è portare la gente a vaccinarsi, intercettando le persone che hanno rinunciato o non si sono presentate».

L’assessore alla Sanità Roberto Barmasse ha detto: «Solo con copertura vaccinale importante e completa sulla popolazione potremo non avere le conseguenze sull’economia che abbiamo già visto. Il pericolo potrebbe ripresentarsi».

Marco Ottonello, facente funzione di direttore generale dell’Ausl Valle d’Aosta, ha spiegato che le giacenza di Johnson&Johnson e Astrazeneca sono scarse ma sufficienti a far fronte alle esigenze. Sono state inoculate 70mila prime dosi e 41mila seconde dosi, pari al 36,88% della popolazione. S’intende raggiungere l’80% delle prime dosi entro inizio agosto. Ciò consentirebbe di organizzare la terza inoculazione autunnale. L’80% è già stato superato fra gli over 70. Si sta contattando la popolazione in maniera capillare.
Tutti i non vaccinati del settore sanitario sono stati convocati e coloro che non si vaccineranno saranno invitati ad agire secondo quanto prevede la normativa (ricollocazione in ambito non sanitario o sospensioni).

Guido Giardini, direttore sanitario dell’Ausl VdA, ha segnalato che alcune defezioni si sono avute anche fra gli anziani, che non hanno permesso di ottenere percentuali ancora maggiori. La popolazione fragile è vaccinata al 75,21% con seconda dose. Nelle microcomunità, si è al 92% della copertura con la prima dose. È stato vaccinato il 96% del personale insegnante; ora si è al lavoro sulla popolazione alunni. I target stabiliti dalla struttura commissariale sono stati variabili (a causa della disponibilità di dosi e del cambiamento nelle indicazioni) e si è con 531 somministrazioni in meno rispetto all’obiettivo del trimestre maggio/luglio 2021. In giugno vi è stata una flessione come nel resto della nazione.

Marina Verardo (Dipartimento di prevenzione Ausl VdA) ha ricordato che «tutti i virus hanno la caratteristica di variare e succede quando incontrano più persone possibili. Meno persone sono vaccinate e più il virus si propaga, tendendo a modificarsi costantemente. I vaccini sembrano dare sufficiente copertura di popolazione rispetto alla variante inglese (alfa), che è diffusa nella regione. Si è in allerta per la variante delta, perché pare essere più diffusiva e che colpisca le persone che non sono state vaccinate o quelle che hanno ricevuto un’unica dose».

La neonatologa Maria Paola Farinelli ha spiegato perché e come si è deciso di vaccinare anche i giovani: «4.465 ragazzi hanno fra i 12 e i 16 anni e li vaccineremo dal 13 luglio. La Società italiana di Pediatria ha affermato in proprio documento che vale la pena di vaccinarli, se non hanno controindicazioni: per proteggerli (26 ragazzi sono morti, in Italia, per questa patologia), perché sono serbatoi dell’infezione (più di 500 classi sono state messe in quarantena durante l’anno scolastico 2020/21 mentre hanno bisogno di una vita sociale normale), perché la vaccinazione è efficace e sicura (i numeri degli effetti collaterali sono tali da portare il rapporto rischio/beneficio a favore della vaccinazione). Il covid evidenzia effetti a lungo termine di tipo respiratorio e neurologico anche fra i ragazzi».

Pubblicato / aggiornato il 08/07/2021 alle 19:55
Categoria: Salute