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Un libro sulla famiglia dei Vallaise

Un libro sulla famiglia dei Vallaise

La ricercatrice Laura Decanale Bertoni prosegue con i suoi libri sulla famiglia dei Vallaise, aggiungendo diversi tasselli nella storia di questa grande Casata che per 800 anni ha amministrato buona parte del Canavese fino alle porte di Ivrea, della Bassa Valle e la Valle del Lys. L’ultima opera pubblicata si intitola Vallaise-Vallesa.

Secondo la tradizione, i Vallaise pretesero sempre l’investitura imperiale di quei feudi che erano situati sulla sponda sinistra del Lys, fino alle terre del Canavese spingendosi sino alle porte di Ivrea.

I Vallaise diedero anche eminenti uomini alla Chiesa: Antonio è stato priore del Capitolo dei Santi, Pietro e Orso di Aosta tra il 1406 e il 1440. Luigi è stato nominato prevosto del Capitolo della Cattedrale di Aosta nel 1630.

Il 12 aprile 1553 la Signoria dei Vallaise è stata elevata a Baronia e sono state innumerevoli le cariche di Stato acquisite dal Casato: Francesco di Vallaise nel 1558 era al tavolo della negoziazione con la Francia per il trattato sulla neutralità e ben tre Vallaise sono insigniti della massima onorificenza dei Savoia, l’Ordine Supremo della Santissima Annunziata, tra cui il Conte Alessandro, ambasciatore e ministro degli affari esteri dei Savoia nel 1815.

Le ricerche negli archivi storici, tra i ruderi dei castelli, nelle chiese, sulle pareti scolpite e negli affreschi, hanno documentato fotograficamente tratti di storia che ha reso grande una Famiglia troppo a lungo dimenticata protagonista assoluta nella Bassa Valle e nel Canavese.

L’Appendice ci introduce in un mondo tra storia e leggenda, dove balzano in primo piano infelici donne del luogo, giudicate dal Tribunale dell’Inquisizione. Nell’appendice, si troverà la traduzione dal latino e dal francese antico di un documento dell’inquietante Processo al diavolo avvenuto nel 1601 a Issime, custodito nell’archivio della Prevostura di Verrès, e finora sconosciuto al grande pubblico.

Si narra del reverendissimo Messere Annibale Serra prete e parroco di Pettinengo, inviato a Issime, a pochi km da qui, che convoca il diavolo Astorotte ed il suo braccio destro Acheronte, obbligandoli con l’intera loro Legione ad abbandonare la Valle del Lys. Nella precisa descrizione Astarotte appare descritto con la faccia da scimmia, i denti aguzzi, corna e coda da bue, le zampe da orso ed il corpo nudo e squamato. 

Pubblicato / aggiornato il 12/07/2021 alle 11:44
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Categoria: Cultura