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Core informatica: un primo accordo

Core informatica: un primo accordo (©Cgil Valle d'Aosta) - Assemblea alla Core informatica di Pont-Saint-Martin l'8 luglio 2021

Lunedì 19 luglio 2021, è stato formalmente sottoscritto un accordo tra Core Informatica (ora NetCom Group), i lavoratori e le organizzazioni sindacali. Una firma che garantisce alcuni passaggi a favore dei lavoratori delle sedi di Pont-Saint-Martin e Ivrea.

Sul tavolo alcuni punti nodali tra cui la sottoscrizione di 18 contratti a tempo indeterminato, spalmati fino al dicembre 2023 (sei per ogni anno); la conseguente inversione della percentuale del numero dei lavoratori fissi rispetto a quelli a tempo determinato e la garanzia della concessione dei buoni pasto a tutti i dipendenti. All’interno dell’accordo è stato formalizzato dall’azienda un impegno finalizzato a instaurare nuovi e più costruttivi rapporti con i lavoratori e con le organizzazioni sindacali. Il segretario regionale di Cisl Metalmeccanici Valle d’Aosta, Fausto Renna, esprime soddisfazione per questo risultato: «La firma di questo accordo è giunto a seguito di situazioni di pesante insoddisfazione che ci sono giunte da parte dei lavoratori e che hanno portato le Organizzazioni sindacali ad intervenire attivando una lunga interlocuzione con la parte datoriale. Siamo partiti da posizioni distanti, ma alla fine il buon senso ha portato a questo risultato. Non ci fermiamo qui anche perché quanto abbiamo raggiunto ci pare veramente il minimo di quello che è un corretto rapporto tra proprietà e lavoratori; una collaborazione che se improntata sulla linea del sostegno e del dialogo non può che portare ad un clima migliore e, di conseguenza, anche ad una maggiore redditività».

Il segretario Organizzativo della Uilm-Uil del Canavese, Marco Iorio, afferma: «Dopo estenuanti trattative che hanno portato quasi alla rottura del tavolo di discussione, ha prevalso il buon senso. Si è giunti alla firma di un accordo che per i prossimi tre anni scongiura la perdita di posti di lavoro – troppe volte ci è stato detto che una delle possibilità era quella di trasferire il lavoro all’estero – e anzi, ne aumenta il numero. E ciò non può che comportare soddisfazione».

«Un altro punto su cui abbiamo lottato da anni – dicono i referenti delle due sigle sindacali – è la parificazione dei diritti dei lavoratori all’interno di Core, garantendo a tutti i lavoratori (diretti e somministrati) il buono pasto. Crediamo e speriamo che questo possa essere l’inizio per un lungo e costruttivo confronto tra le parti, che possa portare ad una migliore collaborazione tra lavoratori, parte datoriale e organizzazioni sindacali. Non ci fermiamo qui anche perché quanto abbiamo raggiunto ci pare veramente il minimo di quello che è un corretto rapporto tra proprietà e lavoratori; una collaborazione che se improntata sulla linea del sostegno e del dialogo non può che portare ad un clima migliore e, di conseguenza, anche ad una maggiore redditività».

Sindacati divisi

Giovedì 8 luglio 2021, i lavoratori della Core Informatica di Pont-Saint-Martin si sono riuniti in Assemblea. Nel complesso, l’azienda conta 150 dipendenti.

I sindacati non hanno firmato l’accordo aziendale e mantengono posizioni differenziate.

Ha spiegato Fausto Renna, di Fim Cisl: «Noi siamo arrivati a questa Assemblea in seguito alla non firma di un accordo di prossimità che avevamo trattato per due anni. Non mettendo in discussione l’accordo, non abbiamo firmato perché non ritenevamo l’azienda rappresentativa dei problemi dei lavoratori. Il quotidiano era gestito in maniera inadeguata. Per responsabilità diretta di chi dovrebbe gestire questi problemi. Quindi abbiamo deciso di portare tutte le problematiche sullo stesso tavolo».

Marco Iorio (Uilm Uil Canavese) prende le distanze: «Noi avevamo deciso di sottoscrivere l’accordo, dopo che lo avevamo presentato ai lavoratori, i quali lo avevano approvato al 94%. Ma, essendo i soli, l’accordo non avrebbe avuto validità. C’è stata quindi una leggera spaccatura fra le sigle sindacali. È emerso che ci sono difficoltà, in azienda, in relazione ad alcuni lavoratori. Crediamo che i due aspetti dovrebbero essere scissi e le battaglie essere affrontate su tavoli differenti ma gli altri non la pensano così».

Fabrizio Graziola (Fiom Cgil) ha precisa: «La Fiom non firma gli accordi di prossimità perché ritiene che, dopo 12+12 mesi di precariato, il lavoratore debba essere assunto a tempo indeterminato. È comprensibile la preoccupazione dei lavoratori: temono che, se l’accordo non è firmato, qualcuno potrebbe essere lasciato a casa».

Un nuovo incontro è stato fissato per il 19 luglio, per riaprire la trattativa. Resta da capire se la Fiom sarà convocata dall’azienda (in occasione del precedente, non lo era stata).

Pubblicato / aggiornato il 20/07/2021 alle 16:45
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Categoria: Economia e Lavoro