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Anche ad Aosta la protesta contro il green pass

Centinaia si persone hanno partecipato, sabato 24 luglio 2021, alla protesta Contro la dittatura. Per la libertà.

Aosta è stata una fra le 180 città del mondo e le 80 italiane che hanno aderito alla manifestazione Worldwide demonstration. I partecipanti si sono radunati in piazza Chanoux, poi hanno marciato sino a piazza Arco d’Augusto e sono tornati indietro, contestando «contro il passaporto schiavitù, contro gli obblighi vaccinali, contro la truffa Covid, contro la dittatura instaurata».

Coloro che hanno visto sfilare il corteo hanno in parte condiviso questa tesi mentre altri hanno sostenuto l’iniziativa dissennata.

Hanno camminato al grido di «libertà, libertà, no green pass». Bizzarro, però, che una manifestazione della quale si diceva non ci fossero organizzatori, che non vi fosse l’adesione di associazioni ma la partecipazione di liberi cittadini, abbia inneggiato il grido «no comment» quando abbiamo chiesto una dichiarazione a Luca Vesan. Tacere non è stata una sua scelta ma quella di una signora – a noi sconosciuta – che ha dettato i movimenti dell’intera manifestazione.

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La manifestazione contro il green pass, sabato 24 luglio, in piazza Arco d’Augusto, ad Aosta

Lavevaz: avevo chiesto un uso diverso del green pass

Nella stessa giornata, il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, a Courmayeur, durante un dialogo con il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e il sindaco di Courmayeur Roberto Rota si è così espresso su Green pass e vaccini: «Ho chiesto al governo di inserire il green pass per aprire quello che era chiuso in una determinata fascia: ad esempio in zona bianca per dare la possibilità di aprire le discoteche  oppure, in zona arancione, per tenere aperti ristoranti con il green pass. L’iniziativa del governo è decisamente diversa. Sicuramente l’inserimento del green pass sta avendo un aspetto positivo: incentivare l’adesione alla vaccinazione. Da ieri abbiamo avuto delle risposte positive: 150 persone che avevano rinunciato al vaccino hanno telefonato per essere inserite nelle prenotazioni. Sono solo le prime. Questo è un aspetto positivo anche perché, lo dico sempre, il vaccino è unico strumento che abbiamo non solo per salvare la stagione turistica estiva ma soprattutto quella invernale. 
Sono convinto che con il Covid possiamo convivere, con l’immunità di gregge e quindi con un tasso di vaccinazione elevato. Il prossimo  inverno? Il Covid ci sarà ancora ma potremo avere attività turistica e una vita quasi normale
».

Su ristori e le misure anti-crisi Covid, Erik Lavevaz ha detto: «Siamo in un momento in cui dobbiamo mettere le pezze ai buchi che si sono creati alla nostra economia; dopo un inverno difficilissimo, i ristori sono arrivati a livello statale, c’è stato un cambio di paradigma importante per la montagna. 
Anche noi come Regione abbiamo approvato un assestamento di Bilancio importante, circa 130 milioni di euro per aiuti all’economia e proprio in questi giorni questi fondi si stanno mettendo in campo, con le delibere attuative, e si sono aperte le domande con un boom di richieste assolutamente importante. In pochi giorni abbiamo registrato 30 milioni di euro di richieste. Passato il periodo delle ‘pezze’ bisogna ripartire a investire: ci aspettiamo una stagione di investimenti sulla scia del piano nazionale di ripresa e resilienza e delle altre risorse messe in campo
».

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Erik Lavevaz e Roberto Rota alla manifestazione aCourma! 2021

Pubblicato / aggiornato il 24/07/2021 alle 19:31
Categoria: Cronaca / Video