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Focus turismo: il turismo, dati, offerta e promozione

Il prodotto interno lordo, cioè il valore complessivo dei beni e dei servizi finali prodotti in un anno in della Valle d’Aosta, è generato dal reddito prodotto da agricoltura, industria e servizi. Fra i servizi vi è anche il turismo.

Vogliamo dedicare questa serie di dieci puntate, dal titolo “Focus Turismo”, a descrivere e capire questo settore: con i suoi punti di forza e di debolezza e le sue problematiche.

Lo faremo grazie a ragionamenti condotti con vari operatori e professionisti del turismo, ma anche attraverso un’analisi socio-economica.

Al termine di ogni puntata, una scheda ci permetterà di presentare le varie associazioni di coloro che operano nel settore turistico e, di settimana in settimana, conosceremo attività e tematiche riguardanti albergatori, commercianti, maestri di sci, guide alpine e altri ancora.

Questa sera dedicheremo la nostra attenzione a descrivere il turismo valdostano con i suoi dati, la sua offerta e la sua promozione.

Per rispondere a queste domande, abbiamo bisogno di dati oggettivi. Innanzitutto occorre conoscere quale sia la percentuale del reddito regionale che deriva dal turismo, per capire quale peso abbia sull’economia dell’intera regione e quali siano le presenze turistiche.

Il PIL prodotto in Valle d’Aosta è di circa 4,4 miliardi di euro: quanto incide il turismo?

Massimo Levêque – economista – Dati ufficiali non ci sono, nel senso che non c’è una ripartizione statistica che isoli il turismo. Sono stati fatti degli studi, anche in parte commissionati dalla stessa associazione impianti a fune della Valle d’Aosta, qualche anno fa, e avevano stimato il turismo invernale intorno al 20-22% del PIL regionale, naturalmente mettendo insieme quella che è l’attività degli impianti, dei trasporti, degli hotel, del commercio indotto. E quindi è ragionevole presumere che il resto dell’anno cubi altrettanto, siamo vicini al 50%. Si può affermare che il turismo in senso esteso possa coprire il 50% del prodotto regionale valdostano.

Annualmente la Camera di Commercio della Valle d’Aosta pubblica un report sull’economia valdostana che, negli ultimi due anni si è centrato soprattutto sugli aspetti congiunturali, vale a dire su cosa stava succedendo in relazione alla crisi. Il settore del turismo rimane però costantemente monitorato.

Massimo Levêque – economista – due sono gli indicatori osservati riguardo al turismo. Uno riguarda la spesa degli stranieri in valle: questo è un dato importante perché il saldo fra quello che gli stranieri spendono in valle per turismo e quello che i valdostani spendono all’estero per turismo è un saldo che è addirittura superiore, sono circa 250 milioni di euro, alla differenza fra l’importazione e l’esportazione di beni in Valle d’Aosta e quindi è un dato importante.

Questo dato ha avuto un andamento particolare: nel 2008 è caduto, con il primo anno di crisi; nel 2009 si è ripreso per arrestare nuovamente la sua crescita nel 2010, anno ancora difficile per la crisi economica mondiale. Il 2011 non ha mostrato segnali di ripresa e, per il 2012, è difficile ipotizzare degli scenari.

Massimo Levêque – economista – L’altro dato importante è più quantitativo e reale è quello sulle presenze.

Ogni anno arrivano in Valle d’Aosta circa 930 mila turisti, che fanno registrare più di 3 milioni e 100 mila presenze nelle strutture alberghiere ed extra-alberghiere. I turisti sono soprattutto italiani (circa il 67%); gli stranieri rappresentano il restante 33% e provengono principalmente da Regno Unito, Francia, Paesi Scandinavi con crescita costante dei Russi.

Questi dati, però, non sono una vera e propria fotografia del settore: non esistono informazioni sull’occupazione delle seconde case, sia quelle di proprietà sia quelle in locazione, delle quali avremo occasione di parlare in una puntata specifica. Sfuggono anche i dati del turismo alla giornata, che non prevede pernottamento: quelli comunemente conosciuti come turisti “mordi e fuggi”. Quest’ultima tipologia di clientela produce ricadute economiche “una tantum” sul commercio, la ristorazione e la fruizione delle infrastrutture quali impianti di risalita, castelli, terme, spazi espositivi e aree naturalistiche.

Più importante, da un punto di vista economico, è il turista che pernotta, come ha dimostrato un recente studio condotto da Federalberghi a livello nazionale. La spesa media giornaliera dei viaggiatori stranieri in Italia varia tra i 194 euro dei Russi, i 152 euro dei Giapponesi, i 125 euro degli Svizzeri, per arrivare ai 114 euro degli Americani, creando così indotto e ricadute economiche molteplici in vari settori dell’economia.

Perché quasi un milione di turisti sceglie la Valle d’Aosta per le proprie vacanze e quale tipo di promozione è fatta ?

Aurelio Marguerettaz – assessore regionale Turismo, commercio, sport e trasporti – Ormai la promozione turistica che viene fatta oggi è diversa rispetto al passato. Prima prevaleva la promozione territoriale, oggi la promozione territoriale ha diminuito la sua importanza. Oggi dobbiamo parlare di prodotti e quindi difficilmente abbiamo dei turisti che fanno delle scelte solo per destinazione. La scelta viene fatta a seconda del prodotto: coloro che amano lo sci cercano delle stazioni di sci, coloro che amano il MB scelgono delle stazioni dove si può svolgere questo tipo di attività. È un’attività dove noi dobbiamo esaltare l’emotività, dobbiamo valorizzare i contenuti che possono esprimere i nostri territori. La marca legata la territorio è assolutamente superata.

Ma entriamo più nel dettaglio e parliamo dei mercati esteri seguiti dall’assessorato con attività promozionali e di marketing.

Gabriella Morelli – direttore promozione e marketing Assessorato turismo Regione Valle d’Aosta – All’estero ci sono i mercati tradizionalmente presidiati dall’assessorato che sono la Francia, il Regno Unito, il Belgio, l’Olanda e per i mercati più a lungo raggio, sui quali siamo attivi già da alcuni anni, ci sono la Russia e il Giappone. E questo per quanto riguarda il panorama estero è l’esistente. L’intendimento è per il prossimo futuro di incrementare il presidio sui mercati Germania e Paesi Scandinavi, sui quali, non è che non abbiamo mai fatto niente, ma abbiamo sempre fatto delle iniziative più puntuali inserite in un programma integrato di interventi. Sono due mercati sui quali, sopratutto per il fatto che andiamo nuovi andremmo solo per alcuni prodotti. Cioè in Germania solo per l’outdoor: trekking e mountain bike; in Scandinavia prioritariamente per lo sci e tutto il fuori pista che è un argomento per il quale noi abbiamo titolo di dire qualcosa e di affermarci. E sull’estivo pensavamo alla natura protetta: parchi e riserve sui quali, tra l’altro questo è un segmento di prodotto sul quale stiamo lavorando molto con l’assessorato all’agricoltura.

Le frontiere della promozione si ampliano e il turismo valdostano è sempre alla ricerca di nuovi clienti. Nel futuro prossimo, la Valle d’Aosta si presenterà, nuovamente, dopo diversi anni di assenza, sul mercato statunitense.

Da un primo sondaggio effettuato da TTG, partner tecnico individuato per l’attuazione della promozione statunitense, risulterebbe che gli operatori americani sono interessati a comprare Alpi italiane e quindi Alpi valdostane. L’assessorato andrà sul mercato americano con due prodotti – definiti STAR dal piano di marketing strategico di cui si è dotato a partire dal 2009 : lo sci per l’inverno e il trekking per l’estate, sfruttando la notorietà che sta acquistando l’endurance trail delle Alte Vie (il Tor des Géants), negli Stati Uniti.

Gabriella Morelli – direttore promozione e marketing Assessorato turismo Regione Valle d’Aosta – Per i punti di Tokyo, di New York e poi alcuni punti italiani saremo presenti a Eatitaly di New York con dei pacchetti di vacanza che venderemo con l’agenzia Liberi Tutti che è l’agenzia, il partner agenzia viaggi di Eatitaly, rivolgendoci direttamente ad una clientela finale.
È un esperimento, ci andiamo con due prodotti e vediamo qual è il pubblico che riusciamo ad intercettare.

L’investimento annuale dell’assessorato per le promozioni sui mercati esteri è di circa 1 milione e 650.000 euro.

Il mercato italiano (che, ricordiamo, rappresenta il 67% del turismo valdostano) risente dell’attuale periodo di crisi e si registrano flessioni di arrivi e presenze sia in estate sia in inverno. Si tratta di un mercato di prossimità molto legato alle condizioni meteo, come è stato dimostrato dai dati dell’estate 2011. I principali mercati di prossimità sono il Piemonte, la Lombardia e la Liguria; e quelli di nuova prossimità (l’Emilia-Romagna, la Toscana e il Lazio).

Ogni anno l’Assessorato al turismo investe su questi mercati 900.000 euro in promozione e 600.000 euro in pubblicità, per le campagne invernali ed estive.

Aurelio Marguerettaz – assessore regionale Turismo, commercio, sport e trasporti – La parte che ci da maggiori soddisfazioni sul mercato italiano è la prossimità. La prossimità è tuttavia influenzata anche da fenomeni che sono i fenomeni meteorologici. Oggi nessuno si muove senza aver guardato le previsioni del tempo. Quindi rispetto ad altri mercati interno, il mercato italiano può avere delle flessioni molto importanti.
La nostra attività nei confronti del mercato di prossimità, del mercato italiano deve continuare con una certa costanza e con una certa assiduità.

La Regione finora è stata abbastanza fredda nei confronti dei social network, importantissimo mezzo di comunicazione contemporaneo. Ma oramai è convincimento dell’assessorato e degli operatori che non si possa più prescindere da Facebook, Twitter, Youtube e altre piattaforme di comunicazione on-line. Però, per affrontare e gestire questo mondo bisogna essere preparati, pronti e soprattutto acquisire tecniche di comunicazione diverse da quelle dei media tradizionali.

Gabriella Morelli – Prepararsi sia come competenze specifiche di gestione del mezzo quindi linguaggi da utilizzare, modo di intervenire, argomenti da trattare, se parlare di prezzi se parlare di esperienze, se parlare di testimonianze, se parlare del macro o del micro cioè sono andato a mangiare nel ristorante pinco pallino e ho mangiato un dessert….oppure parlare in generale di ristorazione Valle d’Aosta
L’altro strumento del quale ci vogliamo dotare prima di essere attivi e proattivi sul mezzo è un sistema di ascolto del web. Quindi prima di tutto capire sui nostri asset di prodotto quali sono i commenti negativi e positivi e in che percentuale stanno tra il positivo e il negativo sui diversi argomenti. Anche per capire poi se e come orientare la comunicazione e magari riposizionare l’opinione e il sentimento della comunità del web 2.0 rispetto ai nostri elementi di offerta. Quando avremo questi due, quindi la preparazione e la formazione più o meno consolidata e conclusa e avremo idea di cosa attualmente il web in modo spontaneo dice di noi concepiremo un piano di intervento e di comunicazione sul mezzo da effettuare nel 2012.

L’investimento dell’Assessorato per il turismo non si ferma qui: una grande fetta del suo bilancio è infatti riservata agli eventi. Cosa s’intende per eventi e perché sono ritenuti fondamentali per la promozione turistica di un territorio?

Aurelio Marguerettaz – Gli eventi possono avere un’importanza se sono all’interno di una cornice che consente all’evento di fungere da attrattore. Mi spiego: un concerto o un avvenimento sportivo non hanno nessuna ricaduta prima e dopo se non sono collocati all’interno di una strategia. Quindi quegli eventi non possono essere definiti strategici. Quegli eventi sono da considerarsi per quello che danno nell’immediato. Fatemi dire: un campionato di scacchi non è un prodotto che può essere definito connotante, specifico della realtà valdostana, di una realtà di montagna ma è un evento che consente di avere un certo afflusso e di avere determinate presenze. Quindi la valutazione se fare o non fare questo evento è una valutazione abbastanza semplice: si mette sulla stessa bilancia l’investimento e la ricaduta immediata. Ci sono altri eventi che al contrario sono strategici. Il Tor des Géants, per esempio un nostro grande successo, è un evento che oltre ad avere un successo di pubblico serve a promuovere un prodotto che viene proposto prima e dopo il Tor. Quindi l’evento serve ad esaltare una nostra peculiarità ma abbiamo la possibilità con il Tor di vendere tutto l’anno i nostri sentieri, di vendere tutto l’anno il prodotto trekking, di far lavorare tutto l’anno guide della natura e guide alpine.

Quali sono gli eventi organizzati dall’assessorato al turismo e quanto contano, in termini di promozione?

Un primo evento, come abbiamo sentito, è il Tor des Géants, un endurance trail che si svolge sui 330 km delle Alte Vie. Il Tor è uno strumento di comunicazione capace di veicolare l’immagine della Valle d’Aosta per quel che riguarda il territorio e i sentieri, dunque capace di promuovere due prodotti di punta della stagione estiva: il trekking e l’escursionismo.

L’investimento dell’assessorato è di 270.000 euro, a fronte di una spesa complessiva per l’organizzazione di circa 460.000 euro.

Il secondo evento è Musicastelle in Blue, una rassegna musicale che si svolge al Forte di Bard, che propone concerti jazz con grandi musicisti ed è collegato con la vendita, tramite il Valle d’Aosta Booking, di pacchetti di soggiorno. L’impegno è importante in quanto ammonta a 490.000 euro. esiste poi tutta una serie di eventi che non sono direttamente organizzati dall’assessorato ma che sono sostenuti, in quanto è riconosciuta una loro capacità di attrazione turistica. Per esempio i mercatini di Natale di Aosta, alcune manifestazioni enogastronomiche, il Courmayeur noir in Festival o Celtica.

L’attenzione dell’assessorato è anche rivolta a capire quali siano le attuali tendenze in campo turistico e quali quelle a più lungo termine, definite di “frontiera”. Ciò che si prefigura per il futuro è interessante, anche perché è nettamente in controtendenza rispetto alle richieste attuali del mercato del turismo.

Gabriella Morelli – Diciamo che nel corso di un seminario che ci ha tenuto di recente TTG ne hanno individuate due: una in atto e una di frontiera. Quella in atto è la tendenza e l’attenzione sempre più forte verso tutto quello che ecologicamente sostenibile e compatibile. Quindi in tutte le condotte di consumo, compresa la vacanza l’utente anche italiano fa attenzione a un albergo che sia più o meno attento al consumo dell’energia, allo smaltimento dei rifiuti, nel consumo dell’acqua. Quindi è un aspetto importante. L’altro aspetto che oggi è in atto e che è premiante essere on line come operatore turistico ed avere per chi va in vacanza e lavora il collegamento con il wifi, per consentire a chiunque è in vacanza di guardarsi la propria posta elettronica o collegarsi in qualche modo al posto di lavoro. La frontiera che posizionavano nemmeno poi troppo nel futuro, tra un quattro/cinque anni sarà l’esatto contrario. Cioè andare in vacanza, viene premiato il posto dove non arriva niente e nessuno, completamente sconnesso, dove il telefono non prende, non c’è alcun modo di accedere ad internet e alla propria posta elettronica. Quindi la vacanza diventa la pausa vera, effettiva da quella che è la propria vita di tutti i giorni.

Abbiamo tentato, in questa prima puntata, di tracciare alcune linee fondamentali per capire meglio il settore del turismo, quanto pesi sul PIL della Valle d’Aosta, quante siano le presenze turistiche, da dove provengano i nostri turisti. Ma abbiamo parlato anche di strategia turistica adottata dall’Assessorato al Turismo e di quanto la regione investa in promozione turistica e in eventi.

La riflessione è dunque aperta e, nelle prossime puntate, affronteremo argomenti che ci permetteranno di conoscere meglio il turismo in Valle d’Aosta.

A questo punto giriamo pagina e passiamo alla rubrica sulle associazioni del turismo, in Valle d’Aosta. La protagonista di oggi è l’Associazione degli Albergatori della Valle d’Aosta, presieduta da Silvana Perucca. A lei la parola per una presentazione tra passato e presente.

Silvana Perucca – presidente Adava – L’Adava, associazione degli albergatori della Valle d’Aosta, nasce nel 1976 e fa capo subito a Federlaberghi, la federazione nazionale degli alberghi e delle imprese turistiche che associa sul territorio nazionale la maggior parte degli alberghi d’Italia, quindi la più rappresentativa sul territorio nazionale. Anche l’Adava lo è sul territorio regionale perché la nostra associazione associa oltre 520 imprese. All’inizio era caratterizzata nell’associare solo alberghi, mentre adesso l’Adava si è aperta a nuove imprese come campeggi, rifugi alpini, agriturismo e naturalmente i residence, le residenze turistico alberghiere, chambre d’hote, gli affitta camere. Questo è un progetto che ha voluto essere un progetto di casa comune dell’ospitalità della Valle d’Aosta, proprio per unire tutte le imprese che fanno ospitalità e quindi che offrono ospitalità sul territorio regionale.

L’Assessorato regionale di riferimento è quello del turismo, con il quale opera maggiormente e presso al quale presenta le istanze e le richieste dei propri associati.

Ma l’Adava crea sinergia anche con gli altri assessorati in quanto. per fare turismo. è necessario anche il coinvolgimento di agricoltura, territorio, attività produttive e cultura.

Silvana Perucca – E quindi l’associazione degli albergatori si prefigge proprio questo di mantenere costantemente i rapporti con le istituzioni e soprattutto essere promotrice di progetti e cercare di utilizzare al meglio le idee e i progetti che scaturiscono dalla pubblica amministrazione e farli avere una ricaduta positiva anche sulle proprie imprese associate.

Il futuro turistico, secondo gli albergatori, sarà legato a due aspetti fondamentali: la notorietà della Valle d’Aosta a livello nazionale e internazionale e la questione dei trasporti.

Silvana Perucca – I sogni sono tanti, noi imprenditori abbiamo tanti sogni nel cassetto. Abbiamo sogni che vogliono che questa nostra regione, il brand Valle d’Aosta essere sempre di più riconosciuto come un brand di eccellenza nel panorama turistico nazionale e internazionale. Indubbiamente un sogno particolare ce lo abbiamo ed è quello sui trasporti. Io credo che la Valle d’Aosta vincerà la sfida del turismo quando avrà risolto in maniera seria il problema dei trasporti sul territorio. Ancora adesso abbiamo problemi legati al trasporto sul territorio regionale e sui collegamenti legati ai principali aeroporti sia quelli di Milano, di Torino e quello di Ginevra, con le città dove arrivano i grandi treni dal sud e quindi Torino, Milano oppure la stazione di Ginevra che è collegata con il TGV, con Parigi e con il nord dell’Europa. Quindi indubbiamente abbiamo necessità di capire come possiamo vincere la sfida dei trasporti.

Pubblicato / aggiornato il 22/08/2021 alle 20:30
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Categoria: Cultura / Video