Savt scrive a Draghi, Orlando e Speranza
(©Gianfranco Zanata per bobine.tv) -
Claudio Albertinelli
Il segretario generale del Savt, Claudio Albertinelli, lunedì 23 agosto 2021 ha scritto una lettera al presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi, al ministro al Lavoro Andrea Orlando e al ministro alla Salute Roberto Spereanza.
Il sindacato ha ricordato di aver sempre cercato di affronrare il discorso sull’emergenza Covid in maniera scientifica, per esempio organizzando – nel febbraio 2021 – il convegno dal titolo Il vaccino, unica frontiera per superare il Covid?
Albertinelli afferma che il sindacato ha fatto la propria parte «nella strada dell’informazione e della sensibilizzazione a favore della campagna vaccinale, sempre nel rispetto delle sensibilità di tutti» ma che «Tutto questo percorso virtuoso, però, rischia di entrare in crisi a causa delle divisioni che si stanno creando in ogni ambito in merito all’utilizzo del Green Pass».
A fronte delle polemiche che si sono scatenate, «è lecito chiedersi perché il Governo non decida di assumere delle scelte definitive e nette, che non lascino spazio ad interpretazioni. Se chi è chiamato a gestire l’emergenza sanitaria ritiene, e i dati che vengono diffusi dalle massime istituzioni sanitarie sembrano fino ad oggi confermare questa tesi, che il vaccino sia l’unico strumento a disposizione per combattere la pandemia da Covid-19, deve avere il coraggio di sancire l’obbligo vaccinale, visto che la Costituzione italiana prevede questa possibilità in situazioni come quella che stiamo vivendo».
Tuttavia, se non si vuole percorrere questa strada, «bisogna allora evitare di approvare norme che possano alimentare divisioni e discussioni e che a volte rischiano di creare assurde contraddizioni. Soprattutto bisogna evitare di demandare le responsabilità ai cittadini e prevedere che siano le Istituzioni a farsi carico della corretta applicazione delle norme stesse». E, anche, «ci si deve organizzare affinché le persone che scelgono per qualsiasi motivo legittimamente di non vaccinarsi, qualora non si decidesse di andare verso l’obbligo, possano praticare l’alternativa di fare il tampone ogni 48 ore. Devono essere appunto le Istituzioni a mettere i cittadini nelle condizioni di rispettare le norme e a vigilare sul fatto che tutto ciò accada. Non il contrario».
Pubblicato / aggiornato
il 24/08/2021 alle 06:48
Categoria:
Economia e Lavoro / Salute