Nursind: aumenta l’indice di burnout degli infermieri valdostani
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A un anno di distanza, Nursind traccia un bilancio delle promesse mantenute dagli eletti in Consiglio Valle.
Un risultato non positivo poiché, secondo il sindacato:
- la leadership infermieristica è in crisi esistenziale;
- i servizi guidati dagli infermieri sono una chimera;
- il rapporto infermiere-assistiti è aumentato;
- la formazione aziendale è asfittica;
- i professionisti infermieri sono utilizzati al bisogno come s-oggetti versatili e resistenti;
- la retribuzione della categoria è rimasta bassa e fissa.
Il segretario territoriale, Giovan Battista de Gattis, sostiene che «gli infermieri della Valle d’Aosta sprofondano nelle sabbie mobili dell’ignoranza e dell’indifferenza, mentre a Palazzo si parla di ampliamento dell’Ospedale e ripresa dei lavori dell’Aeroporto Corrado Gex. L’organico infermieristico è ridotto al lumicino, la figura dell’infermiere di famiglia non decolla, l’indice di burnout aumenta e con esso il rischio che l’infermiere non si renda conto delle complicanze a cui la persona assistita va incontro».
«Nemmeno la pandemia è riuscita a far comprendere ai decisori politici quanto gli infermieri siano importanti per la ri-progettazione del Sistema sanitario regionale 2050 – conclude De Gattis -. Sembra che lo stato di emergenza non finisca mai e possa giustificare qualsiasi mancanza/decisione della Politica e dell’Azienda sanitaria».
Pubblicato / aggiornato
il 30/08/2021 alle 06:02
Categoria:
Economia e Lavoro