I ghiacciai del Parco nazionale del Gran Paradiso hanno perso il 65% della loro superficie
(©Legambiente) -
Dal 10 al 13 settembre 2021 la seconda edizione di Carovana dei Ghiacciai, la campagna promossa da Legambiente con il supporto del Comitato Glaciologico Italiano (CGI), ha fatto tappa in Valle D’Aosta per monitorare lo stato di salute dei ghiacciai del Gran Paradiso.
Obiettivo della campagna è quello di accendere i riflettori sui ghiacciai italiani minacciati sempre più dalla crisi climatica, per questo nel corso di questo viaggio sta monitorando tredici ghiacciai alpini e il glacionevato del Calderone, in Abruzzo.
Nei cinque giorni di tappa in Piemonte e Valle D’Aosta, oltre ai monitoraggi ad alta quota, non mancheranno escursioni e momenti culturali.
Carovana dei ghiacciai è stata inserita nella piattaforma All4Climate – Italy che raccoglie tutti gli eventi dedicati alla lotta contro i cambiamenti climatici che si svolgeranno quest’anno in vista della COP26 di Glasgow.
Venerdì 10 settembre è iniziato, nel versante valdostano, la seconda parte della quinta tappa della Carovana.
Dalle 9, a Valnontey, è stato inaugurato il Giardino dei Ghiacciai, un’azione concreta per recuperare i sentieri e le iscrizioni storiche incise negli ultimi 150 anni ai bordi dei ghiacciai del Gran Paradiso. All’interno del giardino ha preso vita l’opera d’arte, a cura di due artisti contemporanei, Andrea Caretto e Raffaella Spagna, dal nome Segnali dal corpo glaciale.
Sempre nella mattinata c’è stata una narrazione itinerante su Storia della natura e dell’uomo in Valnontey. con Marco Giardino, Giovanni Mortara, Comitato Glaciologico Italiano, Barbara Grappein, geologa, Giovanni Agnesod già direttore Arpa Valle d’Aosta, tecnici Arpa Valle d’Aosta e del Parco Gran Paradiso.
La giornata è proseguita, alle 12.30, con Alessanro Zolt, musicista e antropologo, che racconterà in musica lo scacciapensieri nelle Alpi.
Sabato 11 settembre si è svolta la caccia al tesoro nel Giardino dei Ghiacciai.
Ritrovo sempre al parcheggio di Valnontey, per ritrovare e valorizzare gli storici segnali glaciologici con installazioni artistiche, trasformando un’eredità scientifica in un patrimonio culturale sul cambiamento climatico.
I risultati
Nell’intero territorio del Parco nazionale del Gran Paradiso ricadono una novantina di corpi glaciali la cui forma varia molto in base alla diversità geologica e morfologica dei versanti che li ospitano. Tutti però sono particolarmente sensibili al riscaldamento atmosferico: in meno di due secoli, dalla fine della Piccola Età Glaciale (1820-1850), hanno perso circa il 65% della loro superficie, passando da circa 88 km2 a meno di 30 km2 (info SMI – Università di Torino/DST – Fondazione Montagna Sicura).
La Carovana dei Ghiacciai 2021 ha osservato il Ghiacciaio della Capra, nel versante piemontese, e i tre principali ghiacciai della Valnontey in Valle d’Aosta: Tribolazione, Grand Croux e Money.
La fronte del Ghiacciaio della Tribolazione risulta essersi ritirata di 1830 metri ed innalzata di 870 metri di dislivello, quella del Ghiacciaio di Grand Croux si trova a 2 chilometri di distanza e 670 metri di quota più a monte, mentre, per quella Ghiacciaio di Money gli stessi valori corrispondono rispettivamente a 1500 e 650 metri.
È questo il risultato del monitoraggio effettuato nella quinta e ultima tappa della Carovana dei ghiacciai di Legambiente sui ghiacciai del Parco Nazionale del Gran Paradiso tra Piemonte e Valle d’Aosta.
«Nelle giornate valdostane, la ricerca glaciologica è stata affiancata a una caccia al tesoro e dalla valorizzazione artistica delle testimonianze della storia ambientale e culturale in Valnontey, un territorio alpino simbolo dell’interazione fra dinamica glaciale e attività dell’uomo. I partecipanti sono stati guidati a riconoscere, documentare e interpretare: le forme del rilievo montuoso modellate dalle espansioni dei ghiacciai, gli effetti ambientali (diretti o indiretti) causati dalla contrazione delle masse glaciali; i segni dell’attività antropica che si adatta/modifica i processi naturali. Oltre alla scoperta del valore della memoria storica per l’interpretazione scientifica dei fenomeni di deglaciazione, nella giornata con la Rete delle Università Sostenibili si è fatto tesoro della condivisione delle conoscenze acquisite per comprendere le possibilità di adattamento all’attuale cambiamento climatico e ambientale. Una degna conclusione per la Carovana dei Ghiacciai 2021» ha dichiarato Marco Giardino, segretario Comitato glaciologico italiano.
Pubblicato / aggiornato
il 13/09/2021 alle 13:28
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Categoria:
Cultura