Stop in Consiglio Valle: le reazioni della politica
Le forze politiche in Consiglio Valle hanno variamente commentato quanto accaduto nel corso della riunione di mercoledì 20 ottobre 2021, che ha portato alla chiusura della seduta.
Lega Vallée d’Aoste
La Lega Vallée d’Aosta ha commentato: «Rimaniamo molto esterrefatti dallo svolgimento della seduta odierna del Consiglio regionale, le cui attività sono state bloccate a causa dei dissidi interni alle sinistre e alla maggioranza tutta. Dissidi che, oltre ad aver fatto perdere una giornata in cui potevano essere date risposte ai valdostani, impediscono il funzionamento dell’intera assise regionale nonché la validità dei provvedimenti amministrativi che la comunità attende.
In vista del Consiglio straordinario della prossima settimana, auspichiamo che gli interessati facciano finalmente chiarezza cosicché il Consiglio, nonché le relative Commissioni, possano tornare a operare regolarmente e si possa tornare a lavorare seriamente per il bene della nostra Regione».
Gli autonomisti
«In politica occorrono serietà e coscienza delle conseguenze delle proprie azioni: chi siede in Consiglio regionale non può agire parlando unicamente ai militanti dei propri movimenti, paralizzando l’attività dell’Assemblea.» Così i consiglieri di Union valdôtaine, Alliance valdôtaine-Stella Alpina, Vallée d’Aoste Unie e Vallée d’Aoste ensemble prendono posizione rispetto alla decisione delle Consigliere Erika Guichardaz e Chiara Minelli di uscire dalla maggioranza regionale.
«Il Consiglio regionale di oggi – proseguono i consiglieri – era chiamato tra l’altro a trattare disegni di legge importanti per la realtà valdostana. La decisione delle consigliere Guichardaz e Minelli, comunicata ieri notte, testimonia un atteggiamento oltranzista che non si cura dei lavori dell’Aula e crea un rallentamento ingiustificato alle attività programmate. Si tratta di una scelta populista, che conferma la totale mancanza di propensione alla mediazione: un requisito che invece è indispensabile per chi si candida a governare e si trova nelle condizioni di farlo.
Nelle prossime ore, ci aspettiamo le dimissioni delle due consigliere da tutte le cariche ricoperte nei vari organi all’interno dei quali erano state elette in quanto parte della maggioranza. È un gesto di coerenza indispensabile, al di là delle posizioni politiche, per permettere al Consiglio regionale di lavorare nella pienezza delle proprie prerogative.»
Progetto civico progressista
Il Tavolo di coordinamento di Pcp sostiene che la comunicazione di uscita dalla maggioranza delle consigliere regionali Erika Guichardaz e Chiara Minelli alla maggioranza regionale «non impediva affatto al Consiglio di affrontare e discutere regolarmente i punti all’ordine del giorno ma, sia fra le fila della maggioranza sia fra quelle dell’opposizione, si sono levate voci per mettere in discussione la possibilità e l’opportunità di proseguire regolarmente i lavori».
La nota prosegue: «Irresponsabile è l’atteggiamento di chi per mesi si è rifiutato di dare risposte alle richieste di chiarimento e di verifica politica su temi e contenuti, ed ha creato una situazione insostenibile. Ora si alza la voce per creare un gran polverone e nascondere le proprie pesanti responsabilità.
Il blocco dei lavori del Consiglio si poteva evitare e lo dimostra la soluzione conclusiva concordata nella Conferenza dei Capigruppo che rasenta il ridicolo, perché i provvedimenti più importanti, disegni e proposte di legge, che si potevano esaminare oggi sono stati rinviati a un Consiglio straordinario da svolgersi fra 5 giorni, quando l’assetto dei gruppi consiliari sarà probabilmente ancora immutato».
Rispetto alle possibile soluzione all’impasse, il Tavolo di coordinamento del Pcp fa questa considerazione: «A questo punto è comunque bene prendere atto che nel gruppo Pcp si è determinata una ulteriore grave frattura fra le consigliere, che recepiscono le indicazioni che emergono dalla Assemblea di Pcp e dal Tavolo di coordinamento, e chi invece le rifiuta e quindi non può più essere considerato rappresentativo di Pcp.
Una frattura che rende inevitabile la separazione fra le due posizioni.
Una separazione che va fatta con spirito costruttivo sapendo che al di là della difficoltà del momento bisogna ricercare una prospettiva comune visto che il progetto unitario deve proseguire».
Pubblicato / aggiornato
il 20/10/2021 alle 17:20
Categoria:
Politica e Amministrazione