Roberto Barmasse e l’Uv nella bufera
(©Consiglio Valle) -
Roberto Barmasse
La richiesta della Procura di Aosta di archiviare l’indagine a carico dell’assessore alla Sanità della Regione autonoma Valle d’Aosta Roberto Barmasse e dell’ex direttore generale dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta Angelo Pescarmona in relazione all’assunzione di personale interinale e, contemporaneamente, di formulare osservazioni critiche rispetto alle modalità di gestione della sanità pubblica non ha mancato di sollevare un coro di critiche da parte dei partiti politici di opposizione.
AduVdA
Ambiente-Diriitti-Uguaglianza ha scritto: «A giugno avevamo evidenziato, in beata solitudine, le indagini della Procura nei confronti dell’assessore Barmasse riguardo alle assunzioni “saltalafila”, l’operazione chirurgica per un parente di un Consigliere in un periodo in cui tutti gli interventi non salvavita erano stati rimandati, nonché la faccenda dei “furbetti” del vaccino.
Ribadiamo che la guida Barmasse è fallimentare: la gestione pandemica tutta stop and go e la sciagurata decisione di costruire l’ospedale nuovo a fianco e sulle macerie di quello vecchio ne sono gli esempi più eclatanti.
Oggi però si è conclusa l’indagine della Procura: nessun rinvio a giudizio, nessun reato commesso. Tuttavia il pm sottolinea “poco trasparenti e inopportune invasioni di campo” tra la sfera politica e amministrativa, e ancora: gestione della sanità pubblica all’insegna di “pressapochismo, clientelismo e favoritismo”; “esigenze di tutela di interessi personalistici”; il personale interinale nominato violando “il doveroso presidio di salvaguardia minima” della parità di trattamento.
Nel caso dell’operazione al parente del Consigliere, la Procura ha rilevato nelle dichiarazioni del primario che ha eseguito l’intervento “indicazioni fortemente sospette di lacunosità e reticenza”, ma lo stesso ha sostanzialmente confermato di essere stato chiamato dalla segreteria particolare dell’assessore.
Alla luce di tutto questo – oltre a sperare che il Consigliere in questione si vergogni, (speranza vana, temiamo) perché, anche se non ci sono prove di danni ad altri pazienti, sappiamo perfettamente che il parente in questione non è certo stato l’unico ad aver bisogno di un intervento importante ma non salvavita – non possiamo che stigmatizzare l’operato dell’assessore Barmasse e chiedere, a gran voce, le sue dimissioni: non c’è bisogno di commettere un reato, gli eletti devono adempiere al loro mandato “con disciplina e onore”. Ma qui non c’è né l’una né l’altro».
NurSind
Givan Battista De Gattis, di NurSind, il sindacato degli infermieri, si è espresso in questi termini: «In questo momento di difficoltà e amarezza professionale non avevamo proprio bisogno dell’ennesimo scandalo, ovvero prendere coscienza delle tante (troppe) zone grigie presenti anche nella gestione della sanità valdostana.
Soffriamo e ci arrabbiamo per le “reiterate raccomandazioni formulate dall’ex direttore generale dell’USL, Angelo Pescarmona, finalizzate ad ottenere l’assunzione di soggetti legati sia a lui sia all’assessore Roberto Barmasse”.
Proviamo vergogna nel leggere che la Dott.ssa Impérial (distaccata in Assessorato) “ha trasmesso alla Dott.ssa Plati i nominativi di una decina di persone a lei vicine – parenti e amici – affinché venissero inseriti nell’elenco dei soggetti da vaccinare nonostante non ne avessero ancora il diritto.”
ADU ha chiesto – giustamente – le dimissioni dell’Assessore, ma a nostro avviso non bastano.
In qualità di Segretario NurSind della Valle d’Aosta che, il Dott. Barmasse e il Dott. Pescarmona hanno escluso – ingiustamente – da qualsiasi tavolo sindacale (a breve sarà promosso un ricorso per condotta antisindacale), chiediamo che venga revocato immediatamente il distacco in assessorato alla Dott.ssa Impérial e si proceda disciplinarmente nei confronti dei dipendenti indagati.
Al Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche e al Presidente dell’Ordine Dei Medici Chirurghi e Degli Odontoiatri di Aosta chiediamo di seguire attentamente la vicenda e, qualora la Dott.ssa Impérial e/o la Dott.ssa Plati venissero giudicate colpevoli in via definitiva, di procedere alla loro radiazione dall’albo professionale».
Forza Italia
Il coordinamento regionale di Forza Italia ha scritto: «A leggere le parole messe nero su bianco dai magistrati aostani sulla gestione della sanità pubblica valdostana da parte dei suoi vertici sia aziendali che politici, c’è da chiedersi se l’assessore regionale alla sanità e l’ormai ex commissario USL VdA credano ancora a quello che hanno sempre sostenuto sulla fuga dei medici dalla Valle d’Aosta e sulla poca attrattività del nostro sistema sanitario. Perché, a leggere le carte delle inchieste avviate nei mesi scorsi, pare proprio che a contribuire allo svilimento delle professionalità interne all’USL sia stato piuttosto il sottobosco di clientele e favoritismi portato alla luce dagli inquirenti, ed è per questo che invitiamo l’assessore Barmasse a compiere una profonda riflessione sul suo operato e su quello dei suoi più stretti collaboratori. La sanità pubblica valdostana e i suoi operatori non meritano questo, così come non lo meritano i valdostani, poiché sono queste notizie a fare perdere credibilità all’intero sistema, più che le diatribe sul nuovo ospedale o sull’ampliamento di quello esistente.
Se è vero che, al di là delle condotte penalmente rilevanti, un amministratore pubblico eletto e un funzionario pubblico nominato per fare il bene della comunità dovrebbero rispondere anche e soprattutto delle loro condotte da un punto di vista etico-morale, è altrettanto vero che suona come un’incredibile sottrazione alle loro responsabilità pubbliche il silenzio assordante proferito finora dall’ormai ex commissario USL VdA e dall’assessore regionale alla sanità, che peraltro abbiamo scoperto avere al proprio fianco una ‘consulente’ indagata per peculato che, a detta dell’ormai ex commissario USL, ‘comanda più lei dell’assessore’. Alla luce di questa e delle altre gravi storture emerse, dunque, il Consiglio Valle riuscirà questa volta ad andare oltre le zuffe da cortile che ne hanno finora condizionato la piena operatività e a chiedere conto politicamente a chi di dovere di quanto riportato negli atti di indagine? Nell’attesa, quello che rimane è un’enorme tristezza».
Elisa Tripodi
La parlamentare del Movimento 5 stelle Elisa Tripodi si è così espressa: «Il quadro descritto dal pm Luca Ceccanti nelle inchieste sulla sanità valdostana è preoccupante, ma non si può di certo dire che sia, in qualche modo, inaspettato.
Una riflessione è doverosa: il fatto che non siano stati commessi reati non può essere una scusante sufficiente per sorvolare.
Una valutazione in merito, sia alla poca trasparenza e sia, come scrive il pm di Aosta, “sulle inopportune invasioni di campo tra la sfera politica e amministrativa”, è doverosa da parte della Giunta e del Consiglio regionale.
La carica di Assessore regionale investe la persona che la ricopre di oneri e onori: queste condotte sicuramente non possono essere definite di certo “onorevoli” e, altrettanto poco onorevole deve considerarsi l’accettazione desolante di queste prassi che, ahimè, sono ben radicate nel tessuto amministrativo e sociale valdostano.
Il primo cambiamento culturale che si può fare parte soprattutto da noi: non avvallando con il silenzio i comportamenti di chi, in virtù del ruolo che svolge, elargisce favori e favoritismi, in barba a ciascun principio di salvaguardia di parità di trattamento».
Progetto civico progressista
Il Tavolo di coordinamento di Pcp esprime «la sua più viva preoccupazione riguardo al quadro che è stato delineato dagli inquirenti, pur in assenza di reati penali accertati.
Il sistema che si è creato, “desolante”, fatto di “clientelismo, pressapochismo e favoritismo”, come si legge nella richiesta di archiviazione da parte della Procura, e permeato di interessi personalistici sostenuti sia a livello politico che amministrativo, è assolutamente deprecabile e non può che essere rigettato con forza.
Non rassicura per nulla la mancanza di reati certificati da parte della Magistratura: da un punto di vista del metodo e della responsabilità delle Istituzioni, nonché etico e morale, non possono esserci opacità e comportamenti riportati dalle autorità giudiziarie».
Per questo chiede «che ci sia una presa di posizione istituzionale forte e si faccia al più presto chiarezza all’interno dell’Amministrazione».
La risposta di Barmasse
A tutto questo, Roberto Barmasse ha risposto con una nota: «Apprendo che l’inchiesta della Procura di Aosta che ha riguardato anche il mio operato di amministratore pubblico non ha sortito alcuna ipotesi di reato a me addebitabile.
Ciò conferma la mia convinzione di aver sempre agito nel rispetto delle regole e per il bene della collettività, anche e soprattutto nel rapporto tra Assessorato regionale della Sanità e Azienda Usl improntato al rispetto dell’autonomia, ma anche all’esercizio della gravosa responsabilità di indirizzo che è in capo alla Regione.
E rafforza anche la mia serenità che non mi ha mai abbandonato, malgrado le quotidiane difficoltà che dobbiamo affrontare per consentire alla nostra regione di uscire dall’emergenza pandemica.
Confesso tuttavia di essere stupito dagli argomenti e dai toni di alcune frasi, riportate dai giornalisti e da loro attribuite agli inquirenti, contenute in quella che – lo ribadisco – è una richiesta di archiviazione.
In particolare, ritengo che alcune informazioni emerse non rappresentino la realtà.
Non ho mai raccomandato nessuno e tanto meno un mio familiare. Le persone coinvolte incidentalmente nell’inchiesta e risultate estranee a ipotesi di reato hanno capacità e formazione tali da non aver bisogno di alcuna raccomandazione ed hanno dimostrato di avere talenti riconosciuti loro anche da soggetti estranei alla pubblica amministrazione.
Riguardo alla nomina del direttore del Dipartimento delle discipline chirurgiche tengo a ribadire che l’Assessorato da me diretto ha semplicemente vigilato, specie nel rispetto dei tempi, affinché le regole definite per tale nomina venissero rispettate, a garanzia della trasparenza e del riconoscimento del merito.
Infine, un chiarimento concernente i presunti favoritismi di cui avrebbe beneficiato un familiare di un consigliere regionale. In quella circostanza, l’Assessorato che mi onoro di dirigere, venuto a conoscenza di una criticità relativa al trattamento di pazienti con patologie gravi, si è semplicemente attivato affinché tale problematica potesse essere gestita nel nostro presidio ospedaliero, evitando ritardi terapeutici che avrebbero comportato gravi ripercussioni in termini di salute e il trasferimento dei pazienti fuori Valle».
Fratelli d’Italia
Scrive il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Alberto Zucchi: «Abbiamo letto le ultime dichiarazioni dell’assessore Barmasse che, di fronte ai fatti emersi, dimostra una volta di più con una patetica autodifesa, peraltro in totale solitudine, una pervicacia estrema nel mantenimento del suo scranno negando l’evidenza dei fatti ed esprimendo addirittura “stupore per gli argomenti e i toni usati dalla Procura della Repubblica”.
Abbiamo appurato che, allo stato attuale, nessun componente del Consiglio regionale, sia di maggioranza, sia di opposizione, ha percepito la necessità di esprimere una posizione politica in merito attraverso il deposito di iniziative concrete specifiche nei termini fissati dal Regolamento per il prossimo consiglio regionale.
Nel rammentare che per tale iniziativa sono sufficienti sette consiglieri regionali abbiamo considerato utile veicolare a tutti i 35 destinatari, direttamente mediante Pec, una proposta di mozione di sfiducia motivata atta a fornire in tutto o in parte elementi e spunti di riflessione per presentare, anche il giorno stesso dell’adunanza del prossimo consiglio, quanto ci sembra costituire il minimo sindacale di fronte alla gravità dei fatti riguardanti la sanità valdostana che politicamente non possono essere ignorati, minimizzati o furbescamente elusi per evitare di dare fastidio a coloro con cui si strepita di voler continuare/andare a governare».
Union valdôtaine
Giovedì 28 ottobre, Union valdôtaine ha preso le difese del suo assessore: «Ceux qui le connaissent personnellement, ou qui ont eu l’occasion de travailler en contact avec l’Assesseur Barmasse, n’auront pas besoin de lire ce communiqué. Quiconque le connaît, non seulement pour ses compétences professionnelles, mais pour ses qualités morales et humaines, ne doute pas que l’histoire qui l’a frappé est loin de sa façon d’agir. Cependant, il est nécessaire d’intervenir et de clarifier certains aspects, car l’actualité de ces jours jette une ombre non seulement sur le travail d’un assesseur, mais sur le Mouvement auquel il appartient aussi. Et c’est une ombre que nous n’aimons pas. L’Union Valdôtaine veut stigmatiser fortement toute attitude clientéliste et toute forme sombre d’une manière de faire de la politique que nous avons combattue au fil du temps et qui nous n’appartient pas.
Ça fait mal d’être investi d’une culpabilité que l’on n’a pas. Ça fait mal pour ces centaines de membres du Mouvement qui ne se reconnaissent pas dans cette histoire, ça fait mal aux Valdôtains qui se posent légitimement des questions.
Roberto Barmasse est au centre d’une condamnation morale pour des faits qu’il n’a pas commis. Une enquête a été ouverte et elle a été archivée. La demande de Non-lieu est l’alternative à la poursuite de la procédure du procès et elle intervient, après l’enquête préliminaire, lorsque l’infraction supposée n’est pas fondée. L’Assesseur n’a recommandé personne, s’il y avait eu, dans les papiers des enquêteurs, la moindre trace de son intervention pour favoriser un candidat dans certains recrutements, ou en défavoriser d’autres dans des nominations, il n’y aurait pas eu demande de Non-lieu. C’est tout».
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Pubblicato / aggiornato
il 28/10/2021 alle 16:56
Categoria:
Politica e Amministrazione