La Saison Culturelle 2021/22
La Saison culturelle 2021/22 è stata presentata martedì 19 ottobre 2021.
Una Saison che si sposterà anche sul territorio: alcuni spettacoli saranno proposti a Saint-Vincent, Pont-Saint-Martin, Aymavilles e Courmayeur.
Nasce la sezione Littérature, che affianca le sezioni Spectacle e Cinéma e che inizia il 13 novembre.
Ogni spettacolo di Teatro italiano avrà una doppia replica.
Ci saranno spettacoli in francese e in italiano, ci saranno l’operetta e musica.
La rassegna cinematografica inizierà il 2 novembre e si concluderà il 4 maggio 2022.
Tutti i dettagli nelle interviste con Jean-Pierre Guichardaz (assessore alla Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta), Raphaël Désaymonet (direttore della Struttura attività culturali), Isabelle Godecharles (funzionario della Struttura attività culturali), Alexine Dayné (consulente per la sezione Cinema) e Alessandro Mano (consulente per la sezione Littérature).
Il programma completo della rassegna è disponibile sul sito internet regionale.
La programmazione per novembre e dicembre 2021
Martedì 2 novembre 2021 (ore 16 / 18.45 / 21.30): Dune
di Denis Villeneuve, con Timothée Chalamet, Rebecca Ferguson, Jason Momoa.
Ambientato in un lontano futuro, controllato da un impero interstellare, Dune è la storia del giovane Paul che si trasferisce sul pianeta Arrakis, insieme al padre, il Duca Leto e alla madre Lady Jessica. A Dune esiste una preziosa risorsa che permette a chi la possiede di sbloccare il più grande potenziale umano. Paul si ritroverà al centro di uno scontro tra potenze, nel corso del quale compirà grandi gesta. Un film di fantascienza con una storia di formazione che parla del primo amore e della conferma del desiderio.
Mercoledì 3 novembre (ore 16 / 18.45 / 21.30): Welcome Venice
di Andrea Segre, con Andrea Pennacchi, Paolo Pierobon
Nell’isola della Giudecca di Venezia, tre fratelli, Alvise, Piero e Toni, si riuniscono nell’abitazione di famiglia, luogo dove praticare la pesca di moeche, ovvero i granchi di laguna. A seguito di un incidente improvviso, nascono degli scontri in famiglia per quanto riguarda il futuro della casa. Sullo sfondo del conflitto fraterno, c’è la meraviglia della luce, dei colori del mare e della terra.
Sabato 6 novembre (ore 20.30) : Ho ucciso i Beatles
In Ho ucciso i Beatles si immagina che nelle ore trascorse al freddo, in attesa di compiere il folle rito di morte, Mark David Chapman, l’assassino di John Lennon, riviva, come in un flashback allucinato e scandito sempre dalla musica, la propria storia d’amore e odio con la band più famosa di tutti i tempi. Cercando ragioni, evidentemente, che la ragione non conosce.
La voce di Sarah Jane Morris, coinvolgente come un ricordo che venga dal profondo dell’anima, scandisce, in questo spettacolo scritto da Stefano Valanzuolo e articolato attraverso una sequenza di quadri-canzoni, le tappe di una storia piena di musica e passione.
I biglietti sono in vendita sul sito, dove si potranno acquistare fino al giorno precedente lo spettacolo e presso il punto vendita del Teatro Splendor. Lo spettacolo è incluso nell’abbonamento Mix giallo
Martedì 9 novembre (ore 16 / 18.45 / 21.30): Charlatan, il potere dell’erborista
di Agnieszka Holland, con Ivan Trojan, Josef Trojan, Juraj Loj
Jan Mikolasek è un erborista ceco che riesce a diagnosticare qualunque malattia attraverso l’urina delle persone che si rivolgono a lui. Prescrive loro composti a base di erbe e riesce ad avere una vasta clientela che si allarga anche ai capi di stato. Il regime filosovietico lo arresterà per arginare la sua popolarità e punire la sua mancanza di discrimine verso figure storiche sgradite. Jan ha un segreto che custodisce con il suo assistente… Charlatan è una riflessione sul libero arbitrio e una storia di determinazione che non si lascia corrompere dal potere.
Mercoledì 10 novembre (ore 16 / 18.45 / 21.30): Volami via (Envole-moi)
di Christophe Barratier con Victor Belmondo, Yoann Eloundou.
Dopo l’ennesimo guaio combinato dal figlio Thomas che ha quasi trent’anni, il padre lo obbliga a prendersi cura di Marcus, un ragazzo disabile di sedici anni. Il mondo di Marcus è fatto di cliniche e sale operatorie mentre quello di Thomas è tutto divertimento, belle ragazze, club e feste. Dapprima decisamente riluttante, Thomas finisce per aiutare Marcus a vivere… Tratto da una storia vera, il film è il remake francese del tedesco Conta su di me che racconta un’amicizia quasi improbabile e fa riflettere sul volontariato.
Martedì 16 novembre (16 / 18.45 / 21.30) : Mondocane
di Alessandro Celli, con Alessandro Borghi, Barbara Ronchi
In un futuro prossimo, Taranto è divenuta una desolata città fantasma. Al suo interno, dove neanche la Polizia osa entrare, una gang criminale lotta per il dominio del territorio con un’altra banda rivale. Pietro e Christian, due orfani di tredici anni, vivono in questa realtà condividendo lo stesso sogno di entrare nella gang. E’ da questo momento che nel legame tra i due, qualcosa s’incrina. Un esordio ambizioso e inconsueto che denuncia, in versione distopica, il disastro ambientale che porterà conseguenze anche a livello sociale.
Mercoledì 17 novembre (ore 16/18.45/21): Il collezionista di carte
di Paul Schrader, con Oscar Isaac, Tye Sheridan, Willem Dafoe
William Tell è un ex militare dedito al gioco d’azzardo. La sua esistenza, da sempre vissuta nell’ombra, viene sconvolta quando incontra Cirk, un giovane che è in cerca di vendetta. Per William, l’incontro con il giovane si rivela un’occasione per redimersi e si propone di riformarlo, portandolo in viaggio con sé e introducendolo nel mondo dei casinò. Ma sarà il ragazzo a far ricadere William nel suo oscuro passato. La collaborazione solida tra Martin Scorsese e Paul Schrader esplora la storia di un’anima persa in cerca di riscatto.
Jeudi 18 novembre (20h30): Fausse note
de Didier Caron.
Nous sommes en 1989 au Philharmonique de Genève, dans la loge du chef d’orchestre de renommée internationale H.P Miller. À la fin d’un de ses concerts, ce dernier est importuné à maintes reprises par un spectateur envahissant, Léon Dinkel, qui se présente comme un grand admirateur venu de Belgique pour l’applaudir. Cependant, plus l’entrevue se prolonge, plus le comportement de ce visiteur devient étrange et oppressant. Jusqu’à ce qu’il dévoile un objet du passé.
Qui est donc cet inquiétant Monsieur Dinkel ? Que veut-il réellement ? Un face à face poignant où aucun des personnages ne sortira indemne.
Les deux comédiens, en effet, sont très justes et très impressionnants. Pierre Azéma dans le rôle du chef d’orchestre est excellent mais également Pierre Deny, en fils de victime du nazisme. Le décor minimaliste et la mise en lumière subtile suffisent à suggérer l’espace confiné d’une loge transformée en une sorte de salle d’interrogatoire étouffante.
Ce « combat des fils » rappelle qu’on est toujours le fils ou la fille de quelqu’un, d’un juif ou d’un nazi… Le texte, puissant et rythmé, aborde le thème du libre arbitre. Avons-nous le libre arbitre d’agir et pouvons-nous nous libérer des chaînes laissées par nos pères ? Sommes-nous maîtres de nos choix ? Si un père s’est mal comporté de son vivant, pouvons-nous réparer en son nom ou devons-nous porter sa faute et culpabiliser toute notre vie ? Les personnages de Fausse Note ont passé leur vie à tenter de s’affranchir du passé de leur père, pour enfin pouvoir enfin grandir.
Martedì 23 novembre (ore 21): Sul bel Danubio blu. Auditorium di Aymavilles.
della Compagnia Corrado Abbati.
Poco più di 150 anni fa Johann Strauss figlio scriveva quello che sarebbe diventato il manifesto di un’intera epoca: Sul bel Danubio blu. Più che un semplice valzer, il simbolo di un mito che ancora oggi vive e si rinnova generazione dopo generazione: chi non lo conosce? Chi non lo canticchia? Un’espressione di buonumore, di voglia di vivere, di fare festa. Ecco dunque uno spettacolo pieno di gioia e di buon umore: caratteristiche tipiche di una delle più importanti espressioni di quell’epoca: l’operetta! Una “rivista” dove il ritmo della narrazione e l’armonia degli spunti melodici uniscono e fondono, in una sequenza di allegri e spensierati episodi, gli stilemi delle espressioni teatrali tipiche dell’epoca: dalla commedia all’operetta, dalla musica da ballo all’opera. Uno spettacolo pieno di leggerezza e seduzione dove, ballando un vorticoso valzer, può succedere di innamorarsi, perché questa è musica che scioglie i cuori e scalda l’anima.
Martedì 23 novembre (ore 16/18.45/21): Due
di Filippo Meneghetti, con Barbara Sukowa, Martine Chevallier
Nina e Madeleine si amano in segreto. Tutti, compresi i loro parenti, pensano che siano solo vicine di casa. Quando la routine di ogni giorno viene sconvolta da un evento improvviso, la famiglia di Madeleine finisce per scoprire la verità… Opera prima che si concentra sulla relazione amorosa fra due donne mature, sottolineando l’incapacità di esprimere sentimenti per paura del giudizio altrui.
Mercoledì 24 novembre (ore 16/18.45/21): Il matrimonio di Rosa
di Iciar Bollai, con Candela Pena, Sergi Lopez, Pathalie Poza
Rosa conduce un’esistenza al servizio degli altri. È come se oltre al lavoro di costumista per il cinema, avesse anche un secondo impiego, quello di prendersi cura della sua famiglia disfunzionale. Stanca di tutto questo, Rosa decide di trasferirsi in provincia per riaprire la vecchia sartoria della madre. Inoltre, annuncia alla sua famiglia il suo imminente matrimonio, tenendo segreta l’identità del suo futuro coniuge… Ironico e profondo, questo film ci racconta la storia di una donna comune, con i suoi problemi e le sue fragilità. Premio Goya 2021 – Miglior canzone e Miglior attrice non protagonista
Sabato 27 e domenica 28 novembre (ore 20.30): Arsenico e i vecchi merletti
con la regia di Geppy Gleijeses
Nella loro antica casa di Brooklyn vivono le sorelle Brewster, Abby e Marta, due attempate signorine molto benvolute nel quartiere per le loro opere di beneficenza e di carità. Con loro abita un nipote demente, Teddy, convinto di essere il Presidente Roosevelt. Siamo nel 1941, e le notizie della guerra che si combatte oltreoceano giungono in America attutite e lontane.
A casa Brewster la vita scorre tranquilla, anche se il vezzo di Teddy di annunciare proclami ad ogni ora del giorno e della notte suonando la tromba suscita qualche lamentela tra i vicini.
Quando Mortimer Brewster, l’altro nipote delle due anziane donne, impenitente scapolo e scanzonato critico teatrale, torna a casa per annunciare il suo matrimonio, scopre un cadavere nascosto in una cassapanca. E non sarà l’unica sorpresa…
Arsenico e vecchi merletti è un testo difficilmente classificabile: non è una parodia, il genere horror non viene sbeffeggiato, non è una pochade, gli eventi e la trama non lo consentono. La sua originalità sta nell’essere costruito sull’effetto straniante di ridere con soave leggerezza dello spaventevole senza burlarsene, ma scoprendone l’inatteso lato comico.
Martedì 30 novembre (ore 16/18.45/21): Figli di sole
di Majid Majidi, con Roohollah Zamani, Ali Nassirian, Javad Ezati
Nella periferia di Teheran, un gruppo di ragazzini sono costretti ad andare a lavorare a causa delle misere condizioni della comunità. Per contribuire al sostentamento della famiglia, commettono qualche furto, ma un tesoro nascosto sottoterra sembra essere la risposta ai loro problemi. Raggiungerlo, però, non sembra così facile, perché il gruppo di ragazzi deve accedere a un tunnel sotterraneo, sopra il quale vi è un istituto di beneficenza. Attraverso il tema cupo del lavoro minorile, il film mostra la resilienza dei bambini evidenziando l’empatia e l’umorismo.
Mardi 30 novembre (à 20h30, au Théâtre Splendor): L’Errance de l’Hippocampe
de Jean-Michel d’Hoop
L’hippocampe est une partie du cerveau localisée dans le lobe temporal, dans chaque hémisphère. C’est l’endroit du cerveau où se greffent les souvenirs et le sens de l’orientation. Si le cerveau subit des lésions à cet endroit-là, il instaure chez l’accidenté une situation d’errance de la mémoire.
La mémoire est profondément intime : la façon dont chaque être humain dispose de ses souvenirs lui est propre et subjective. Chaque fois qu’un souvenir est rappelé à notre mémoire, celui-ci se transforme en fonction de notre présent et de notre façon d’appréhender le réel.
De même que lorsque deux personnes qui, à priori, ont partagé un fait commun, sont amenées à s’en remémorer, elles le restituent généralement selon deux versions différentes…
Dès lors, nous pouvons nous demander : que reste-t-il de « vrai » dans un souvenir ?
Le théâtre semble être l’endroit idéal pour aborder le sujet puisque l’essence de la pratique théâtrale est d’interroger le réel.
Spectacle qui unit le théâtre, la musique, la danse et le mouvement, où marionnettes et masques amplifient le langage scénique, L’Errance de l’Hippocampe explore les zones fragiles, profondes et secrètes de la mémoire et travaille sur l’endroit trouble où elle rejoint l’onirisme. Une invitation à s’engager sur un chemin visuel, sensitif et émotionnel ; à se forger son image personnelle de l’invisible ; à découvrir d’autres prismes du réel.
Mercoledì 1° dicembre (ore 16/18.45/21): Penguin Bloom
di Gledyn Ivin, con Naomi Watts, Andrew Lincoln
Samantha vive in Australia con suo marito e i suoi tre figli. Durante una vacanza in Thailandia, la donna rimane paralizzata dal petto in giù, cadendo improvvisamente da una balconata. Da quel momento, la sua vita cambia per sempre facendosi in mille pezzi. Un anno dopo, i suoi figli portano a casa un pulcino di gazza, il quale porterà Samantha verso una sorprendente rinascita. Naomi Watts interpreta un ruolo tenace ed emotivo che mette in scena una storia vera.
Sabato 4 dicembre (ore 20.30): concerto di Kyle Eastwood
Kyle Eastwood è cresciuto a Carmel, in California, figlio maggiore del regista Clint Eastwood. Immerso nella musica sin dall’infanzia grazie alla passione dei genitori, Kyle è cresciuto ascoltando i grandi del jazz, da Miles Davis a Duke Ellington e Count Basie.
“Quando ho detto a mio padre che volevo fare il musicista, era veramente contento. La musica è sempre stata importante nella mia famiglia”. Spronato e supportato dal padre, Kyle Eastwood ha iniziato a suonare il contrabbasso e il basso elettrico e dopo gli studi ha iniziato a suonare negli Stati Uniti. È con la pubblicazione del suo primo album alla fine degli anni ’90 che inizia la sua produzione discografica, mentre parallelamente realizza le colonne sonore dei film del padre: Mystic River, Million Dollar Baby, Gran Torino e Invictus tra gli altri.
Negli ultimi dieci anni, Kyle ha suonato in tutto il mondo, in locali e festival come l’Olympia di Parigi, il Jazz in Marciac, sempre in Francia, il Monterey Jazz Festival in California, il Jurasum Festival in Corea del Sud, il Blue Notes di Tokyo e di New York, il Kampnagel di Amburgo e il Ronnie Scott’s di Londra. La sua musica fonde swing e groove con le armonie funk: “Le mie radici affondano nel jazz – dice Kyle – ma mi piace aggiungere sapori differenti”.
Kyle Eastwood è considerato come un bassista virtuoso e un compositore di grande talento con un orecchio attento sia per i grandi pezzi della storia della musica, sia per il jazz contemporaneo.
Martedì 7 dicembre (ore 16/18.45/21): La ragazza con il braccialetto
di Stephane Demoustier, con Roschdy Zem, Melissa Guers
Una ragazza di diciotto anni, Lisa, attende il processo dell’omicidio della sua migliore amica di cui è stata accusata due anni fa. I suoi genitori la sostengono appieno. Si interrogano però, sulla maniera migliore di fare fronte al dramma familiare. Un destino che si gioca in tribunale tra accuse e difese, confessioni e testimonianze, che rivelano la vita intima di Lisa. Un ritratto contemporaneo che rapisce lo sguardo e ci comunica che mai niente è come sembra.
Martedì 7 e mercoledì 8 dicembre (ore 20.30): Alle mie figlie. Avere come mamma Bocca di Rosa
della Compagnia Palinodie.
Due ragazze sono sul ciglio di una strada deserta. È notte. La macchina non riparte. Non c’è campo. Una terza sorella le sta aspettando in un altro luogo, al suo concerto. Sono le figlie di Bocca di Rosa. Nella notte che dura lo spettacolo, le protagoniste sono bloccate in una situazione di pericolo, fragilità, mistero. Non ci sono vie di fuga all’orizzonte. La notte è lunga e sembra non passare mai. Proprio in questo tempo sospeso è possibile cercare le chiavi per scrivere un nuovo presente, non più prede della malinconia e delle etichette del passato. Nello spettacolo si parla di sesso, di sonno, di musica, di politiche, di rivendicazioni, di pacificazioni. Si parla di violenza. Si balla e ci si nasconde. Quanto può durare una notte? Un testo di nuova drammaturgia con cui la compagnia dà corpo e voce a tre figlie immaginarie della Bocca di Rosa deandreiana, innalzandola a madre collettiva, madre nostra. Non è dato conoscere il punto di vista di Bocca di Rosa. Di lei sappiamo ciò che è stato detto, cantato, supposto. Bocca di Rosa è il simbolo della donna che non ha potuto definirsi da sé. Così ecco un altro racconto, quello delle sue figlie. Di sangue, putative, d’oggi o di ieri. Alle mie figlie è la riappropriazione di una narrazione, di un mito contemporaneo, per creare una nuova versione della storia: parziale, personale, forse sbagliata, in ogni caso, nostra.
«Quando al Festival Fantasio si è iniziato a lavorare su questo tema, non sapevo quanto lontano mi avrebbe portato. Ancora una volta ho avuto la dimostrazione che il lavoro sui classici – e l’opera di De André è questo, un insieme di pietre miliari dell’arte che tutti sanno a memoria – è il modo migliore per mettersi allo specchio e guardare se tutto procede, o se non è poi tutto così okay come vorremmo. Lo spettacolo parla dell’oggi, senza timore di denunciare i meccanismi di paura e di lotta continua in cui le donne sono costrette a vivere. La sovrapposizione di piani temporali, l’andamento destrutturato delle scene, l’andare e il venire da una condizione di realismo restituiscono al pubblico la complessità dell’affrontare un viaggio interiore. Perché ammettere che qualcosa non va è difficile in primis davanti a se stessi» ha commentato Stefania Tagliaferri, regista dello spettacolo.
«Quando la notte ha cominciato a farci paura? si chiede una delle protagoniste dello spettacolo. Per provare a rispondere a questa domanda, si può partire da molto lontano o da molto vicino: dalla considerazione sociale della notte o semplicemente da quella sensazione di disagio che si prova quando si torna a casa troppo tardi, a piedi, sole. In quell’attraversamento, risuonano gli avvertimenti e i giudizi, le brutte storie che ascoltiamo volente o nolente. Un road trip: nella notte che dura lo spettacolo, le protagoniste sono in viaggio, ma ogni viaggio è uno scavo nella propria interiorità. Un’alleanza: non siamo su fronti opposti. Cerchiamoci nelle cose che non sappiamo. Una riappropriazione: il mondo è di chi lo narra. Per non essere più storie dette da qualcun altro, nasce questo lavoro» ha affermato Verdiana Vono, autrice dello spettacolo.
Mercoledì 8 dicembre (ore 16/18.45/21): La ragazza di stillwater
di Tom McCarthy, con Matt Damon, Abigail Breslin, Camille Cottin
Bill Baker, operaio petrolifero dell’Oklahoma, arriva a Marsiglia per stare vicino alla figlia Allison, da cinque anni in carcere dopo la condanna per omicidio che dice di non avere commesso. L’uomo dovrà affrontare un sistema legale sconosciuto, molte barriere culturali e linguistiche, ma soprattutto personali, per tentare di scagionare il sangue del suo sangue. Una storia di liberazione che si mischia alla vergogna e alla colpa e che ci indica la nostra necessità di essere amati e desiderati.
Giovedì 9 dicembre (ore 20.30): incontro con la scrittrice Viola Ardone
Dopo Il treno dei bambini, caso letterario pubblicato nel 2019, in corso di traduzione in 30 lingue, che diventerà presto un film, Viola Ardone torna con la storia di formazione di una ragazza che vuole essere libera in un’epoca in cui nascere donna è una condanna.
Il suo ultimo lavoro narrativo, Oliva Denaro, ci porta in una Sicilia rurale dei primi Anni 60, dove alle donne è chiesto di rigare dritto e restare onorate, altrimenti aspetta loro una vita da sbrigugnata, come sentenziano le maleforbici che sagomano i costumi della comunità. Un pomeriggio d’estate, Oliva viene rapita, per cinque giorni nascosta in un casolare, stuprata da quel malacarne di Pino Paternò, il figlio dello strozzino con cui aveva ballato una sera in piazza. In quell’Italia contadina e molto povera non era certo il primo tra i corteggiatori respinti che si metteva a escogitare il ratto. Il sequestro poteva essere anche uno stratagemma concordato con la famiglia della futura sposa. Ma Oliva non aveva concordato un bel nulla. E nonostante il parere favorevole di don Ignazio e del maresciallo, alla proposta di paciata avanzata dai Paternò gira letteralmente i tacchi, mettendo il suo dolore al servizio delle altre donne. Nelle traversie di Oliva non è difficile scorgere il gran rifiuto di Franca Viola, la prima donna che disse no al matrimonio riparatore denunciando il suo sequestratore, ma la storia quella narrata, per molti aspetti ci riporta all’oggi, allo sguardo malevolo verso le vittime di molestia, ai processi per stupro che colpevolizzano chi denuncia, a una condizione femminile mai completamente libera dal peso di essere donna.
Ardone crea storia con una scrittura immersiva, vivida. Ne esce un romanzo intenso, un’educazione sentimentale e politica narrata da una voce coinvolgente.
Viola Ardone è nata a Napoli nel 1974; insegna Latino e Italiano al liceo.
Martedì 14 dicembre (ore 16/18.45/21): Quo vadis, Aida?
di Jasmila Zbanic, con Jasna Djuricic, Johan Heldenbergh, Raymond Thiry
In Bosnia, nel 1995, Aida è una traduttrice. Lavora per conto delle Nazioni Unite e vive nella cittadina di Srebrenica insieme al marito e i figli. Quando l’esercito serbo invade la città, la donna, la sua famiglia e centinaia di cittadini bosniaci si vedono costretti a rifugiarsi nel campo ONU. La donna si mette in moto per evitare un massacro certo, interpretando alcune importanti informazioni ricevute dalle Nazioni Unite. Un dramma incalzante che ci racconta una guerra che sembra lontana, ma le cui ferite sono ancora vive.
Martedì 14 e mercoledì 15 dicembre (ore 20.30): L’Anello forte
Con lo spettacolo L’Anello Forte, Laura Curino e Lucia Vasini danno voce alle storie di alcune donne che lo scrittore Nuto Revelli, cantore di un’Italia contadina d’altri tempi, ha raccolto in una serie di interviste realizzate negli anni ’70 in Piemonte, tra il Cuneese e le Langhe. Storie struggenti di soprusi ed emancipazione dove, in campagna prima e nell’industria poi, si affrontano i desideri di autonomia e libertà, le ambizioni di un futuro diverso per sé stesse e per i propri figli. Ruvide, ironiche, taglienti, le donne si raccontano senza mai indulgere a compatirsi, anzi cercando sempre l’aspetto divertente e paradossale delle loro vicende: la tenerezza viene mascherata con pudore e quando emerge commuove. Le conversazioni raccolte in un mondo così arcaico fatto di donne semplici, spesso analfabete, con orizzonti angusti e limitati, si rivelano essere scintille, embrioni vitali di quello che poi saranno i temi portanti dei vari dibattiti femminili.
Un incontro con le attrici e il pubblico è previsto a fine spettacolo.
Mercoledì 15 dicembre (ore 16/18.45/21): Regine del campo
di Mohamed Hamidi, con Sabrina Ouazani, Céline Sallette, Kad Merad
La squadra di calcio di Courrières, piccolo centro della Francia settentrionale, è l’orgoglio della città. Dopo una rissa nell’ultima partita, tutti i giocatori sono stati sospesi. Per salvare il club da retrocessione, l’allenatore Marco ha una sola possibilità: quella di creare una squadra di calcio tutta al femminile. Una commedia incentrata sugli equivoci e sul lato divertente dei paradossi che si generano a partire da una situazione inattesa.
Martedì 21 dicembre (ore 16/18.45/21): Fino all’ultimo respiro
di Jean-Luc Godard, con Jean-Paul Belmondo, Jean Seberg
Michel, giovane dal passato burrascoso, ruba un’automobile. Dopo essersi rivolto ad amici per ottenere del denaro, va in cerca di Patricia, giovane americana, per la quale sente un sincero affetto. La polizia cerca di catturarlo e Patricia si rende conto di non essere innamorata di Michel. Film-manifesto dellaNouvelle Vague modernissimo, anche grazie ad una delle coppie più iconiche, ribelli e sexy che si siano viste sul grande schermo: Jean Seberg e Jean-Paul Belmondo.
Mercoledì 22 dicembre (ore 16/18.45/21): Supernova
di Harry Macqueen, con Colin Firth, Stanley Tucci
Dopo aver scoperto di essere affetto da una precoce demenza senile, Tusker decide di prendersi una vacanza dalla realtà, insieme al suo compagno di vita, Sam. Si trovano a bordo di un camper con l’obiettivo di rivisitare luoghi e persone importanti del loro passato comune. Entrambi dovranno venire a patti con il modo individuale di affrontare la malattia e con l’imminente trasformazione del loro rapporto. Un road-movie capace di raccontare la profonda devozione di due esseri umani.
Mercoledì 22 dicembre 2021 (ore 20.30 al Teatro Splendor): Valerio Lundini Tour
Platea e Galleria 20 €
Martedì 28 dicembre 2021 (ore 21 al Courmayeur Sport Center): Madame in concerto
Biglietto unico 30 €
Mercoledì 29 dicembre 2021 (ore 21 al Courmayeur Sport Center): Sangiovanni in concerto
Biglietto unico 30 €
Venerdì 29 aprile 2022, (ore 21 al Palais di Saint-Vincent): Due – La nostra storia con Raf e Umberto Tozzi
Biglietto unico 30 €
Venerdì 6 maggio 2022, (ore 20.30 al Teatro Splendor): Cordovas con Joe Bastianich e la sua band La terza classe
Platea 20 € / 16 € Galleria 15 € / 12 €
Prima del concerto…
La Biblioteca regionale di Aosta organizza alcuni appuntamenti di guida all’ascolto dei concerti di musica classica della Saison Culturelle.
Gli incontri, a cura di Liliana Balestra, sono concepiti per avvicinare il pubblico e renderlo più consapevole dell’offerta musicale del territorio: saranno proposti commento e ascolto guidato dei brani che verranno eseguiti nell’evento in cartellone.
L’appuntamento in preparazione al concerto della pianista Beatrice Rana è fissato per il 6 dicembre 2021, alle ore 18, nella sala conferenze della Biblioteca regionale Bruno Salvadori di Aosta.
Il programma prevede i Quattro Scherzi di Fryderyck Chopin, gli Etudes (libro primo) di Claude Debussy e i Trois Mouvements de Pétrouchka di Igor Stravinskij.
Per l’accesso alla conferenza è richiesto il green pass.
Informazioni utili
I biglietti per il cinema sono in vendita il giorno della proiezioni al botteghino del Théâtre de la Ville a partire dalle ore 15.30. L’acquisto del biglietto è soggetto alla normativa che prevede l’obbligo della nominatività per ogni titolo emesso. Il costo del biglietto è di € 5 l’intero e di € 4 il ridotto.
L’abbonamento è per fasce orarie. L’utilizzo dell’abbonamento al di fuori della fascia oraria scelta è consentito nel limite della disponibilità di posti. L’abbonamento è nominativo, non è cedibile, pertanto occorre una fotografia. In zona bianca non è previsto il distanziamento interpersonale per gli spettatori (salvo diverse disposizioni). In zona gialla invece il distanziamento interpersonale è previsto anche per gli spettatori tra loro conviventi o appartenenti allo stesso nucleo famigliare (salvo diverse disposizioni). In caso di passaggio da zona bianca a zona gialla i possessori di abbonamento saranno riposizionati secondo un modello a scacchiera, nel rispetto del distanziamento imposto dalla normativa vigente.
Gli abbonamenti alla sezione Cinéma sono in vendita al Teatro Splendor dal 21 ottobre al 6 novembre 2021 e dall’8 al 17 novembre al Museo Archeologico di Aosta.
Il costo dell’abbonamento è di € 125 l’intero e di € 100 il ridotto.
Punti vendita:
• TEATRO SPLENDOR via Festaz, 82
Dal 21 ottobre al 6 novembre dalle ore 13.30 alle ore 18.30
CHIUSO il 28 ottobre ed il 1° novembre
Telefono 0165 23 54 10
• Museo Archeologico Regionale Piazza Roncas, 12
A partire dall’8 al 17 novembre dalle ore 13.30 alle ore 18.30
Dal lunedì al sabato tranne i giorni festivi
Telefono 0165 32 778.
Pubblicato / aggiornato
il 28/10/2021 alle 15:17
Categoria:
Cultura / Video