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Avcu: consigli a RaVdA per migliorare il welfare

Avcu: consigli a RaVdA per migliorare il welfare (©Laura Agostino per bobine.tv) - La conferenza stampa di presentazione dell'indagine sul welfare condotta da Avcu

Avcu è l’Association valdôtaine consommateurs et usager, un’emanazione del Savt (Syndicat autonome des Travailleurs valdôtains).

Durante un incontro con i giornalisti svoltosi lunedì 8 novembre 2021, Rosina Rosset ha spiegato che il Ministero per lo sviluppo economico, con un bando del 2019, ha sostenuto iniziative e progetti a vantaggio dei consumatori, contribuendo ai costi delle attività messe in atto. Avcu ha utilizzato queste risorse per realizzare un’analisi sul welfare valdostano, allo scopo di pervenire a suggerimenti da indirizzare agli organi politici e amministrativi affinché gli standard di servizio in ambito sociale e sanitario siano qualitativamente migliorati.

Dimitri Varvello (della struttura informatica incaricata dell’indagine) ha precisato che si voleva avere una visione completa della spesa regionale 2020 in ambito socio-sanitario declinata sui singoli interventi. La tutela della salute è il macro-aggregato sul quale la Regione spende di più: circa il 30% delle risorse disponibili. Alle politiche sociali e alla famiglia è dedicato il 10,5%. Totalizzano il 40% delle spese correnti. Nell’ambito del diritto alla salute, la maggior parte delle risorse è assorbita da disabili e anziani, seguiti dall’infanzia. Nell’ambito dei diritti sociali, la quasi totalità delle risorse è destinata a garantire i Livelli essenziali di assistenza, con gli investimenti sanitari che si fermano al 10%. «Sarebbe stati interessante – ha precisato – analizzare non solo quanto è stato stanziato ma anche quanto è stato speso. Purtroppo non è stato possibile».
Sulla base della mappatura, sono state evidenziale possibili criticità, confluite in un questionario prima somministrato agli iscritti all’Avcu e poi a categorie omogenee di persone. Sono pervenute 381 risposte.

Le risposte

Il 45% degli intervistati erano lavoratori dipendenti; il 10% lavoratori autonomi, il 10% commercianti, 30% pensionati e 5% disoccupati.

Ne è risultato che, come Regione e sistema sanitario, ci si sarebbe dovuti far trovare più pronti e che l’emergenza è stata più facile da gestire rispetto alle aree più densamente popolate.
Rispetto alla percezione sul futuro, è emerso che il comportamento di ogni individuo è determinante e che questa emergenza servirà a cambiare il modo di pensare della società.
Rispetto al contrasto alla pandemia, è risultato che la classe politica ha dato l’impressione di essere del tutto impreparata e che le divergenze di vedute fra Regioni e Governo nazionale sono state dannose, oltre alla considerazione che i ristori e le forme di supporto economia statale sono stati del tutto insufficienti.
Sulle prospettive in ambito sociale, il 46% degli intervistati ha sostenuto che occorre potenziale le forme di assistenza e sussidio economico alle fasce più deboli.
Sulle prospettive in ambito sanitario, la richiesta è di potenziale gli ambulatori distrettuali e ripensare il ruolo dell’Ospedale affinché sia meglio integrato con il territorio.
Sulle prospettive in ambito tecnologico-politico, la richiesta è di incentivare forma di volontariato locale come rete di supporto ad accadimenti inattesi e investire sulle nuove tecnologie che saranno sempre più utili al welfare.
Le proposte sul fronte della sanità ospedaliera sono di incrementare gli organici del personale a tutti i livelli e di ripensare la ripartizione dei compiti tra Parini e Beauregard.
Le proposte sul fronte della sanità territoriale sono di aumentare il numero dei medici di famiglia e la loro disponibilità per servizi a domicilio.
Le proposte sul fronte dei servizi sociali sono di aumentare il numero degli operatori sociali sul territorio e migliorarne la formazione nonché la disponibilità per servizi a domicilio.
Infine, sul fronte dei sussidi economici, la richiesta è di ripristinare i sussidi diretti al sostegno della spesa delle famiglie e ampliare le forme di rimborso delle spese sanitarie e di servizio alla persona.

Cosa succede ora

«Questo studio ha fatto emergere alcuni dati in parte già noti – ha concluso il segretario generale del Savt, Claudio Albertinelli -. La prima bozza di nuovo Piano socio-sanitario contiene già alcune risposte e l’assessore ha annunciato che si pensa a una norma di attuazione che preveda un contratto regionale della sanità, allo scopo di più attrattiva l’assunzione in Valle d’Aosta». Non esiste peraltro ancora alcuna bozza di norma né di contratto.

All’incontro erano invitati tutti i capigruppo (era presente solo Aurelio Marguerettaz) e la documentazione sarà ora inviata agli assenti oltre che all’assessore alla Sanità. In occasione degli incontri sul Bilancio, queste informazioni saranno ulteriormente sviluppate con i consiglieri.

Pubblicato / aggiornato il 08/11/2021 alle 12:16
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Categoria: Politica e Amministrazione