Sciopero della scuola il 10 dicembre 2021
(©Valeria Serradura per bobine.tv) -
Il presidio a Palazzo regionale in occasione dello sciopero della scuola del 10 dicembre 2021
Venerdì 10 dicembre 2021, si è svolto uno sciopero indetto dai sindacati Savt-École, Snals e Flc-Cgil per attirare l’attenzione sulle problematiche del mondo scolastico. In mattinata un presidio si è posizionato davanti al Palazzo regionale e, alle 12.15, una delegazione composta dal segretario di Savt-École Luigi Bolici, dal segretario Snals Alessandro Celi e dalla segretario Flc-Cgil Simona D’Agostino si è incontrata con l’assessore all’Istruzione della Regione autonoma Valle d’Aosta, Luciano Caveri.
Al termine, Luigi Bolici ha riferito che sono state illustrate le ragioni dello sciopero nazionale, «ottenendo l’impegno dell’assessore a trasferire queste istanze, per il tramite anche del senatore valdostano Albert Lanièce (che è vice presidente della Commissione Istruzione del Senato), allo Stato centrale».
Hanno poi parlato dell’edilizia scolastica, e della necessità di progettare l’edilizia scolastica regionale coerentemente con le esigenze pratiche e pedagogiche delle varie istituzioni. «L’assessore ci ha spiegato -ha detto Bolici – che le scelte compiute per le nuove costruzioni, nell’immediato, devono risolvere situazioni urgenti e quindi non sempre possono essere coerenti con il principio che, sotto a un unico tetto, la scuola debba avere tutto. Alcune soluzioni sono scartate per ragioni di carattere ambientale-urbanistico e quindi si va a finire in siti che magari non sono ottimi ma che sono gli unici possibili, come quello vicino alla Cidac, che sarà poi lo sbocco finale per una nuova palestra».
Per ciò che riguarda l’edilizia strutturale definitiva, è stato assicurato ai sindacalisti che – nella ricostruzione del Manzetti e dell’ex Regina Maria Adelaide di via Torino – saranno considerate le palestre quale parte integrante delle strutture scolastiche in questione.
Si è parlato di precariato e sicurezza, evidenziando alcuni elementi di incoerenza della circolare ministeriale rispetto alla sicurezza nelle scuole: il fatto che preveda il vaccino solo per il personale scolastico e non per il resto del personale che opera dentro le scuole (come gli operatori della refezione e quelli di sostegno). «L’assessore ci ha detto chiaramente – ha chiarito Bolici – che la sentenza della corte costituzionale che ha sancito l’incompetenza della Regione in materia sanitaria le lega le mani, quindi il nostro auspicio che la Regione intervenisse per chiarire meglio questa questione per la scuola valdostana è respinto non per mancanza di volontà politica ma per l’impossibilità tecnica dell’Assessorato di fare un’ordinanza ulteriormente restrittiva».
Simona D’Agostino ha aggiunto che hanno chiesto spiegazioni in merito a un emendamento inserito nella legge di bilancio regionale, per mezzo del quale l’Assessorato all’Istruzione ha chiesto di autorizzare la Giunta regionale a non attendere le comunicazioni del Ministero (se tardive) e a procedere con le nomine.
Bolici ha precisato che ciò eviterebbe situazioni di disagio come quella di quest’anno, con il notevole ritardo nella nomina dei supplenti: «Una volta che la Regione potesse derogare ai tempi del Ministero, queste situazioni potrebbero essere risolte».
A tal riguardo, Alessandro Celi ha affermato che il Ministero tende a dimenticarsi della Valle d’Aosta: «Il problema a monte è, se vogliamo, di carattere culturale. Non considerando i piccoli numeri e la nostra realtà, alla fine alcune informazioni arrivano sempre tardive rispetto ai tempi di allestimento della procedura».
I sindacati si sono detti soddisfatti dell’incontro, confermando di aver trovato una certa disponibilità e apertura da parte dell’Assessorato, almeno su quanto che è di competenza regionale, «e anche la promessa di metterci intorno a un tavolo e discutere sulle altre criticità», specifica D’Agostino.
Celi ha parlato di «rispetto delle posizioni sindacali in senso costruttivo».
Le ragioni dello sciopero
I sindacati Cgil, Snals e Savt avevan spiegato, nel corso di una conferenza stampa svoltasi giovedì 9 dicembre 2021, le motivazioni che giustificano la proclamazione dello sciopero per venerdì 10 dicembre.
Luigi Bolici (segretario Savt-École) ha sottolineato che gli insegnanti sciopereranno e scenderanno in piazza per difendere anche materie specifiche che devono afferire alla contrattazione e che il Governo sta cercando di sottrarre: «L’indizione dello sciopero è stata preceduta da assemblee che hanno voluto un’astensione dal lavoro strategica nell’ottica di una rivendicazione che non è corporativa ma per il Paese».
Il contratto di settore è scaduto nel 2018, è stato spiegato Alessandro Celi (segretario Snals), ma le cospicue risorse attualmente a disposizione dello Stato non sono state messe a disposizione del mondo della scuola neppure in minima parte. L’Italia resta il Paese con le retribuzioni più basse e il minor incremento nell’arco della carriera lavorativa. Non è neppure prevista una soluzione al problema del precariato: il meccanismo dei concorsi, in questa situazione emergenziale, non è opportuno «e si dovrebbe stabilizzare chi ha dimostrato di essere in grado di gestire una classe, sottoponendolo a un esame alla fine dell’anno scolastico». Ha infine espresso la contrarietà al ripristino del meccanismo della premialità per i docenti sulla base della discrezionalità dei dirigenti scolastici, per il riconoscimento della maggiore “abnegazione al lavoro”.
Claudio Idone (segretario Cgil-Scuola) ha spiegato che il Governo nazionale aveva preso accordi specifici: il Patto del lavoro della funzione pubblica e il Patto per la scuole. Entrambi, al primo punto, prevedevano risorse aggiuntive al momento del rinnovo del contratto, la riduzione dei docenti precari, la creazione di un sistema di reclutamento e di immissione in ruolo di qualità. Era stato il ministro a definire la misura degli aumenti in 600 euro: «La nostra richiesta è di rivalutare il ruolo sociale dell’insegnante, equiparando la loro retribuzione a quella degli altri dipendenti di pari livello». Nel Pnrr, un pilastro è dedicato all’istruzione e alla formazione mentre, su 35 miliardi, alla scuola sono stati dati poco più di 200 milioni di euro.
Sull’edilizia scolastica è stato richiesto un incontro con l’assessore perché la costruzione di nuove palestre è prevista all’esterno dagli istituti scolastici: «vediamo e vedremo migrazioni di ragazzi che riteniamo inopportune». Con l’obbligo del green pass sui mezzi di trasporto, gli studenti che devono spostarsi con questa modalità si trovano ad affrontare il problema (anche se il noleggio con conducente dovrebbe essere servizio escluso dall’obbligo di green pass). Inoltre vi è la necessità di porre le singole istituzioni scolastiche in sedi uniche e unitarie, evitando segmentazioni e succursali. «La progettazione edilizia dovrebbe essere coerente con quella didattica e pedagogica».

L’adesione
Il 20% degli insegnanti delle scuole valdostane ha aderito allo sciopero generale della scuola: a livello nazionale il dato di adesione si attesta intorno al 7%. I dati definitivi sono stati forniti il 22 dicembre 2021.
Cgil Valle d’Aosta sostiene di essere soddisfatta di questo risultato: «Un dato che dà speranza e che, di fatto, almeno nella nostra regione, permette di rigettare al mittente i commenti di derisione che arrivavano soprattutto da chi vedeva nella scarsa partecipazione allo sciopero un modo per colpire nuovamente i sindacati. Qualsiasi risultato si otterrà nelle prossime settimane nell’ambito della contrattazione con il Ministero (non solo sulla legge Finanziaria, ma anche sulla mobilità), sarà certamente merito di questa mobilitazione, dei tanti lavoratori che hanno rinunciato ad una giornata del proprio stipendio per manifestare la loro opposizione alle politiche del Governo».
Pubblicato / aggiornato
il 24/12/2021 alle 10:19
Categoria:
Economia e Lavoro