ConfCommercio lancia l’allarme Capodanno
ConfCommercio si schiera contro le misure adottate dal Governo nazionale e che limitano l’accesso agli esercizi di ristorazione e accoglienza.
Si legge in una nota nazionale: «Rispetto alle chiusure imposte per legge lo scorso anno, il prossimo capodanno vedrà nuovamente la ristorazione accogliere la clientela nei propri locali, e questo è certamente un fattore di fondamentale importanza. Tuttavia le aspettative per una serata, attesa a lungo e nel segno della ripresa, rischiano di rimanere disattese per i 70mila ristoranti che apriranno le porte a chi vorrà celebrare l’arrivo del 2022 con una cena fuori casa.
L’impennata di contagi degli ultimi giorni e i tempi imposti dalla quarantena stanno avendo l’effetto di moltiplicare le disdette: il 25-30% circa di media, secondo Fipe Confcommercio».
Situazione alla quale si aggiunge il drastico calo di turisti stranieri, a seguito dell’obbligo di tampone molecolare anche se vaccinati e di quarantena se non vaccinati.
Prosegue la nota di ConfCommercio: «Questo significa che il mese di dicembre, il più importante dell’anno che da solo vale il 10% del fatturato dei ristoranti, è in buona parte compromesso. Ecco perché non esitiamo a chiedere al Governo di dispensare misure urgenti come ad esempio le proroghe delle moratorie bancarie e della cassa Integrazione. Interventi che dovranno sostenere quei comparti che stanno soffrendo di più. Come la ristorazione nei luoghi turistici, quella legata agli eventi o alle feste private o le discoteche e i locali da ballo, letteralmente mortificati dall’ultimo provvedimento che li ha chiusi senza alcun preavviso fino al 31 gennaio».
Dice il direttore di ConfCommercio Valle d’Aosta Adriano Valieri: «La situazione sta diventando complicata anche in Valle, perché le disdette iniziano ad essere importanti, sommata alla grossa criticità legata al personale positivo al covid o in quarantena preventiva. È importante che il CTS prenda provvedimenti per ridurre la quarantena a coloro che hanno fatto il vaccino con le tre dosi, altrimenti si rischia di inchiodare le attività e chiuderle».
Pubblicato / aggiornato
il 29/12/2021 alle 19:23
Categoria:
Economia e Lavoro