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Draghi: obbligo vaccinale agli over 50 per proteggere loro e tutti gli altri

Draghi: obbligo vaccinale agli over 50 per proteggere loro e tutti gli altri (©governo.it) - La conferenza stampa del Governo Draghi del 10 gennaio 2022

Nel pomeriggio di lunedì 10 gennaio 2021, il presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi ha convocato la conferenza stampa che si sarebbe dovuta più opportunamente svolgere il 5 gennaio, quando è stato deciso l’obbligo di vaccinazione per la popolazione over 50 anni. «Abbiamo sottovalutato le attese che vi erano e speriamo che questo atto riparatorio sia considerato adeguato», ha detto il premier.

Convocata per le ore 18, è invece iniziata con 17 minuti di ritardo. E il premier ha espresso il proprio pensiero in 6 minuti, aprendo poi lo spazio alle domande ma solo a quelle gradite.

Draghi ha precisato ai giornalisti: «Non risponderò ad alcuna domanda che riguardi il Quirinale». In relazione alla possibile uscita dalla maggioranza di Forza Italia qualora Silvio Berlusconi non fosse eletto presidente della Repubblica, non ha risposto.

E Draghi non ha voluto rispondere neppure in relazione alle scelte completamente divergenti in materia di gestione covid compiute da altri Paesi.

Mario Draghi ha esordito affermando che questo anno deve essere affrontato con prudenza, fiducia e unità: «Il Governo sta affrontando la sfida della pandemia con un approccio un po’ diverso rispetto al passato. Vogliamo essere molto cauti ma minimizzare gli effetti economici e sociali ma anche su ragazzi e ragazze, che hanno risentito più degli altri delle chiusure dal punto di vista psicologico e della formazione. La scuola va tutelata e protetta, non abbandonata. Possiamo avere un approccio diverso grazie alla vaccinazione: quasi l’89,41% di persone sopra i 12 anni che hanno ricevuto la prima dose e quasi il 40% ha ricevuto anche la terza dose. La maggior parte dei problemi che abbiamo oggi dipende dal fatto che ci sono non vaccinati che possono sviluppare la malattia e forme gravi della malattia».

Draghi ha ricordato che l’Italia è stata fra i primi Paesi a stabilire l’obbligo vaccinale. Ha specificato: «Abbiamo stabilito l’obbligo vaccinale sulla base dei dati che ci dicono che chi ha più di 50 anni corre maggiori rischi e che i due terzi delle terapie intensive sono occupate da non vaccinati, che occupano la metà dei posti in area medica».

Sull’aspetto politico, ha precisato: «Quando si introducono obblighi di questa importanza l’avere l’unanimità della vasta coalizione che sostiene questo Governo è un obiettivo che, se possibile, si deve raggiungere, con una soluzione che abbia senso e significato. Per proteggere la salute degli ultra 50enni ma anche di tutti gli altri. E infine perché i colori delle Regioni dipendono dai parametri che riguardano l’ospedalizzazione. Quindi quanto più si riduce la pressione di coloro che non sono vaccinati sul grado di ospedalizzazione tanto più possiamo dire di essere più liberi».

«Piena e completa evidenza scientifica sostiene la nostra scelta di ridurre il numero dei non vaccinati», ha chiosato Roberto Speranza (ministro alla Salute).

In materia di scuola, è stato precisato che l’obiettivo prioritario è tenere le scuole aperte, anche nel caso in cui le classi in Dad aumentassero. Enzo Bianco (ministro all’Istruzione) ha affermato che gli insegnanti sospesi perché non hanno ricevuto l’inoculazione sono lo 0,72%. I docenti attualmente assenti perché in quarantena o malattia sono il 6%.

L’ordinanza sul turismo (tamponi per tutti e anche quarantena all’ingresso in Italia se non vaccinati) sarà in vigore sino al 31 gennaio e poi saranno assunte nuove valutazioni.

Nessuna domanda ha messo in dubbio la tesi della priorità vaccinale. Si è però chiesto come mai non si prendano in considerazione altre cure (farmaci antivirali e anticorpi monoclonali). Franco Locatelli (coordinatore del Comitato tecnico-scientifico) ha risposto che vi è un solo anticorpo attivo contro la variante omicron. L’acquisizione dei farmaci è invece iniziata ma hanno un’efficacia limitata al 30% nel fermare la progressione della malattia. Si attende la consegna di un farmaco con efficacia all’89%.

Nessuna domanda ha posto l’accento sul significato che possono avere un obbligo a termine (15 giugno, ancorché prorogabile) rispetto a un trattamento non reversibile e una sanzione amministrativa che non è stato chiesto di confermare che sia una tantum.

Non si è parlato di monitoraggio degli effetti avversi e di assunzione di responsabilità da parte dello Stato nel risarcimento dei casi dimostrati. Non si è parlato di rispetto della privacy rispetto alle scelte sanitarie.

Pubblicato / aggiornato il 10/01/2022 alle 19:11
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Categoria: Politica e Amministrazione