Assemblea degli enti locali del 2 febbraio 2022
(©Cpel) -
L'Assemblea degli enti locali del 2 febbraio 2022
L’Assemblea del Consiglio permanente degli enti locali della Valle d’Aosta si è riunita mercoledì 2 febbraio 2022.
È stato espresso parere favorevole all’unanimità in relazione alla delibera di Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta di approvazione delle linee guida di modulistica, documenti ed elaborati progettuali a corredo della Scia nonché lo schema di disciplinare per la presentazione delle istanze in attuazione della l.r. n. 30/2021 (Disciplina per la realizzazione sul territorio regionale di reti di comunicazione elettronica in fibra ottica).
L’assessore alle Opere pubbliche della Regione autonoma Valle d’Aosta Carlo Marzi lo ha definito un articolato normativo estremamente complesso. Ha spiegato: «Abbiamo a disposizione i 15 milioni di euro che ci derivano da un cofinanziamento europeo ma siamo molto in ritardo. Le interlocuzioni con Open Fiber (che è stato l’aggiudicatario del bando europeo per l’ultimo miglio, che deve permettere di collegare l’85% degli utenti privati sul territorio) sono state molto dure ma si deve tenere conto delle oggettive difficoltà morfologiche».
Valter Nicase, sindaco di Bionaz, ha chiesto di meglio precisare la questione dell’ultimo miglio. Roberto Jordaney (Ufficio infrastrutture di telecomunicazione RaVdA) ha risposto che la fibra ottica è rilasciata entro 40 metri dai numeri civici, rimanendo sul suolo pubblico. Quando l’utente chiede di essere collegato all’infrastruttura (una volta operativa) dovrà effettuare lo scavo sul proprio suolo privato e far entrare il cavo nell’abitazione. È questo il collegamento, lo scavo in microtrincea, sul quale si verificano i maggiori licenziamenti.
Il sindaco di Saint-Denis Guido Théodule ha chiesto notizie sul cronoprogramma. Jordaney ha risposto: «Il cronoprogramma è ancora in corso di definizione. Si è deciso di partire da Pont-Saint-Martin a salire. Abbiamo tuttavia chiesto un aggiornamento al Mise per dare risposte precise al territorio. Non abbiamo tuttavia nessun titolo per intervenire direttamente».
«Il problema di fondo è che vogliono posare sul territorio altri armadi di distribuzione, quando ce ne sono già tanti, generando un degrado ambientale», ha lamentato il sindaco di Pré-Saint-Didier Riccardo Bieller. Ha aggiunto che non vi è programmazione sinergica fra i vari operatori che erogano servizi, obbligando i Comuni a intervenire continuamente sugli asfalti. Jordaney ha spiegato che non è possibile utilizzare la rete telefonica: deve essere obbligatoriamente una rete parallela e ciò richiede nuovi sistemi di concentrazione per erogare il servizio. Rispetto alla pianificazione, non ha lasciato molte speranze: «Avevamo provato a mantenere alla Regione questa competenza ma il Governo Renzi aveva escluso questa eventualità».
Aline Viérin, sindaco di Valgrisenche, ha lamentato il fatto che quattro frazioni (fra cui le due più abitate) resteranno escluse e non potranno neppure installare una parabola: «Fanno riferimento a possibili varianti ma temo che poi resterà lettera morta. Quali margini di correzione abbiamo rispetto al progetto approvato?». L’assessore Marzi ha risposto: «Non c’è la possibilità di intervenire sulla fase di progettazione perché Open Fiber presenta i progetti rispondenti al bando nazionale. Quando questo iter (ovvero la posa della fibra ottica) sarà concluso, si potrà intervenire su quelle che sono definite le “case sparse”, ovvero sul 15% degli abitanti che non saranno stati raggiunti».
Daniele De Giorgis, sindaco di Lillianes, ha segnalato che fra Lillianes e Fontainemore l’infrastruttura è aerea «raffazzonata» e lo ha segnalato come una criticità, poiché l’interruzione della fibra non solo produce disservizi ma anche rilevanti danni economici. La criticità è stata presa in considerazione e la Regione ha sollecitato i sindaci a segnalare gli altri casi.
Una serie di Comuni sono già commercializzabili: Ayas, Hône, Arnad, Bard, Issogne, Rhêmes-Notre-Dame, Montjovet, Champdepraz, Verrès, Donnas, Issime, Emarèse, Lillianes, Perloz, Pontboset e Brusson.
Altri otto sono in avvio di commercializzazione: Chamois, Châtillon, La Madgeleine, Pontey, Fontainemore, Saint-Nicolas, Verrayes e Chambave.
La rete è in fase di collaudo in altri 18 Comuni, quelli collegati sono 27, quattro sono da collegare e in dieci il progetto è in sede di approvazione.
Il presidente del Cpel, Franco Manes, ha illustrato l’osservazione inserita nel parere: la delibera dovrebbe prevedere che la procedura per la modifica degli allegati tecnici dovrebbe prevedere un provvedimento dirigenziale. Allo scopo di accelerare eventuali varianti o modifiche.
L’Assemblea si è astenuta sul disegno di legge di aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti per il quinquennio 2022/2026.
Il relatore Mauro Lucianaz ha spiegato che l’obiettivo del disegno di legge in tre articoli è recepire i nuovi indirizzi comunitari, ancorché in ritardo. Ha proposto un’osservazione: che qualunque tipo di revisione della governance dei rifiuti debba essere definito ed esaminato insieme ai soggetti interessati (SubAto ed Enti locali). Ha segnalato che i Comuni di Champdepraz, Issogne, Aymavilles e Jovençan hanno presentato autonomamente osservazioni al Piano, la maggior parte delle quali non sono state accolte.
Il piano si articola su oltre 910 pagine. L’obiettivo è raggiungere quanto richiesto dall’Europa: lo smaltimento in discarica del massimo del 10% entro il 2035. Le percentuali di riciclo e riutilizzo sono previste a salire in tre step, sino al 65%. Saranno ridefiniti i flussi dei vari materiali, incentivato il compostaggio domestico, raccolti i rifiuti tessili sanitari (pannolini e pannoloni) separatamente dagli indifferenziati, effettuata la raccolta stradale (anche se i tecnici sconsigliano questa modalità a favore del porta a porta), attivata la raccolta dei rifiuti urbani pericolosi, definite le zone dove la raccolta potrà essere effettuata porta a porta, attivata la tariffa puntuale entro la fine del piano. Sono previste (a partire dal secondo semestre 2022) premialità e sanzionabilità dei SubAti in funzione della qualità della differenziata che è conferita.
Il Piano prevede l’ottimizzazione delle discariche presenti sul territorio per adeguarle alla normativa. Non potranno essere tutte mantenute e alcune avranno valenza sovracomunale. La copertura dei costi di dismissione e ripristino ambientale dovrà essere fatta con i fondi accantonati durante il ciclo della discarica. Qualora non disponibili, dovrà essere previsto un intervento finanziario da parte della Regione.
Gli enti locali hanno proposto il riconoscimento dell’utenza su tutto il territorio regionale entro il 31 dicembre 2024, affinché si senta responsabilizzata e migliori il conferimento. La tariffazione puntuale comporterà un nuovo impegno ed è stato quindi chiesto di derogare ai limiti assunzionali imposti dalla norma. Ha chiesto che siano celermente definite le modalità di conferimento dei rifiuti speciali. È stata rinnovata la richiesta di riorganizzazione delle discariche di rifiuti inerti. È stato chiesto che, in caso di rilascio o revisione di una discarica per rifiuti speciali, siano valutate attentamente tipologie e quantità dei rifiuti da autorizzare, con presentazione di una relazione di conformità al Piano e alla normativa vigente.
Nel dibattito, il sindaco di Issogne Patrick Thuégaz ha sottolineato l’importanza della relazione di conformità.
Loredana Petey, sindaco di Aymavilles, ha detto che il piano non contiene un’attenta analisi sulla gestione dei rifiuti speciali e lamentato che si tenda a confermare la situazione attuale. Ha ribadito la necessità di introdurre un emendamento che preveda la facoltà di opporsi al conferimento di rifiuti pericolosi. Ha annunciato il voto contrario proprio e del Comune di Jovençan, a causa delle osservazioni recepite ma non accettate.
Monica Crétier, sindaco di Champdepraz, si è detta delusa da come è stato redatto il piano. Ha definito l’astensione non sufficiente.
Pino Dupont, sindaco di Valsavarenche, ha detto: «Noi non possiamo continuare a far pagare cifre esorbitanti per il conferimento dei rifiuti. Tutti hanno già difficoltà e noi carichiamo tutti di nuovi costo. Mettiamo un limite di soldi oppure si ritorni al vecchio metodo, quando i Comuni integravano per calmierare la spesa. Se si continua così, i cittadini non pagheranno più».
Camillo Dujany, sindaco di Châtillon, ha chiesto di partire con l’aggiornamento delle tariffe quando il contratto con Enval sarà definito. «Le tariffe di conferimento sono già state aggiornate dal 1° gennaio 2022, con un incremento notevole rispetto al passato. Da qui nasce l’importanza di un maggiore e corretta differenziazione. La qualità della differenziata è l’unico modo per contenerle», gli ha risposto Lucianaz.
Alex Brunod, sindaco di Ayas, ha espresso la preoccupazione dei Comuni turistici per la chiusura dei cassonetti sui territori: «Ciò può solo favorire l’abbandono dei rifiuti, facendo ricadere i costi sui residenti più che sulle seconde case». Alle sue affermazioni si è affiancato Jean Antoine Maquignaz, sindaco di Valtournenche: «Le tessere sono state un disastro: abbiamo avuto un sacco di abbandoni e usare le schede con il turn over delle persone è impensabile. La raccolta differenziata è peggiorata. Serve un’analisi e una riflessione».
Paolo Cheney, sindaco di Saint-Christophe, ha pronosticato che questo Piano avrà grossissime costi e altrettanto grandi difficoltà di attuazione: «sono stati valutati i risultati dei costi e le alternative?». Ha quindi annunciato il suo voto contrario.
Aline Viérin ha espresso la propria perplessità rispetto alle piccole discariche di inerti: «Mi vedo già le piastrelle nei dirupi».
«Noi siamo sempre nel mezzo del tritacarne e qualsiasi scelta porterà sempre un aggravio nelle tasche dei cittadini e sfido chiunque a dire che, in capo a 10 anni, questi costi scenderanno», ha concluso il presidente Manes.
Nel complesso, i contrari sono stati 14: Issogne, Aymavilles, Champdepraz, Jovençan, Villeneuve, Saint-Christophe, Châtillon, Gignod, Gressoney-La-Trinité, Ayas, La Thuile, Valtournenche, Champorcher, Torgnon.
Relativamente al Pnrr, il presidente Manes ha annunciato in chiusura dei lavori che è stato creato un percorso formativo con gli esperti della Business School de Il Sole-24 ore. Tre moduli di quattro ore ognuno ai quali potranno accedere due corsisti per ogni Comune. Ci potranno essere, a richiesta, due moduli avanzati di otto ore ognuno: laboratori per la realizzazione concreta e materiale di progetti. Il corso sarà di mille euro più Iva per ogni partecipante.
Pubblicato / aggiornato
il 02/02/2022 alle 13:43
Categoria:
Politica e Amministrazione