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Indennità covid per il personale RSA: querelle tra sindacati e Celva

Indennità covid per il personale RSA: querelle tra sindacati e Celva (©peranziani.it) - La microcomunità di Variney

Martedì 4 maggio 2021, Cgil, Cisl e Uil avevano scritto alle Istituzioni regionali per mettere in risalto come l’indennità rischio covid dovesse essere rivolta a tutto il personale coinvolto negli accadimenti legati all’emergenza sanitaria, comprendendo, quindi, lo staff interinale in azienda sanitaria e quello impiegato nelle case di riposo e nelle Cooperative sociali.
Questa proposta prevista dai sindacati è stata confermata da una sentenza della Corte costituzionale, depositata lunedì 17 gennaio 2022.

Successivamente, mercoledì 2 febbraio 2022, è stato sottoscritto il protocollo di intesa tra la Regione autonoma Valle d’Aosta, il Consiglio permanente degli Enti Locali e le organizzazioni sindacali per l’erogazione dei finanziamenti alle Unités des Communes valdôtaines e al Comune di Aosta che consentiranno il pagamento delle indennità di disagio covid al personale OSS che ha operato nelle microcomunità per anziani e nelle Rsa nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020.
L’erogazione di queste indennità, pari a 1.100.000 euro, era stata sospesa, in accordo tra le parti, in quanto il Consiglio dei ministri aveva promosso la questione di legittimità costituzionale, avverso, tra gli altri, l’articolo 22 della l.r. 8/2020.

Le tre organizzazioni sindacali hanno evidenziato: «spuntano commentatori dell’ultima ora che salgono sul carro dei vincitori, quando in realtà sono state le Funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil a battersi affinché l’indennità una tantum andasse a tutte le lavoratrici e ai lavoratori valdostani della sanità e dell’assistenza, nelle modalità che la Corte costituzionale ha ritenuto corrette».

La risposta del Celva

A seguito delle dichiarazioni dei tre sindacati, il Celva ha replicato: «non abbiamo ritenuto opportuno enfatizzare la notizia della firma del Protocollo, come invece accaduto da parte di alcune organizzazioni sindacali che hanno rivendicato come una propria esclusiva vittoria un lavoro sinergico e condiviso.
La firma del Protocollo è l’atto conclusivo di un iter ben più lungo e articolato, che ha preso avvio su impulso del Celva».

Il Celva ha, infatti, spiegato che già nel marzo 2020 erano iniziate le interlocuzioni con l’Amministrazione regionale per l’adozione di una norma regionale per ampliare il novero del personale impiegato nei servizi per anziani gestiti dagli Enti locali, prevedendo un’indennità a favore di tale personale.
«La delibera di Giunta regionale che definisce i criteri di ripartizione delle somme da destinare all’indennità dei lavoratori risale al dicembre 2020, ben prima del 4 maggio 2021» ha sottolineato il Celva.

La replica di Cgil, Cisl e Uil

Cgil, Cisl e Uil, a seguito delle dichiarazioni del Celva, hanno replicato spiegando il loro punto di vista.

«Leggendo la nota degli Enti locali, l’impressione,è di aver preteso di vedere riconosciuto il lavoro da noi svolto. Certo che l’indennità una tantum rappresenta il risultato di un lavoro condiviso e sinergico con Regione ed Enti locali.
Noi parliamo del lavoro fatto dalle nostre tre organizzazioni e abbiamo commentato la sentenza della Corte costituzionale, perché abbiamo visto concretizzarsi il riconoscimento meritato dalle lavoratrici e dai lavoratori.
Sulle tempistiche evidenziate dal Celva ci chiediamo con chi abbiano fatto trattative, visto che il 20 marzo era appena scoppiata la pandemia ed eravamo tutti chiusi a casa per il lockdown
».

Pubblicato / aggiornato il 04/02/2022 alle 15:47
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Categoria: Politica e Amministrazione