Camillo Rosset assolto in Appello
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Camillo Rosset
Martedì 8 febbraio 2022, a Torino, si è svolto il processo d’appello contro la sentenza di condanna per abuso d’ufficio pronunciata dal Tribunale di Aosta contro Camillo Rosset.
Rosset ha commentato con queste parole: «La sentenza non cambia la mia profonda convinzione sull’inadeguatezza della elefantiaca struttura giuridica che si è sviluppata attorno ai fatti che mi sono stati contestati. Fatti che ricordo essere una percentuale veramente infinitesima dell’attività amministrativa svolta in Comune e in cui non è realmente ravvisabile un qualsiasi tipo di interesse personale. Le circostanze che sono state oggetto di una serie di lunghe e dispendiose indagini e di ancora più dispendiose attività giuridiche sono ben conosciute dalla popolazione e dalla maggioranza del Consiglio comunale, che devo ringraziare di cuore per l’inesauribile sostegno. Ciò nonostante, è innegabile il danno non tanto al sottoscritto quanto alla comunità portato da questo tipo di vicende, in quanto allontana i cittadini dal desiderio di partecipare alle istituzioni, già peraltro in profonda crisi, e gli amministratori dall’effettuare il loro lavoro, per timore di eccessive conseguenze personali tanto più possibili in un periodo di difficoltà come quello che stiamo vivendo, con gravissime carenze di organico, conseguenze che, è bene sottolinearlo, conseguono a fatti eseguiti solo per assicurare il regolare svolgimento dei servizi comunali.
Chi pianifica per soddisfare un proprio interesse agisce in modo ben diverso, e ben più scaltro.
Inoltre, sarebbe opportuno valutare le risorse in modo proporzionale alle vicende, per dare giustizia reale, tanto più in una situazione di grave emergenza nell’ambito della giustizia, e mi ricollego alle parole del Presidente Mattarella».
La sentenza di primo grado
Lunedì 24 maggio 2021, il giudice per le indagini preliminari aveva condannato il sindaco di Nus Camillo Rosset a sei mesi di reclusione, con la condizionale, per abuso d’ufficio. Gli erano state riconosciute le attenuanti generiche, del fatto di particolare tenuità e della non menzione.
Nel corso dell’udienza precedente di mercoledì 5 maggio, era stata chiesta una condanna a dieci mesi ed era anche stata affrontata l’accusa di falso ideologico a carico di Rosset e del segretario comunale Ubaldo Cerisey. Gli accusati hanno chiesto e ottenuto un patteggiamento con una pena a sei mesi di reclusione e la sospensione condizionale della pena.
Per Rosset era scattata la sospensione dalla carica di sindaco prevista da Legge Severino.
Il rinvio a giudizio
A fine giugno 2020 (ma la notizia si era appresa martedì 14 luglio 2020), il sostituto procuratore Luca Ceccanti aveva chiesto il loro rinvio a giudizio. All’origine dell’indagine, l’accusa era di interesse privato in atti d’ufficio.
La vicenda è quella del posizionamento del padiglione La Dolce Vita, acquistato da Paolo Contoz a beneficio della comunità.
La prima installazione era stata su un terreno privato ma si poteva configurare come abuso edilizio.
Allora era stato trovato un accordo con il Comune e la struttura era stata smontata e rimontata accanto al campo sportivo. Ciò in considerazione del fatto che Contoz l’avrebbe messa a disposizione delle Associazioni e di tutti coloro che desiderano organizzare eventi di socializzazione e aggregazione. In virtù del fatto che è stata anche messa a disposizione della Protezione civile, il Comune aveva deciso di ridurre l’ammontare della Cosap.
L’intesse privato derivava dal fatto che Camillo Rosset e Paolo Contoz sono cugini e che Rosset aveva votato la delibera di autorizzazione all’insediamento e riduzione dell’imposta.
La problematica era stata messa in evidenza dal consigliere Remo Domanico e la Giunta aveva annullato la delibera in questione, in autotutela, e l’aveva riadottata in assenza del sindaco. La questione era anche stata riferita al Consiglio comunale, che aveva convenuto sull’opportunità di procedere con l’autorizzazione.
Pubblicato / aggiornato
il 08/02/2022 alle 13:24
Categoria:
Cronaca