Cazzanelli, Bovard, Favre, e Perruquet sul Cervino dell’Himalaya
(©François Cazzanelli) -
Dopo la conquista del Teng Kang Poche, una vetta a 6487 metri di quota nella regione dell’Everest, i quattro alpinisti valdostani François Cazzanelli, Roger Bovard, Jerome Perruquet, Emrik Favre hanno scalato anche l’Amadablam, una cima nepalese di 6.812 metri, conosciuta anche come il Cervino dell’Himalaya.

La partenza per questa spedizione era fissata, per Cazzanelli e Bovard, dal campo base, situato a 4.300 metri di altitudine, mentre Perruquet e Bovard avevano optato per incominciare la spedizione dal campo 2.
Alle 5.30 gli alpinisti hanno iniziato la scalata e dopo 1 ora e 50 minuti si trovavano al campo uno.
«Da quel punto comincio a carburare, il terreno mi è congeniale» ha commentato Cazzanelli.
Da qui, la spedizione prosegue verso il campo 2 e poi in direzione del campo 3.
Qui le condizioni meteorologiche che hanno accolto gli alpinisti non sono delle migliori: un forte vento da Nord soffiava sull’area.
In cammino da 3 ore e 50 minuti, gli alpinisti miravano alla cima. «Sento che la quota non mi disturba, allora vedendo i miei amici che scendono e mi incoraggiano decido di aprire a tutta e, dopo 5 ore, 32 minuti e 6 secondi, sono accasciato in vetta al Amadablam. Sono felicissimo, mai avrei pensato di poter metterci così poco tempo» ha aggiunto Cazzanelli.
L’obiettivo che il gruppo di alpinisti si era prefissato era di impiegare il minor tempo possibile sia per la salita sia per la discesa.
«Scendo velocemente fino al campo 3 dove incontro i miei amici che mi fermano e mi dico che c’è una persona in difficoltà. Una cliente di Mingma David (il più giovane alpinista ad aver scalato tutte le quattordici montagne di 8.000 metri e aver compiuto la prima scalata invernale del K2, n.d.r.) è in evidente stato di edema cerebrale. Mettiamo la ragazza al sicuro e le diamo l’ossigeno che ci fornisce Mingma. E attendiamo l’elicottero».
Nel ripensare alla spedizione, Cazzanelli ha così commentato: «ovviamente non ho potuto segnare un tempo della mia discesa dall’Amadablam ma poco importa, mi porto a casa il crono più veloce di salita sulla montagna di 5 ore 32 minuti e 6 secondi che mi sono serviti per scalare 2.500 m di cresta affilata che a tratti mi hanno ricordano il Cervino».
Pubblicato / aggiornato
il 25/02/2022 alle 11:22
Categoria:
Sport