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Infermieri e ostetrici in V Commissione

Infermieri e ostetrici in V Commissione (©Consiglio Valle) - Una delegazione di ostetriche audite dalla V Commissione del Consiglio Valle

Le condizioni lavorative degli infermieri professionisti e delle ostetriche oltre che l’indennità di attrattività regionale per il personale sanitario sono stati al centro della riunione della quinta Commissione di mercoledì 2 marzo 2022. In merito sono stati auditi il segretario territoriale del Sindacato NurSind Aosta, Giovan Battista De Gattis, e la vicepresidente dell’Ordine delle ostetriche, Antonina Nicosia, accompagnata da una delegazione di lavoratrici.

«Il segretario del NurSind – riferisce il vicepresidente della Commissione, Claudio Restano (GM) – ha rappresentato i disagi lavorativi degli infermieri in Valle d’Aosta, lanciando un grido d’allarme sulle prospettive future e sulla sostenibilità del sistema sanitario. Ha sottolineato la necessità di migliorare il benessere lavorativo: l’attuale carenza di risorse umane – che determina un sovraccarico di lavoro e un aumento di mansioni che non competono agli infermieri, andando a incidere sulla qualità della prestazione -, non può essere combattuta soltanto con l’aumento dello stipendio mensile, ma deve essere considerata in maniera organica attraverso un nuovo piano di azioni che valorizzi il lavoro di tutti. De Gattis ha anche evidenziato che gli iscritti al corso di laurea in infermieristica non sono sufficienti a coprire il fabbisogno, quando invece c’è la reale necessità di reperire nuove risorse umane per far fronte al crescendo di attività, anche in un’ottica di sviluppo futuro.»

«La delegazione delle ostetriche – aggiunge il vicepresidente Restano – ha rappresentato la frustrazione della categoria riguardo alla scelta di escluderla dall’indennità di attrattività erogata a infermieri e medici. Negli ultimi tempi, questo settore è stato fortemente sollecitato per garantire i servizi in reparto, pronto soccorso, sala parto, nido, ambulatorio: è stata evidenziata come la carenza di personale a livello ospedaliero sia oggi del 15% e a livello territoriale del 41%, a causa anche di una scarsa attrattività della nostra regione in questo ambito. Emerge come la richiesta dell’audizione non fosse tanto quella di chiedere l’aumento dello stipendio, quanto quella di valutare con maggiore attenzione le iniziative che saranno adottate in futuro per garantire equità e rispetto per la categoria e il lavoro che svolge per le donne valdostane.»

«I prossimi passi – conclude Restano – saranno quelli di sentire una delegazione di fisioterapisti e radiologi. Prestiamo molta attenzione alle professioni sanitarie e al loro futuro. Riporteremo all’Assessore le risultanze dei nostri lavori, con il fine di condividere e trovare tutti insieme le giuste soluzioni per un settore fondamentale per la comunità.»

Le valutazioni di Nursind

In una nota, il segretario di Nursin Giovan Battista De Gattis riferisce dell’audizione in questi termini: «Si è parlato del rapporto numerico infermieri/operatori di supporto, infermieri/servizi attivi e infermiere/paziente (max 1 a 10) che, in Valle d’Aosta, sembra essere una chimera».  

Il segretario ha messo in evidenza come la salute degli infermieri sia a rischio a causa di continue direttive che comprimono oltre misura la vita personale, creando disequilibrio nel singolo e nelle famiglie.

Si è affrontato anche il tema degli stipendi «che non sono in linea con quelli dell’Europa, ma per certi versi non lo sono nemmeno con le altre regioni…per poi non parlare della differenza con la Svizzera dove un infermiere appena assunto (senza nessuna specializzazione) guadagna circa 2200 euro netti al mese contro i 1800 euro di un collega valdostano con 20 anni di servizio e 2-3 corsi post laurea».

«In una situazione così complessa – scrive De Gattis – numerosi infermieri si licenziano (e vanno a fare altro) oppure iniziano ad esercitare la professione in Svizzera, dove permettono di scegliere il monte ore di lavoro e garantiscono un’organizzazione dei turni compatibile con le esigenze personali; ovvero rispettano il rapporto numerico infermiere/paziente». 

Il Segretario ha messo in evidenza come la Svizzera sia un temibilissimo competitor in grado di sottrarre risorse infermieristiche al Sistema Sanitario Regionale che, «stante i neo-laureati del 2022 (6-8), non riuscirà a coprire nemmeno i licenziamenti volontari del 2021».  

Secondo NurSind, vi è uno scarso investimento nell’infermieristica, ivi compresa nella formazione (vedi Corso di Laurea in Infermieristica) che necessiterebbe di nuove strutture, maggiori risorse umane ed economiche per garantire anche un’indennità aggiuntiva agli infermieri che, oltre a prestare assistenza ai pazienti, affiancano lo studente nel tirocinio clinico.   

Il segretario territoriale ha chiesto l’apertura di un tavolo interistituzionale (Opi, sindacati., Ausl, Assessorato) dedicato alla promozione e sviluppo della professione, ovvero alla ricerca di soluzioni per valorizzare gli infermieri «che, tra un fantomatico aumento di 350 euro lorde al mese e la possibilità di erogare un’assistenza sicura e di alta qualità (vedi rapporto infermiere/paziente) quanto rispettosa delle regole del contratto di lavoro, sceglierebbero la seconda».  

In sintesi, è stato suggerito ai membri della V Commissione «di riflettere sul ruolo che potrebbe avere l’infermiere nella riprogettazione dei servizi ai cittadini, ovvero di mettere in campo tutte le azioni politico-amministrative per promuovere e valorizzare una professione che sta vivendo una vera e propria crisi esistenziale».

22.03.02 V Comm (1) Rappr Ostetriche
Una delegazione di ostetriche audite dalla V Commissione del Consiglio Valle

Pubblicato / aggiornato il 02/03/2022 alle 17:06
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Categoria: Politica e Amministrazione