Agricoltura: per Sapinet occorre un’attenzione particolare per la zootecnica di montagna
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Campo di agricoltura
Giovedì 31 marzo 2022, a Roma si è riunita la Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, organo che riunisce gli assessori regionali all’agricoltura.
All’incontro ha partecipato l’assessore all’agricoltura e delle risorse naturali della Regione autonoma Valle d’Aosta, Davide Sapinet.
All’ordine del giorno, fra i vari temi, figuravano: l’analisi della situazione di criticità in cui versa il settore dell’allevamento, per valutare un eventuale sostegno alla capacità produttiva della filiera zootecnica nazionale e il confronto con Vania Gava, sottosegretario al Ministero della transizione ecologica, su alcune problematiche legate alla gestione della fauna selvatica.
«Il Governo ha riconosciuto che siamo in una situazione di emergenza. Il settore agricolo e zootecnico, più di altri, sta subendo il caro energia e di materie prime – ha affermato l’assessore Sapinet – Come Regioni abbiamo quindi chiesto che la situazione sia affrontata con urgenza, attraverso l’adozione di provvedimenti immediati.
Tuttavia, se la preoccupazione è comune, ho voluto sottolineare che, in un territorio di montagna come la Valle d’Aosta, la crisi attuale non ha ripercussioni solo economiche ma genera ricadute molto più pesanti. Se una piccola azienda in montagna è costretta a chiudere, tutto un mondo ne è colpito e questo rappresenta anche una grave perdita per la tutela e la salvaguardia del territorio.
Quindi, ho evidenziato come per la zootecnica di montagna debba essere posta un’attenzione particolare. Anche per i temi riguardanti più specificatamente la produzione di latte, deve essere chiaro quali sono le differenze tra la produzione in montagna e quella in pianura. Tutto ciò significa che, nel quadro di un sostegno generale alla zootecnia, la zootecnica di montagna deve poter contare su interventi calibrati sulle sue specificità».
«Infine, – ha concluso su questo tema l’assessore – accanto alla tante criticità, c’è preoccupazione per la situazione climatica, dovuta a una persistente mancanza di acqua, che fa presagire una difficile stagione estiva, soprattutto in alpeggio».
Per quanto riguarda invece le problematiche legate alla gestione della fauna selvatica, Sapinet, presentando i dati sulle predazioni e sui danni subiti dalle aziende valdostane, ha evidenziato come l’approvazione del piano nazionale sul lupo sia improrogabile. Una richiesta sulla quale tutte le Regioni concordano da tempo.
«Con i colleghi, abbiamo anche sottolineato che siamo ancora in attesa dell’emanazione del decreto che consentirà di gestire, fuori dal regime de minimis, il pagamento degli aiuti per i danni subiti a causa della fauna selvatica protetta», ha aggiunto Sapinet.
Dopo aver affrontato le problematiche legate alla peste suina, nell’ambito della tematica della immissione di specie ittiche nell’intero territorio nazionale, con particolare riferimento all’arco alpino e appenninico, è stata chiesta l’adozione di procedure semplificate per l’ottenimento delle autorizzazioni all’immissione di specie ittiche parautoctone e non autoctone già presenti da decenni e da secoli nelle acque italiane.
Pubblicato / aggiornato
il 01/04/2022 alle 12:24
Categoria:
Politica e Amministrazione