Per una nuova abitabilità dei territori montani
Per una nuova abitabilità dei territori montani è il titolo del ciclo di incontri organizzati dal Gal Valle d’Aosta, in collaborazione con il Politecnico di Torino, la Fondazione Courmayeur Mont Blanc e il Consorzio degli enti locali della Valle d’Aosta, dedicato al tema della rigenerazione del patrimonio edilizio sottoutilizzato.
Questione interessante perché coinvolge immobili di proprietà pubblica e privata, non solamente gli edifici ma anche le aree. Spazi che sono ora per lo più abbandonati e la cui rivitalizzazione, opportunamente inserita in una strategia, potrebbe essere foriera di sviluppo territoriale.
Il primo incontro si è svolto venerdì 1° aprile 2022 ed è stato dedicato al tema: Rigenerazione del patrimonio edilizio come stimolo per lo sviluppo delle comunità. Esperienze a confronto.
Davide Sapinet, assessore regionale all’Agricoltura e Risorse naturali, ha introdotto i lavori spiegando: «L’obiettivo degli incontri è innescare una riflessione sulle trasformazioni delle comunità di montagna a rischio spopolamento. Io abito stabilmente a 1.200 metri di quota e ho una percezione quotidiana».
«I nostri uffici stanno completando l’elaborazione del Piano territoriale paesistico: una strategia insediativa che parta dalla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente per giungere alla creazione di un sistema di servizi e welfare che conferisca nuova abitabilità al territorio montano», ha spiegato Carlo Marzi, assessore regionale alle Opere pubbliche, aggiungendo «Abbiamo la più bassa densità di popolazione d’Italia e il nostro è un territorio complesso e delicato. Colgo questa occasione per annunciare che, entro una decina di giorni, saremo la prima Regione italiana ad aderire alla politica dell’Osservatorio sul non consumo del suolo».
La Fondazione Courmayeur Mont Blanc, nel 2021, con la collaborazione scientifica del Politecnico di Torino ha avviato uno studio sul tema, al quale collaborano il Gal Valle d’Aosta e il Celva. «Un progetto interessantissimo – ha detto il presidente Celva Franco Manes – al quale intendiamo dare impulso con le nostre competenze ma anche con una borsa di studio». «Il Gal Valle d’Aosta opera affinché la Valle d’Aosta sia un passo davanti agli altri – ha aggiunto il presidente Alessandro Giovenzi – e ciò significa contrastare lo spopolamento dei nostri versanti, offrendo a chi vive e lavora in montagna occasioni per il proprio sostentamento».
Il presidente dell’Ordine gli architetti della Valle d’Aosta Sandro Sapia ha invitato i colleghi presenti: «Progettiamo i contenuti prima del contenitore: conosciamo i bisogni delle nostre comunità e poi rispondiamo con strutture utili e attrattive».
Il progetto di ricerca della Fondazione Courmayeur Mont Blanc per la rigenerazione del patrimonio edilizio alpino sottoutilizzato nel territorio della Valle d’Aosta è stato presentato da Roberto Ruffier (Fondazione Courmayeur Mont Blanc): «L’obiettivo è sviluppare una nuova e reale abitabilità delle Alpi che consenta una rivitalizzazione dei territori nella loro dimensione quotidiana. Una scelta legata alla rigenerazione del patrimonio edilizio, al rilancio su basi contemporanee dell’agricoltura di montagna, allo sviluppo di strategie energetiche innovative per i territori montani, al potenziamento dei servizi di prossimità, alla gemmazione di centri per la cultura e per la socialità».
Roberto Dini (Istituto di Architettura Montana – PoliTo) ha poi aggiunto: «Il lavoro si pone l’obiettivo di elaborare una strategia alla grande scala che, a partire da un processo di riqualificazione del patrimonio edilizio sottoutilizzato o abbandonato, possa incentivare la creazione di un sistema di servizi e welfare ai fini di una nuova abitabilità del territorio regionale».
Cristian Dallere (Istituto di Architettura Montana – PoliTo) ha presentato l’Atlante del patrimonio edilizio alpino sottoutilizzato in Valle d’Aosta che si basa sullamappatura dei siti (suddivisi per Unité) per capire cosa questo patrimonio potrebbe restituire al territorio. In esito, la ricerca vuole portare alla realizzazione di un progetto-pilota che possa avviare una rigenerazione.
Al convegno sono intervenuti relatori che hanno illustrato alcune buone pratiche nazionali e internazionali nel ripensare i luoghi in un’ottica di sostenibilità economica, sociale e ambientale, grazie al coinvolgimento della collettività e alle nuove alleanze pubblico-private.
L’architetto Giancarlo Allen ha illustrato l’esperienza del Premio internazionale Constructive Alps (del quale è giurato): «Hanno sinora partecipato più di 2mila progetti (una media di 400 per ogni edizione), che sono realizzazioni residenziali e produttive sul territorio, assolutamente eterogenee. Scommettiamo sulla riscoperta di un’architettura non più relegata alla pura ricerca formale o al servizio della rendita ma come arte ecologica e sociale per la valorizzazione qualitativa dei luoghi».
Silvia Givone e Chiara Missikoff hanno fornito una panoramica di metodi e approcci alla rigenerazione urbana a partire dall’esperienza concreta di progettualità sviluppate dalla Cooperativa e Impresa Sociale Sociolab per rafforzare le comunità, riqualificare e rigenerare spazi pubblici e privati ma anche per rispondere a sfide sociali con un approccio collaborativo. Sulla base della loro esperienza, hanno affermato che «Bisogna abbandonare l’approccio tradizionale alla rigenerazione urbana per passare alla progettazione aperta alla partecipazione di coloro che usufruiranno delle strutture ma che, soprattutto, saranno incaricati della gestione e manutenzione dello spazio».
Matteo Tempestini (Istituto di Architettura Montana – PoliTo) ha illustrato l’attività didattica realizzata dal Politecnico di Torino, in collaborazione con la Fondazione Courmayeur Mont Blanc, nei territori della Valdigne: un’esperienza nel corso della quale gli studenti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi sulla riqualificazione di strutture con esigenze e problematiche concrete da risolvere, elaborando soluzioni progettuali in condivisione con le comunità e gli attori locali.
A conclusione del convegno, sono stati presentati gli incontri Indagine e scenari per le comunità locali, chevedranno il coinvolgimento degli attori territoriali, per raccogliere suggestioni rispetto al patrimonio edilizio da rigenerare nella propria area e alle necessità di spazi e servizi.
Questo il calendario:
- venerdì 8 aprile – 10:30-12:30 – Courmayeur, Sala Fondazione Courmayeur, Via Roma 88/d
- martedì 12 aprile – 10:30-12:30 – Valpelline, Sala polivalente ex-centralina, Fraz. Le Cumet 9/b
- martedì 12 aprile – 15:00-17:00 – Verrès, Sala conferenze Le Murasse, Via delle Murasses 1/d
Pubblicato / aggiornato
il 04/04/2022 alle 13:09
Categoria:
Politica e Amministrazione / Video