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Terra viva VdA s’interroga sul futuro dei prodotti zootecnici valdostani

Terra viva VdA s’interroga sul futuro dei prodotti zootecnici valdostani (©RaVda) - Alcuni prodotti tipici della Valle d'Aosta

L’Associazione Liberi produttori agricoli Terra viva Valle d’Aosta si interroga su come evolverà il settore zootecnico valdostano da qui a 10 anni e cosa ne sarà dei prodotti.

«La crisi in Ucraina, oltre a mettere in ginocchio l’intera economia europea e in particolare quella italiana, ha fatto sorgere qualche dubbio ai consumatori italiani – afferma l’associazione -. Uno tra i tanti è quello legato alle ammonizioni di alcuni pastifici Italiani che dichiarano a rischio la continuità delle produzioni dovuto allo stop delle importazioni di grano dall’Ucraina. Gran parte della pasta italiana è quindi fatta con grano straniero? Un consumatore attento potrebbe dire che si sapeva da tempo che la situazione era questa, ma gran parte della platea si concentra sul paese in cui è lavorato il prodotto, pensando di comprare un prodotto italiano solo perché è stato trasformato in Italia.

Questa è una truffa legalizzata sia a discapito dei produttori agricoli italiani, che si trovano a concorrere con prodotti extracomunitari prodotti a basso costo, sia dei consumatori. Lo stesso scenario si ripete in Valle d’Aosta: il latte che troviamo sulle nostre tavole da dove viene? La carne per produrre le nostre mocette da dove viene? Perché non indicare il paese d’origine del prodotto?
Prendiamo a esempio una Dop come la Motzetta fatta con carne valdostana, che si trova a concorrere con la Mocetta fatta con carne che viene sovente da oltre oceano.
La quasi totalità dei consumatori di mocetta è convinta di mangiare un prodotto interamente valdostano, invece non è così.

Inoltre, sempre più evidente è il divario che si sta creando tra costo di produzione e prezzo di vendita dei prodotti agroalimentari – continua Terra viva – basti pensare che a oggi produrre un litro di latte in una realtà medio piccola di montagna costa da 1 a 1,20 euro al litro ma il prezzo medio che l’allevatore riesce a ottenere dalla vendita si aggira intorno ai 0,60 euro al litro. Questo porterà a un continuo impoverimento delle aziende con un’ipotetica graduale conversione forzata verso aziende sempre meno produttive».

Pubblicato / aggiornato il 15/04/2022 alle 11:13
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Categoria: Economia e Lavoro