Film Commission VdA presenta un documentario con Domenico Quirico
(©Film Commission Vallée d'Aoste) -
La locandina del documentario Il fronte interno
Venerdì 3 giugno 2022, alle ore 20.30, al Cinéma théâtre De la Ville di Aosta, è in programma la presentazione al pubblico del documentario Il Fronte interno. Un viaggio in Italia con Domenico Quirico.
Saranno presenti in sala, oltre al grande inviato di guerra, la regista Paola Piacenza, il produttore esecutivo Luca Mosso e Luca Bich, organizzatore per le riprese in Valle d’Aosta.
Il Fronte interno. Un viaggio in Italia con Domenico Quirico ha avuto il supporto del Fondo per la produzione della Film Commission Vallée d’Aoste ed è stato girato in Valle d’Aosta nel 2019. Dopo lo stop imposto dalla pandemia, il film ha avuto le sue anteprime a novembre 2021 all’International Documentary Filmfestival di Amsterdam e al Torino Film Festival, per proseguire ora il suo percorso nelle sale e nelle arene estive.
Quattro città, quattro capitoli di un viaggio in compagnia di un inviato di guerra, alla ricerca dei fronti aperti nel proprio Paese: la scuola, un’istituzione che fatica a produrre un’idea di futuro; il fallimento di un grandioso progetto industriale; isole di benessere che scoprono con stupore quanto radicalmente la realtà sia cambiata. Incontri con uomini e donne scivolati in territori privi di certezze, che impongono riflessioni sui modi e sui limiti della narrazione.
«Non sono certa di capire sempre il mio Paese – racconta Paola Piacenza, giornalista e regista – L’Italia può essere un mistero anche per chi ci vive. Fare questo viaggio, in compagnia di Domenico Quirico, incontrando i protagonisti delle storie raccontate nel film, forse ha gettato un po’ di luce su territori per me sconosciuti. L’indagine di Il fronte interno era stata sollecitata da un’urgenza già forte prima che, a causa della pandemia, la questione della povertà nel nostro Paese divenisse bruciante e conquistasse i titoli dei giornali.
Dopo l’esperienza di Ombre dal fondo, in cui Domenico Quirico aveva raccontato la sua storia e il rapporto con il proprio mestiere, abbiamo deciso di girare un film sul nostro presente e di farlo attraverso l’incontro tra il reporter di guerra, abituato a calarsi nel cuore dei conflitti e di grandi crisi umanitarie, e il quotidiano dei suoi connazionali. Siamo stati testimoni di fallimenti inaccettabili e atti di oblazione straordinari. Al di là di ogni retorica. Il viaggio e gli incontri che abbiamo fatto ci hanno permesso di riflettere sulla politica. Una politica che in Italia, ma certamente non solo qui, ha scelto di dimenticare gran parte dei suoi cittadini e di escluderli da ogni possibile visione del mondo e del futuro.
Durante i quattro anni di lavoro su questo film, ho avuto la fortuna di vedere tutto questo e condividerlo con le persone che mi accompagnavano. Non posso dire che mi sia piaciuto, di certo non mi ha fatto sentire meglio, ma mi ha fatto sentire parte di una geografia umana. E desiderare di continuare lungo il percorso che ho iniziato».
Pubblicato / aggiornato
il 27/05/2022 alle 18:53
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Categoria:
Cultura