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Posizioni divergenti sulle locazioni turistiche brevi

Posizioni divergenti sulle locazioni turistiche brevi (©Ilaria Bersi per bobine.tv) - Case in montagna

«Assoluta contrarietà d un aumento della pressione fiscale derivante dall’introduzione dell’imposta di soggiorno per le locazioni turistiche e all’introduzione di incombenze burocratiche per quei piccoli proprietari che solo saltuariamente concedono i loro immobili per finalità turistiche, in forma non imprenditoriale». È questa la posizione dell’Unione dei piccoli proprietari immobiliari della Valle d’Aosta (Uppi) relativamente al disegno di legge sulle locazioni per finalità turistiche, che sta preparando l’Assessorato al Turismo della Regione autonoma Valle d’Aosta.

L’Uppi ha aggiunto che «l’assemblea dei soci, riunitasi il 16 maggio 2019 aveva già respinto integralmente la proposta di legge e, dopo aver fornito alcune osservazioni al disegno di legge, non aveva avuto più interlocuzioni con gli uffici regionali.
Ci auguriamo che il legislatore regionale abbia recepito le osservazioni fornite e che, in particolare abbia deciso di tracciare una linea netta tra le locazioni brevi (sotto i 30 giorni), svolte in forma imprenditoriale, e le locazioni turistiche (oltre i 30 giorni), svolte in forma non imprenditoriale»
.

L’Unione ha anche espresso «preoccupazione sul fatto che l‘approvazione del disegno di legge possa comportare il venir meno di numerosi turisti negli appartamenti privati, con grave danno all’economia locale e, in particolare, travolgendo l’indotto economico dei piccoli comuni, derivante dalla presenza turistica. Meno ancora convince l’addotta motivazione del controllo del reale dimensionamento del flusso turistico quale spinta all’introduzione della legge regionale, poiché è noto che i contratti di locazione turistica superiori ai trenta giorni vadano obbligatoriamente registrati presso l’Agenzia delle Entrate, mentre le locazioni brevi inferiori ai trenta giorni prevedono l’obbligo, da parte del locatore, di denunciare in Questura l’identità del soggetto che occupa l’alloggio, basterebbe, pertanto, accedere a tali archivi per essere dovutamente al corrente della presenza turistica».

L’Uppi richiede un incontro con l’assessore, con le strutture dell’Assessorato competente e con i rappresentanti delle forze politiche per prendere visione del nuovo testo del disegno di legge regionale.

La risposta dell’Adava all’Uppi VdA

Il presidente di Adava, Filippo Gérard, ha così replicato in merito al disegno di legge: «come spesso accade quando non si hanno argomentazioni valide a sostegno della propria posizione, o peggio quando si è in mala fede, si è soliti dire che le priorità sono ben altre rispetto all’argomento oggetto della discussione: sinceramente mi dispiace rilevare che l’Uppi VdA abbia scelto questa strada invece di entrare nel merito di quanto definito da un disegno di legge regionale non più rimandabile.
Nel panorama nazionale la Valle d’Aosta è tra le ultime regioni a vocazione turistica a non aver ancora approvato una norma che disciplini l’attività delle locazioni turistiche brevi. Il fatto che questo tipo di attività non sia soggetta alla dichiarazione delle presenze turistiche ai fini Istat, all’imposta di soggiorno ha creato e sta continuando a creare un danno economico alla comunità valdostana.
Proprio sull’imposta di soggiorno, la dichiarazione di contrarietà dell’Uppi, giustificata dal fatto che genererebbe “un aumento della pressione fiscale per le locazioni turistiche”, ricordo, però, che tale imposta non è a carico dei titolari degli appartamenti, ma dei soli turisti che vi alloggiano e che riceveranno in cambio maggiori servizi durante il proprio soggiorno. Evidenziamo, infatti, che i turisti sono sempre tali sia che soggiornino in un albergo o in alloggio e, quindi, l’applicazione dell’imposta, come in tutta Italia, è necessaria anche per ragioni di equità.
La nostra categoria non è contraria, ma assolutamente favorevole a qualsiasi forma di ospitalità, a condizione che questa sia svolta alla luce del sole e con poche ma chiare regole. Bene, dunque, un disegno di legge che introduca pochi e semplici adempimenti quali, per esempio l’identificazione dell’offerta turistica, la misurazione dei flussi turistici e l’introduzione dell’imposta di soggiorno.
Non voglio entrare nel merito degli adempimenti a cui sono soggette le strutture ricettive tradizionali ma se per l’Uppi VdA l’introduzione di questi tre adempimenti significa “intasare di ulteriori leggi e procedure burocratiche un settore essenziale per l’economia valdostana”, appare evidente che la loro posizione è opportunistica, strumentale e finalizzata a continuare a operare in un mercato senza alcuna regola e controllo».

La posizione di Fiaip VdA

Anche la presidente regionale di Fiaip VdA, Nathalie Money, ha commentato la questione: «Le locazioni sono un tema che interessa da vicino anche gli agenti immobiliari, unici depositari della mediazione immobiliare sulle locazioni, siano esse residenziali o turistiche (se non esercitate in forma imprenditoriale). Circa il 50% delle regioni italiane ha regolamentato le locazioni turistiche, cosa diversa da tutte le altre fattispecie di locazioni, tra le quali anche quelle brevi, già disciplinate da una legge nazionale.
In ambiti brevi, è pertanto necessario distinguere la locazione turistica, e in particolare quella per periodi inferiori a 30 giorni per la quale non è richiesta la registrazione del contratto, da tutte le altre di periodi superiori, siano esse stipulate per lavoro, studio o anche turismo.
In relazione alle locazioni turistiche di durata inferiore ai 30 giorni, quelle per le quali le Regioni possono eventualmente legiferare, è opportuno notare che si tratta di una offerta turistica importante alternativa, e non concorrenziale, a quella alberghiera. Chi preferisce la vacanza in casa anziché in albergo ha esigenze e aspettative diverse: non si tratta della stessa clientela.
Si tratta dunque di finalità e tipologie diverse, che devono coesistere pacificamente. Riteniamo che ci debba essere alleanza, non concorrenza, sulle offerte di soggiorno a breve termine del territorio.
Riguardo all’accoglienza, la linea di Fiaip è d’accordo sulla regolamentazione finalizzata al miglioramento della qualità degli immobili; concordiamo sulla necessità di prevedere un codice identificativo dell’immobile non soltanto a fini fiscali ma anche e proprio per garantire standard minimi ai turisti. Siamo dunque favorevoli a un inquadramento chiaro dei requisiti minimi di sicurezza e decoro necessari per offrire un’abitazione in locazione.
In quanto unici sostituti di imposta, siamo già coinvolti nel processo fiscale che compete alle locazioni turistiche brevi.
Ricordiamo, però, che un piccolo proprietario-investitore privato che non fa impresa non può e non deve essere paragonato a un’impresa.
Insomma, ragionando sulla situazione del territorio della Regione Valle d’Aosta, per la quale circa la metà dello stock immobiliare residenziale è stato destinato a seconda casa – cosa che è bene ricordare, non è stata decisa dai privati cittadini ma dalle varie amministrazioni che si sono susseguite – e considerato che questo parco immobiliare deve essere inteso e sfruttato come una risorsa per il turismo e non una minaccia per una sola categoria, riteniamo opportuno un confronto costruttivo, che punti a creare un sistema di accoglienza di qualità che crei ricchezza per tutti, come la Valle d’Aosta merita
».

Pubblicato / aggiornato il 27/05/2022 alle 14:42
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Categoria: Politica e Amministrazione