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Quart: i risultati di un anno di monitoraggio della qualità dell’aria

Quart: i risultati di un anno di monitoraggio della qualità dell’aria (©Unité Mont-Émilius) - Il laboratorio mobile per la rilevazione della qualità dell'aria di Arpa Valle d'Aosta

A gennaio 2021, il Comune di Quart aveva avviato, in collaborazione con Arpa Valle d’Aosta, una campagna di misurazione della qualità dell’aria.

Le campagne di misura sono effettuate, sul territorio regionale, in siti in cui non sono presenti stazioni di misura fisse, in funzione di particolari esigenze conoscitive dello stato della qualità dell’aria.

Le campagne sono generalmente condotte utilizzando il laboratorio mobile, attrezzato con analizzatori automatici per la misura di particolato, ossidi di azoto, benzo(a)pirene, metalli pesanti e ozono; sono presenti anche i sensori necessari per determinare le condizioni meteorologiche, che possono influire sulla qualità dell’aria durante la campagna di misura. 

La vicinanza ad Aosta e la posizione collinare hanno reso il Villair de Quart un caso interessante per la valutazione della qualità dell’aria: è lontano dalle principali vie di traffico (Strada statale 26 e autostrada) e da fonti emissive puntuali (industria) ma caratterizzato da fonti emissive diffuse tipiche di un abitato suburbano. Il laboratorio era stato posizionato nel parcheggio delle scuole medie del Villair.

La campagna è durata un anno, con misure effettuate a mesi alterni, in modo da ottenere indicazioni sulla qualità dell’aria uniformemente distribuite sull’intero anno solare e con una copertura statisticamente significativa, che ha permesso un confronto con i valori di riferimento.

Arpa VdA ha, di recente, reso disponibili questi dati.

Per quanto riguarda il particolato PM10, Il valore medio misurato è di 17 µg/m3 , in linea con i livelli della Plaine di Aosta, e ampiamente al di sotto del limite normativo (40 µg/m3 ); i valori di concentrazione più elevati sono stati registrati durante i mesi più freddi, che rappresentano il periodo più critico sia a causa delle condizioni meteorologiche sia per il maggiore carico emissivo derivante dall’utilizzo del riscaldamento domestico.

Risultati simili anche per il biossido di azoto (NO2): il valore medio annuo è stato di 17 μg/m3 , tipico di aree rurali dove il contributo del traffico è estremamente ridotto.
Anche in questo caso, i mesi invernali sono caratterizzati dai valori più elevati, dovuti alle emissioni del traffico, unite a quelle del riscaldamento domestico e alle condizioni meteoclimatiche di stabilità atmosferica che favoriscono un maggior accumulo di inquinanti.

 Per tutti i metalli normati, il valore medio annuo è inferiore al valore di riferimento indicato dalla normativa.

 Infine, in merito agli IPA, il valore medio annuo è di 0.6 ng/m3 , inferiore al riferimento normativo. Le concentrazioni sono generalmente basse, a eccezione del periodo invernale quando, a causa degli abbruciamenti e dell’utilizzo della biomassa (legna o pellet) per il riscaldamento domestico, si possono registrare valori particolarmente elevati. 

Nel trasmettere i dati, Arpa VdA ha segnalato che, «sebbene tutti gli inquinanti monitorati rispettino i valori limite e i valori obiettivo, un composto che si genera nei processi di combustione della biomassa legnosa, il benzo[a]pirene, presenta, in alcuni mesi, valori abbastanza elevati. Si tratta di un inquinante riconosciuto come cancerogeno per l’uomo dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, le cui principali fonti di emissione sono gli impianti di riscaldamento alimentati a legna o pellet, nei mesi invernali, e gli abbruciamenti dei residui vegetali».

Pubblicato / aggiornato il 01/06/2022 alle 16:37
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Categoria: Politica e Amministrazione