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Italia domani in Valle d’Aosta

Venerdì 8 luglio, il tour Italia Domani, che porta in tutte le regioni italiane le informazioni relative all’utilizzo dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), ha fatto tappa ad Aosta.

Un’occasione anche per confrontarsi con il tessuto istituzionale ed economico che sarà chiamato ad attuare sul territorio le iniziative finanziate.

Al dialogo hanno principalmente partecipato i sindaci, i quali hanno messo in evidenza la difficoltà, per enti di piccole dimensioni, con organici ridotti, di partecipare ai bandi e, in caso di assegnazione, di attuare quanto richiesto nei tempi previsti.

Le risposte pervenute, come si evince anche dalla videointervista con il ministro alla Transizione ecologica Roberto Cingolani, sono state generiche, superficiali e inconcludenti.

La sinistra civica si appella a Cingolani per le criticità ambientali

Daria Pulz di Ambiente Diritti Uguaglianza ha consegnato al ministro un documento redatto in collaborazione con Area Democratica-Gauche Autonomiste e Movimento 5 Stelle Valle d’Aosta.

«Come Paese, siamo chiamati a raccogliere una sfida importante che ci vede tutti impegnati, tra istituzioni e cittadini, a rendere possibile un cambiamento vero del paradigma ambiente e società. 
Riteniamo prioritario che anche la Valle d’Aosta si faccia protagonista attiva dei cambiamenti sociali e ambientali rispondendo attivamente ai progetti di “Italia Domani” e non solo. 
Con determinazione siamo riusciti ad ottenere il finanziamento dell’elettrificazione della linea ferroviaria Aosta-Ivrea: un primo passo importante verso la transizione ecologica e la mobilità sostenibile. Importante ma non sufficiente», ha dichiarato la deputata Elisa Tripodi.
Il documento riassume gli ambiti nei quali servono al più presto politiche attive di tutela, sostegno e prevenzione: crisi idrica, aumento delle temperature, energia e sfruttamento delle risorse naturali, consumo di territorio sono alcune delle minacce che più mettono a repentaglio l’ambiente valdostano
».

Ambientalisti:

Le associazioni ambientaliste Valle Virtuosa, Eco-Zine, Comitato La Valle non è una discarica, Comitato Valle d’Aosta – 5G, salute e ambiente hanno espresso la loro perplessità dopo la visita del ministro.

«La politica portata avanti dall’Italia con il ministro della Transizione ecologica Cingolani, con la scusa del perseguimento della sostenibilità utilizza il Pnrr per tutelare gli interessi di chi produce energia con centrali termiche alimentate con metano o rifiuti (termovalorizzatori), ma anche, a causa della guerra in Ucraina, a carbone», hanno commentato in una nota diffusa il 10 luglio. 

Hanno ribadito le accuse nei confronti di una Giunta regionale che «ha una comprovata tradizione di scelte volte ad accrescere uno sviluppo economico effimero a scapito della sostenibilità ambientale: sovrasfruttamento delle risorse idriche;  concessione a imprenditori privati di aprire discariche per rifiuti industriali in luoghi inadatti a scapito delle comunità limitrofe (vedi Pompiod e Chalamy); approvazione di Programmi Regionali di Gestione dei Rifiuti che non vengono poi rispettati;  investimenti su impianti di risalita a quote sempre più elevate alla ricerca di neve sempre più scarsa;  realizzazione di impianti di innevamento artificiale che, oltre a deturpare l’ambiente, consumano grandi quantità d’acqua e di energia; proposte di costruzione di impianti di risalita in aree protette ZPS inserite nella Rete europea Natura 2000 (vedi Cime Bianche);  finanziamenti a perdere all’acciaieria COGNE che è stata recentemente svenduta a imprenditori di Taiwan;  mancanza di una sana politica del trasporto pubblico che è basato sulla gomma anziché sulla ferrovia;  realizzazione di un aeroporto commerciale inadatto ad accogliere velivoli commerciali;  investimenti sconsiderati nel Casinò di Saint-Vincent».

E hanno ribadito le loro proposte per migliorare la sostenibilità ambientale in Valle d’Aosta: «riqualificazione energetica degli edifici a cominciare da quelli pubblici; incentivazione di fonti energetiche rinnovabili (solare ed eolico);  potenziamento ed elettrificazione della ferrovia;  utilizzo delle risorse di CVA per decarbonizzare la Valle d’Aosta; razionalizzazione e tutela delle risorse idriche garantendo il rilascio nei torrenti del flusso vitale; promozione del turismo dolce;  tutela ed incremento delle zone protette;  adozione di una gestione dei rifiuti basata sulla strategia Rifiuti Zero;  potenziamento dell’istruzione pubblica ed educazione ambientale nelle scuole per una corretta alimentazione ed un sano stile di vita; coinvolgimento della cittadinanza nella cura dei beni comuni».

La risposta della Cogne Acciai speciali

La Cogne Acciai speciali ha risposto agli ambientalisti con una nota diffusa il 14 luglio 2022.

«Nel dettaglio , Cogne Acciai Speciali dalla privatizzazione a oggi (quindi dal 1994 al 2022) ha ottenuto i seguenti finanziamenti:

  • Finanziamento di Finaosta SpA, dedicato alle spese sostenute da parte di CAS per lo spostamento di alcune aree produttive all’interno del nuovo ridotto perimetro industriale, su specifica richiesta della Regione e di SVDA, liberando così il 50% delle aree “Ex Cogne” a beneficio di SVDA,  erogato   in tre tranche: 
    • in data 17.05.96 16 miliardi di lire
    • in data 19.11.96 2,914 miliardi di lire
    • in data 27.06.97 6,086 miliardi di lire
      per un totale di 25 miliardi di lire
      Si è trattato di un finanziamento a titolo oneroso e garantito da CAS
      Durata 10 anni, con 1 anno di pre-ammortamento
      Totalmente rimborsato da Cogne Acciai Speciali nel 2008
      Quindi non a fondo perduto
  • Finanziamento erogato da Unicredit insieme a Finaosta SpA allo scopo di sostenere la difficile situazione di crisi finanziaria a livello mondiale emersa nel periodo 2008/2009 :
    in data 05.11.2009: importo totale 20 milioni di euro
    Si è trattato di un finanziamento a titolo oneroso, al tasso del 5.9% e garantito da CAS
    Totalmente rimborsato nel 2017
    Quindi non a fondo perduto

Invece in merito al confronto tra contributi e versamenti di imposte negli ultimi 5 anni, la situazione è la seguente:

  • per quanto riguarda i contributi regionali a fondo perduto destinati allo sviluppo di progetti di formazione, dal 2017 al 2021, la quota è stata di euro 230.000
  • negli ultimi 5 anni (dal 2017 al 2021) la Società ha versato imposte per un totale di 53,5 milioni di euro. Fondi questi che, come previsto dall’ordinamento finanziario della Regione, sono stati destinati allo sviluppo del territorio valdostano e alla sua comunità per i 10/10.

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Pubblicato / aggiornato il 14/07/2022 alle 17:00
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Categoria: Politica e Amministrazione / Video