Cyberpornografia: nuovi tentativi di truffa
(©bobine.tv) -
L'intestazione della email della truffa di convocazione obbligatoria in Procura
Con l’avvicinarsi dell’autunno, hanno ricominciato ad arrivare nelle caselle di posta elettronica dei Valdostani messaggi che ipotizzano un loro coinvolgimento in reati di natura sessuale.
Le email sono di due tipologie: la prima appare avere quale mittente un presunto hacker che, intrufolatosi nel computer del destinatario del messaggio, sostiene di aver registrato sue sessioni di visita su siti pedopornografici. La richiesta è di un esborso in denaro al fine di non divulgare queste attività alla rete dei conoscenti del destinatario del messaggio.
La seconda tipologia, invece, appare essere inviata dalla sezione di Polizia giudiziaria della Polizia di Stato, con tanto di numero di protocollo. L’ispettore capo Luigi Pradella (realmente esistente e operante nell’aliquota del Corpo forestale operante presso la Procura di Aosta) e Catherine De Bolle (realmente operante in Europol) scrivono al destinatario delle truffa dandogli del tu (poi del voi e poi del lei) e gli annunciano che “sei oggetto di diversi procedimenti legali in vigore“. dopo aver citato una serie di articoli di vari codici, gli annunciano che “Avviamo procedimenti legali contro di te poco dopo un sequestro informatico di Cyberinfiltration per pornografia infantile, pedofilia-esibizionismo, cyberpornografia, offesa alla decenza, traffico sessuale“. Aggiungono che “Hai commesso il reato dopo essere stato preso di mira su Internet (sito pubblicitario), la visualizzazione di video pedopornografici, foto/video nudi di minori sono stati registrati dal nostro cyber-poliziotto e costituiscono la prova dei tuoi reati”. Dopodiché il destinatario del messaggio è oggetto di una convocazione obbligatoria ma, prima, è invitato “nell’interesse della riservatezza” a “farsi sentire via e-mail scrivendo le sue giustificazioni in modo che possano essere esaminate e verificate per valutare le sanzioni; questo entro il termine rigoroso di 72 ore“. Dopo questo periodo, gli scrivendo dicono: “saremo obbligati a trasmettere il nostro rapporto al procuratore della Repubblica presso il tribunale di prima istanza specialista in criminalità informatica per stabilire un mandato di arresto contro di voi, vi invieremo in questo caso una raccomanda con ricevuta di ritorno (arresto immediato) dalla Carabinieri più vicina al vostro luogo di residenza e sarete archiviati nel registro nazionale degli autori di reati sessuali. In questo caso, il suo dossier sarà anche trasmesso alle associazioni che lottano contro la pedofilia e ai media“.
Le lettera, sulla quale campeggia l’emblema verosimilmente della Repubblica italiana, mostra una firma attribuita allo stesso Pradella per conto del procuratore della Repubblica Marilinda Mineccia (effettivamente a capo della Procura di Aosta dal 2008 al 2016, poi trasferita a Novara e collocata in pensione per raggiunti limiti di età nel 2020).
La Polizia postale di Aosta è informata sull’esistenza di questi tentativi di truffa e invita coloro che ricevessero le email con la richiesta di pagamento a non procedere e la email di convocazione obbligatoria a non rispondere. In entrambi i casi, il consiglio è di inserire il mittente fra gli spam: così facendo si evita di ricevere ulteriori molestie dal medesimo mittente.
Pubblicato / aggiornato
il 20/09/2022 alle 10:38
Categoria:
Cronaca