Scuole sotto la lente per il rispetto della Gdpr
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Mani su tastiera al computer
MonitoraPA, osservatorio che misura il rispetto di quanto previsto dalla Gdpr per i portali istituzionali delle Pubbliche Amministrazioni italiane, ha inviato una pec con una richiesta di accesso agli atti a 8.254 scuole italiane, chiedendo informazioni sul trattamento dei dati, la valutazione di sicurezza, la scelta di avvalersi di fornitori terzi anche fuori dall’Unione europea.
In tutto si tratta di sei richieste e, per obbligo di legge, le scuole dovranno dare una risposta entro 30 giorni. Se non volessero fornire le informazioni sulla trasmissione dei dati, dovranno argomentare i motivi del diniego. A quel punto, si aprirebbe la possibilità di chiedere un riesame da parte del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) o del Difensore civico.
La prima richiesta riguarda la copia del contratto a di un altro atto giuridico in forza del quale l’istituzione scolastico utilizza la dad, il registro elettronico e i servizi di messaggistica e posta elettronica.
Concretamente, si tratta della delibera interna all’Amministrazione per mezzo della quale è stato varato l’acquisto di una determinata piattaforma, elencando le esigenze della scuola e le soluzioni.
Altre due richieste riguardano un approfondimento sulla valutazione d’impatto della protezione dei dati (DPIA). Le scuole sono chiamate a spiegare le misure di protezione messe in atto sia dalla piattaforma online adottata per le videoconferenze sia da quella per le email e la messaggistica.
Un altro elemento di analisi riguarda le misure tecniche previste e adottate per attivare i soli servizi strettamente necessari alla formazione.
La quinta richiesta è inerente a una valutazione dell’impatto del trasferimento dei dati all’estero (TIA). Le scuole devono rispondere della scelte delle forniture scolastiche, allegando alla risposta i preventivi richiesti.
L’ultimo punto dell’indagine riguarda una valutazione comparativa, in cui le scuole giustificheranno le loro scelte delle piattaforme.
La pec è arrivata anche alle scuole valdostane. Patrizia Bongiovanni, dirigente ITPR Corrado Gex, ci ha detto: «Abbiamo ricevuto come tutte le scuole la pec. È obbligatorio rispondere. Per il resto, non fornisco ulteriori commenti».
Federico Marchetti, dirigente dell’Istituzione scolastica Eugenia Martinet, ci ha spiegato: «ci stiamo interfacciando con il dpo (data protection officer), che ha posto un quesito al Garante per la privacy che sta analizzando il caso, per capire se si tratti di una richiesta legittima o meno. Rimaniamo, dunque, in attesa del responso del garante».
Pubblicato / aggiornato
il 24/09/2022 alle 18:00
Categoria:
Politica e Amministrazione