Al Forte di Bard il bivacco Sberna, testimonianza dei cambiamenti climatici
(©Forte di Bard) -
Da sinistra: Luigi Bardelli presidente Cai Firenze, Marco Passaleva ingegnere Cai Firenze, Carlo Barbolini, dell’impresa addetta al lavoro e membro Caai, Cristiana Casini, vicepresidente Cai Firenze, Francesco Tomé fotografo e operatore Cai Firenze, Ornella Badery, presidente Forte di Bard
Il Cai Firenze ha donato al Forte di Bard il bivacco Renzo e Sebastiano Sberna che era posizionato sul colle est del Gran Neyron, sulle pendici dell’Herbetet a 3414 metri, all’interno del Parco nazionale Gran Paradiso.
La struttura – di proprietà del CAI Firenze – era stata chiusa nel luglio 2019 per problemi di stabilità legati alla forte riduzione del ghiacciaio del Gran Neyron. L’aumento delle temperature aveva già portato alla scomparsa del ghiaccio sul fianco nord del colle su cui era posta la struttura, trasformando il già ripido pendio in frana di sfasciumi di terra e rocce in continua erosione. Di qui la decisione di chiuderlo e ora di portarlo in sicurezza a valle.
Nelle prossime settimane il bivacco sarà collocato al Forte di Bard: «ne racconteremo la storia, dalle origini sino alla sua attuale mutata funzione, una testimonianza delle conseguenze della riduzione dei nostri ghiacciai, che andrà ad arricchire i percorsi espositivi in corso legati al progetto Save the glacier» commenta la presidente del Forte di Bard, Ornella Badery.
Pubblicato / aggiornato
il 29/09/2022 alle 09:54
Categoria:
Politica e Amministrazione