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Luigi Fosson nuovo presidente Adava

Luigi Fosson nuovo presidente Adava (©Laura Agostino per bobine.tv) - Luigi Fosson e Alessandro Perosino

Lunedì 3 ottobre 2022, si è riunita l’Assemblea elettiva dell’Adava, Associazione albergatori e imprese turistiche della Valle d’Aosta. 

Nel collegio sindacale, sono state confermate le uscenti Elena Vesan e Monica Meynet ed è entrato Alberto Charles.

Due i binomi candidati alla presidenza e vicepresidenza. La coppia Luigi Fosson-Alessandro Perosino ha ottenuto 251 preferenze mentre la coppia Rémy Herren-Alessio Berthod ne ha ottenute 166. Le schede bianche sono state quattro. I votanti, complessivamente, sono stati 421.

assemblea Adava
Il ringraziamento dell’Assemblea Adava agli uscenti Filippo Gérard e Camillo Rosset

La proposta Fosson-Perosino

Alessandro Perosino (32anni albergatore di Saint-Vincent) ha preso la parola per primo. Ha ricordato di essere il proprietario di un hotel di famiglia che è alla terza generazione e che suo nonno fu fra i fondatori dell’Associazione: «Per me l’Adava è una grande famiglia dove il problema di ogni singolo associato è il problema degli uffici e della presidenza. 
Vorremmo dare maggior dinamicità agli Enti bilaterali soprattutto per quanto riguarda la ricerca del personale. A livello di contratto, vorremmo inserire la mancia obbligatoria o un’altra forma di incentivo che possa incentivare i giovani a entrare nel settore. 
Vorremmo essere filo conduttore fra le generazioni e dare un futuro al nostro settore
».

Luigi Fosson (albergatore trasversale di Champoluc) ha proseguito: «la nostra eventuale presidenza sarebbe in continuità con la gestione Gérard-Rosset, portando avanti i dossier avviati e riprendendone in mano alcuni per ridare loro impulso. Per esempio quello dei trasporti, che riguardano i clienti ma anche il personale.
Pensiamo a una presidenza collegiale, affinché ci sia un confronto continuo con gli specialisti di ogni singolo settore. Dobbiamo supplire alla mancanza di immaginazione e di desiderio di immaginare soluzioni per il futuro che caratterizza la politica. 
Per quanto riguarda l’energia, nonostante la Valle d’Aosta produca interamente quanto consuma, deve soggiacere a prezzi decisi in landa. In questo la politica dovrebbe avere uno scatto di orgoglio. In Italia vi sono 40 zone franche. La Valle d’Aosta potrebbe essere una zona franca energetica.
Per quanto riguarda il reperimento del personale, è necessaria una riflessione profonda. Che parte dalla possibilità di offrire ai dipendenti appartamenti dignitosi, che garantiscano loro la doverosa privacy. Viviamo tutti una situazione di denatalità e quindi dobbiamo attrarre professionalità dall’esterno che desiderino radicarsi. Potremmo pensare a una legge regionale che permetta a un albergo di fare alloggi per il personale su un terreno pubblico o su terreno agricolo, anche in maniera condivisa fra più strutture. È sicuramente un programma a lungo termine ma dobbiamo intervenire sin d’ora per generare un’inversione di tendenza.
Nel nostro programma, miriamo alla qualità. La capacità di attrarre parte dall’offerta di un soggiorno eccellente. Abbiamo 3,5 milioni di presenze anni. Il Trentino ne fa 18 e l’Alto Adige 34. Noi abbiamo i quattro 4mila dell’arco alpini, abbiamo un ricco patrimonio culturale. Alzare la qualità ci permetterà di alzare i prezzi, aumentare l’occupazione e vivere meglio. 
Per fare tutto ciò c’è bisogno di incentivi. I contributi vanno bene nel periodo emergenziale. Dobbiamo fare in modo che ci sia liquidità. Anche solo con una garanzia delle Regione che permetta di avere un tasso d’interesse basso. 
Abbiamo bisogno di riscoprirci e inorgoglirci. Noi possiamo essere un diamante. Una ciliegina sulla torta delle Alpi
».

La proposta Herren-Berthod

Rémy Herren (42 anni, albergatore di Aymavilles) ha detto: «Ho fatto parte del direttivo e Filippo Gérard mi ha chiesto la disponibilità a candidarmi per questo ruolo. Intendo mettere in questo mio percorso, se sarò scelto, un grande entusiasmo. 
Veniamo da una stagione soddisfacente, con numeri che non vedevamo dal 2005. Una boccata di ossigeno, dopo anni di difficoltà. Tuttavia c’è preoccupazione per i mesi che verranno: incertezza economica, rincari energia, reperimento del personale, cambiamenti climatici non ci permettono di dormire sonni tranquilli.
Il nostro programma parte da un’idea di Associazione molto concreta: un luogo dove affrontare i problemi del settore (e il primo sarà quello del reperimento del personale). Continueremo la collaborazione con la Fondazione turistica per la formazione dei ragazzi, avvieremo colloqui con scuole alberghiere in Francia e Svizzera per portare giovani all’interno delle nostre strutture.  Intendiamo aumentare i servizi associativi con un ufficio personale che effettui una scrematura dei curricula che sono presentati. Intendiamo attivare nuovi corsi, collaborando con Projet formation per dare una nuova opportunità a persone di fascia d’età più elevata. 
Dobbiamo affrontare il problema dei costi energetici, potando la reale preoccupazione degli associati su tutti i tavoli. Crediamo sia necessario un intervento a livello nazionale. Ben venga l’aiuto sugli investimenti previsto dalla nuova legge regionale ma bisogna anche pensare a chi non ha capacità d’investimento. 
Vorremmo continuare il confronto con la politica ed essere indirizzo delle scelte.
Vogliamo un’associazione inclusiva, che cresca in qualità ma anche in quantità. Non vi devono essere differenze territoriali poiché la Valle d’Aosta è regione che ha molto da offrire a una clientela turistica variegata.
Il problema degli affitti brevi deve essere risolto grazie alla regolamentazione del settore. Anche chi scegli una ricettività non alberghiera deve pagare l’imposta di soggiorno. La strada sembra tracciata ma restiamo fra le ultime regioni italiane a legiferare in materia.
Un ultimo passaggio sui giovani: ringrazio Giorgia Vigna per l’impegnò e riteniamo che i giovani debbano avere maggior spazio di stimoli nella vita associativa. La maggior parte delle nostre attività carattere familiare e il ricambio generazionale è fondamentale.
Comunque vadano le elezioni, auspico non vi siano divisioni e fazioni ma la categoria deve essere unita per difendere e sostenere i propri interessi.
»

Alessio Berthod (albergatore di Courmayeur e rifugista nel Grand San Bernardo) ha aggiunto: «Occorre, soprattutto in alcune zone, trovare soluzioni abitative per il personale. Cercheremo di portare nuovi servizi: per gli adempimenti amministrativi straordinari, per agevolare la scelta fra le proposte dei fornitori».

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Alessio Berthod e Rémy Herren

Pubblicato / aggiornato il 03/10/2022 alle 17:47
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Categoria: Economia e Lavoro