Ausl VdA: un laboratorio sulla dipendenza dal gioco d’azzardo patologico
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Occhio ragazzi! Al gioco non si vince e vi spieghiamo il perché è il titolo del laboratorio interattivo sulla dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, in programma dal 24 al 30 ottobre 2022, presentato venerdì 21 ottobre ad Aosta.
In Valle d’Aosta, il 42,8% dei residenti tra i 15 e i 64 anni ha giocato d’azzardo almeno una volta negli ultimi 12 mesi, e il 32,8% quando si considera la popolazione fra i 65 e i 74 anni.
Alla luce di questi dati, è stato allestito il workshop Occhio ragazzi! Al gioco non si vince e vi spieghiamo il perché che intende, fra gli altri obiettivi, far acquisire ai partecipanti familiarità con le leggi del caso del gioco, facendo loro acquisire consapevolezza sulle conseguenze del gioco d’azzardo.
L’assessore alle Politiche sociali del Comune di Aosta, Clotilde Forcellati ha commentato: «gli Enti Locali devono essere in prima linea per far conoscere questa patologia. Per far fare esperienze in u’età in cui fare esperienza è fondamentale, ecco che dunque lo svolgimento di questa settimana è cruciale. Abbiamo 29,2% di giocatori minorenni in Italia e l’età di iniziazione al gioco è dai 9 ai 12 anni».
Ha poi fatto un focus sulla situazione del gaming durante il covid: «nel periodo della pandemia, la gente ha sperimentato la solitudine e in questa solitudine tutte le fasce d’età hanno avuto accesso al gioco online, dal bambino, all’anziano».
Il laboratorio è rivolto ai ragazzi dai 13 anni in su e ha la durata di un’ora (dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 16.30), alla Cittadella dei Giovani di Aosta.
Cinque scuole superiori valdostane e due scuole secondarie di primo grado prendono parte ai laboratori: «a scuola, oltre alle altre materie, si inserisce l’educazione civica per formare i cittadini di domani, anche in un’ottica di sviluppo e consapevolezza del benessere della persona per prevenire le patologie anche legate alle dipendenze e allo stress» ha spiegato la sovrintendente agli Studi, Marina Fey.
Il direttore generale dell’Usl, Massimo Uberti, ha rimarcato: «occorre rendere inefficaci anche quei meccanismi psicologici che fanno sì che anche se si perde si rimane attaccati al gioco».
Pubblicato / aggiornato
il 21/10/2022 alle 12:26
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Categoria:
Salute