2012-2022: 10 anni dal referendum per la realizzazione di un pirogassificatore
(©Ilaria Bersi per bobine.tv) -
Valle Virtuosa ha festeggiato il decimo anniversario della vittoria referendaria per bloccare la realizzazione del pirogassificatore sabato 19 novembre 2022, in Piazza di Porta Praetoria ad Aosta.
Nel corso di una conferenza stampa, svoltasi nel pomeriggio di sabato 19, l’associazione ha spiegato: ” la campagna per il no era stata forte e impegnata, eppure eravamo riusciti a raggiungere il quorum. Quello è stato il primo referendum propositivo a passare, in Italia.
Noi abbiamo proposto l’avvio di un percorso di buona gestione dei rifiuti: la raccolta porta a porta, la tariffa puntuale.
Eppure, ad oggi, dieci anni dopo quel referendum, ci ritroviamo, ancora al di sotto del 65% che era il limite obbligatorio da raggiungere, nella raccolta differenziata, nel 2012.
Ancora sussistono difficoltà: non in tutte le zone della regione è effettuata la raccolta dell’umido, e quella porta a porta, i subato, che erano 9, e adesso sono stati ridotti a 5, ma i sistemi di raccolta sono ancora 9″.
Valle Virtuosa ha dunque lanciato un appello alla politica valdostana affinché “prenda atto del problema, lo affronti alla base (con raccolta porta a porta, compostaggio domestico, tariffa puntuale, introdurre vuoto a rendere).
La politica deve dare risposte puntuali e agire”.
Valle Virtuosa ha aggiunto: «la vittoria referendaria è arrivata perchè Valle Virtuosa ed il Comitato del Sì hanno saputo convincere i Valdostani che il modo più efficace ed efficiente per smaltire i rifiuti non era bruciarli in un costoso ed inquinante impianto di incenerimento ma coinvolgere la comunità per ridurli, riusarli, differenziarli e riciclarli.
È impellente la necessità di passare dall’economia lineare, che si basa sullo sfruttamento indiscriminato delle risorse del pianeta per produrre merci che diventano rapidamente ingombranti rifiuti, a quella circolare che prevede il riuso ed il riciclo degli scarti per ridurre al minimo sia lo spreco di risorse che l’inquinamento.
La strategia Rifiuti Zero, portata avanti da Valle Virtuosa a partire dalla campagna referendaria, non è un’utopia ma un tassello importante ed irrinunciabile verso l’economia circolare.
L’Amministrazione regionale non ha accettato la sconfitta e, sebbene a parole abbia detto di voler adottare la strategia Rifiuti Zero, nei fatti ha operato per ostacolarla.
Altrimenti non si spiegherebbero:
- la mancata uniformizzazione dei sistemi di gestione dei rifiuti passando da nove SubATO, che operano in modo scoordinato, ad un unico ATO che coordini l’attività di raccolta a livello regionale
- l’adozione di tariffe di conferimento dei rifiuti al centro di Brissogne che di fatto penalizzano la raccolta differenziata “porta a porta” incentivando quella stradale
- la mancata raccolta dell’umido in tutto il territorio regionale
- la mancata adozione della tariffa puntuale volta a premiare gli utenti che si impegnano a differenziare in modo corretto, rispetto a quelli che si comportano in modo negligente. Il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti attualmente in vigore (2022-2026) prevede il superamento di tutte le criticità sopra esposte, ma al momento non abbiamo constatato alcun significativo cambiamento rispetto al passato: nemmeno la raccolta della frazione organica è stata avviata, come deliberato, in ogni comune. Sarà nostra cura continuare a vigilare per segnalare alla comunità valdostana eventuali divergenze rispetto a quanto programmato dal Prgr».
Il commento di Valle d’Aosta Aperta
«La data odierna riveste un’importanza fondamentale per la Valle d’Aosta. 10 anni fa le valdostane e i valdostani hanno deciso, attraverso lo strumento del referendum propositivo, che no, non si sarebbe costruito un pirogassificatore (nome carino per inceneritore) per i rifiuti solidi urbani. Una grandissima mobilitazione di persone, associazioni, partiti e movimenti ha informato, raccolto firme, informato ancora la popolazione valdostana, la quale, il 18 novembre 2012 ha scelto.
Dopo 10 anni siamo felici di ribadire che non abbiamo un camino di 60 metri alle porte di Aosta (che conoscendo la “passione” della politica locale per le cattedrali nel deserto sarebbe lungi dall’essere terminato), un po’ meno per la lentezza delle strade intraprese per la gestione dei rifiuti urbani e per i continui riferimenti anche oggi, da parte di noti esponenti di maggioranza e minoranza, sulla costruzione di inceneritori nonostante sia stato ampiamente chiarito che i rifiuti dei valdostani non sarebbero assolutamente sufficienti per mantenere un impianto.
Come forze che si riconoscono in Vda Aperta partecipammo, anche in altre vesti, con altri nomi, a tutte le fasi che portarono al referendum e riteniamo importante ribadire oggi, oltre al doveroso ringraziamento per le associazioni che promossero e sostennero la lotta referendaria, e alla solidarietà per i territori che ancora, o di nuovo, si trovano a combattere contro questa follia di bruciare i rifiuti, che non dobbiamo abbassare la guardia. L’ignavia delle molte amministrazioni che si sono succedute e purtroppo anche il Covid hanno fatto perdere tanto, troppo tempo per obiettivi assolutamente raggiungibili. Il nuovo piano rifiuti è stato definito da esperti portati in commissione regionale come “molto ambizioso”, avrebbe dovuto esserlo fin da subito. La decisione delle valdostane e dei valdostani di 10 anni fa è più attuale che mai, non molliamo e contribuiamo, ora come allora a farla attuare!».
Pubblicato / aggiornato
il 19/11/2022 alle 17:21
Categoria:
Politica e Amministrazione