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L’Adieu des glaciers: a Jussara Zanoli il premio Forte di Bard 2022

L’Adieu des glaciers: a Jussara Zanoli il premio Forte di Bard 2022 (©Forte di Bard) - L’Adieu des glaciers: a Jussara Zanoli il premio Forte di Bard 2022

Il progetto L’Adieu des glaciers: ricerca fotografica e scientifica, prodotto dal Forte di Bard, intende proporre un viaggio iconografico e scientifico tra i ghiacciai dei principali Quattromila della Valle d’Aosta per raccontare la storia delle loro trasformazioni. L’iniziativa si traduce in un lavoro di studio sul Monte Rosa, Monte Cervino, Gran Paradiso e Monte Bianco e si sviluppa nell’arco di quattro anni, uno per ciascuna realtà fisica e culturale connotativa della regione alpina, grazie al supporto di numerosi enti ed istituzioni. Dopo aver esplorato il gruppo del Monte Rosa e il Monte Cervino, il viaggio alla scoperta della storia e dello stato di salute dei ghiacciai italiani continua nel 2022 con un focus interamente dedicato al Gran Paradiso nell’anno in cui si celebrano i cento anni dall’istituzione del Parco Nazionale.

La mostra Il Gran Paradiso: ricerca fotografica e scientifica, allestita al Forte di Bard dal 9 luglio al 13 novembre 2022, ha come principale oggetto di indagine l’area glaciale e periglaciale compresa tra le valli di Cogne, Valsavarenche, Valle di Rhêmes, Valgrisenche, Valle Soana e Valle Orco.
I curatori del progetto sono Enrico Peyrot, fotografo e storico della fotografia e Michele Freppaz, professore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, che si è occupato della parte scientifica.

Per la parte della mostra dedicata alla ricerca scientifica hanno contribuito più di 80 autori che hanno risposto all’invito lanciato dal Comitato Glaciologico Italiano e dalla Cabina di Regia dei Ghiacciai Valdostani per raccogliere dati inerenti alle ricerche condotte prevalentemente nei gruppi del Gran Paradiso ma anche del Grande Sassière-Rutor. Dati che forniscono un’analisi dettagliata delle caratteristiche ambientali di questi territori, costituiti da ghiacciai, praterie, laghi e da una straordinaria biodiversità. Nel massiccio del Gran Paradiso si contano più di 60 ghiacciai che coprono una superficie di circa 29 km2, tre quarti della quale sul versante valdostano. Anche questi ambienti subiscono gli effetti del riscaldamento globale. Un’accurata analisi climatologica condotta da Luca Mercalli e collaboratori evidenzia come nel Gruppo del Gran Paradiso le temperature siano aumentate di 1,5 °C dal 1994 in poi, pari a uno spostamento delle fasce climatiche di quasi 300 metri verso l’alto. I ghiacciai rispondono a questa alterazione del clima arretrando e perdendo volume, fenomeni percepibili a occhio nudo, con i confronti fotografici e grazie alle preziose serie storiche di misure prese sul terreno.

Dal 1993 il Corpo di Sorveglianza del Parco Nazionale del Gran Paradiso collabora con il Comitato Glaciologico Italiano nel monitoraggio e nelle misurazioni frontali della maggior parte dei ghiacciai dell’area protetta. La serie storica quasi trentennale di osservazioni evidenzia l’inarrestabile processo di arretramento di tutte le fronti glaciali misurate, con una media di -12,8 m/anno dal 1993 (-13,1 m nel 2021). Il Ghiacciaio del Grand Etrèt rappresenta il “sorvegliato speciale” del Parco. Dal 1999, infatti, alla misurazione frontale si affianca l’esecuzione del bilancio di massa. I 20 anni di bilanci di massa negativi su 22 destano preoccupazione per la salute del ghiacciaio, che dal 1999 ha perso per fusione uno spessore medio di 22 m di ghiaccio, vedendone dimezzata la superficie. Altro sorvegliato speciale è il Ghiacciaio Ciardoney. Dopo le prime osservazioni negli anni ’70 del Novecento, viene monitorato dalla Società Meteorologica Italiana dal 1986 per le variazioni frontali, e dal 1992 per il bilancio di massa. La fronte si è ritirata di circa 350 m dal 1986 e di 500 m dal 1971.

Dal 16 luglio fino al 9 ottobre il Forte di Bard ospita il progetto espositivo del 25° Gran Paradiso Film Festival GPFF in mostra – Il Gran Paradiso e il suo Re: un doppio viaggio nei segreti dell’animale simbolo del Parco Nazionale Gran Paradiso, lo stambecco. Gli scatti del fotografo Giorgio Marcoaldi  e le immagini cinematografiche straordinarie dei registi francesi Anne ed Erik Lapied raccontano una storia di equilibrio fra uomo e natura e di reciproca salvezza, nel primo Parco nazionale d’Italia.

Il progetto espositivo si snoda attraverso la storia, i luoghi, le caratteristiche ed il valore simbolico dello stambecco alpino, offrendo ai visitatori vari spunti e suggestioni per avvicinarsi alla realtà unica del Gran Paradiso.

L’evento di inaugurazione si svolgerà il 16 luglio, alle ore 19.30, e vedrà la presenza dei suoi protagonisti – Giorgio Marcoaldi e Anne ed Erik Lapied.

Le borse di studio

Nell’ambito del progetto l’Adieu des Glaciers è stato assegnato il premio rivolto a studenti che si sono occupati del tema dei cambiamenti climatici nelle aree glaciali del Cervino. Il premio Laurea magistrale è stato assegnato a Silvia Greco, di Torino, laureata in Fisica all’Università di Torino, per le sue ricerche sulla concentrazione atmosferica di CO2 monitorata alla stazione meteorologica di Plateau Rosa.

È stato anche assegnato il premio di studio Forte di Bard 2022.

Il premio Laurea magistrale del valore di 1000 euro è stato assegnato a Jussara Zanoli, di Saint-Christophe, laureata in Scienze geologiche all’Università di Torino con una tesi in geomorfologia e cartografia. La tesi di laurea discussa da Jussara Zanoli ha avuto come oggetto l’analisi geomorfologica del versante orientale della Testa del Ruitor (Valgrisenche),con particolare riferimento alla Deformazioni Gravitative Profonde di Versante di Beauregard e ai principali elementi geoambientali.

La giuria ha espresso il seguente giudizio: «L’argomento è stato approfondito mediante un’accurata indagine bibliografica e con un approccio metodologico multidisciplinare, volto a comprendere non solo la geometria ma anche la dinamica evolutiva del fenomeno. L’analisi geomorfologica ha consentito inoltre di individuare e descrivere numerosi elementi geoambientali di particolare interesse scientifico e paesaggistico, quali tracce del modellamento glaciale, gravitativo e torrentizio. I dati ricavati dalle attività sul campo, dalle foto aeree e dai modelli digitali del terreno sono stati elaborati in maniera approfondita, evidenziando un’elevata capacità di analisi e sintesi dei risultati ottenuti. I metodi di indagine individuati e correttamente applicati hanno permesso di raggiungere efficacemente gli obiettivi previsti nell’ambito della tesi».

Il lavoro della giuria – formata dalla Presidente dell’Associazione Forte di Bard, Ornella Badery, Michele Freppaz per Università di Torino, Fabrizio Troilo per Fondazione Montagna Sicura, Igor Rubbo per Arpa e Fiorella Acquaotta per Comitato Glacialogico Italiano – è stato particolarmente difficoltoso per la qualità degli elaborati presentati da tutti e quattro i partecipanti. Con Jussara Zanoli hanno concorso Andrea Mainetti, di Verrès, Hervé Blanc, di Saint-Marcel e Marta Zoppi, di Torino.

Pubblicato / aggiornato il 12/12/2022 alle 16:13
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Categoria: Cultura