VdA Aperta: una crisi di nomi e non di programmi
(©Laura Agostino per bobine.tv) -
La conferenza stampa dii Valle d'Aosta aperta del 14 febbraio 2023
Martedì 14 febbraio 2023, Valle d’Aosta Aperta ha commentato il protrarsi della crisi in Consiglio Valle in un incontro con la stampa.
Alex Glarey (AduVdA) ha affermato: «È in corso il tradizionale gioco autonomista della spartizione delle poltrone mentre i Valdostani sono lasciati soli davanti alla crisi. La Giunta del presidente dimesso Lavevaz continua a lavorare come se nulla fosse cambiato mentre il Consiglio Valle, che è nel pieno delle proprie funzioni e potrebbe lavorare, è bloccato dalla maggioranza e dalla Lega. Vi sono problemi irrisolti: il traforo del Monte Bianco e la gestione del suo cantiere di manutenzione, il progetto scomparso per la fattibilità del collegamento Cime Bianche, l’ospedale, il piano casa e i suoi derivati. Per quanto ancora la Regione imporrà ai Comuni la deroga e si resterà privi di questo strumento di programmazione urbanistica? Per i Vigili del fuoco e il Corpo forestale il Consiglio, se volesse, potrebbe approvare in pochi giorni la legge sulla sicurezza proposta dai lavoratori e rivista in base alle indicazioni dei sindacati. Questo Consiglio potrebbe intervenire sulla questione della preferenza unica e introdurre la rappresentanza di genere. Potrebbe promuovere un piano di controlli contro il gioco d’azzardo. Dopo le delibere che prevedevano la valorizzazione delle discariche, la Giunta dovrà discutere il rinnovo della concessione per la discarica di Pompiod, richiesto dal gestore. Su questi temi ci aspettiamo che la nuova maggioranza dica qualcosa».
Erika Guichardaz (Area democratica), ha integrato: «Parlare di un’alleanza autonomista-progressiste è senza senso. Io, di quell’alleanza, avevo fatto parte ma di progressista non c’è assolutamente più nulla, a parte il nome. È evidente dall’emergenza e dalla crisi sociale che stiamo vivendo. Le persone non riescono a pagare le bollette. Il bando affitti è più stringente e molti non potranno accedervi. Sono arrivati anche alcuni sfratti. E gli eletti stanno in silenzio, senza rispondere in alcun modo. Vi è la questione del diritto alla salute. È sotto gli occhi di tutti la continua privatizzazione della sanità. Presto ci troveremo anche con la RSA del JB Festaz che dovrà essere spostata, il personale dovrà essere ricollocato (o ridotto) e di tutto ciò non sappiamo nulla. Eppure stiamo parlando di lavoro che dovrebbero partire da qui a poco. La scuola è completamente abbandonata non solo per quanto riguarda l’edilizia scolastica: manca una politiche che parli dell’annosa questione delle palestre e del personale (con le segreterie che dovranno gestire le risorse del Pnrr). Senza parlare di abbandono scolastico e del calo degli iscritti dell’Università della Valle d’Aosta. Tutti questi temi appartengono al mondo progressista di cui ci sentiamo di far parte. Un progressista mai avrebbe negato il referendum consultivo, mai avrebbe permesso una giunta senza donne, mai avrebbe permesso di rallentare la legge contro le discriminazioni e il piano triennale contro la violenza sulle donne. Non abbiamo toccato il tema del presidente perché è ridicolo che si parli di un nome quando la priorità dovrebbe essere la discussione sul programma. La disillusione dei cittadini deriva dall’idea che, una volta che si è votato, chi prende le decisioni per ii cittadini si dimentica di dare risposte alle loro esigenze. Questa è una maggioranza molto poco autonomista e per nulla progressista, nella quale non ci possiamo riconoscere. Tornare al voto sarebbe stato più corretto. Da qui in avanti, ci impegniamo a battere sui punti evidenziati e che devono essere una priorità».
Quindi VdA Aperta intende pressare i gruppi politici affinché la discussione avvenga sul merito e sui programmi invece che sulle persone e sulle alleanze. La pressione politica sarà mantenuta con comunicati stampa per far emergere i dossier sommersi. «Vorremmo anche richiedere ai cittadini di partecipare – ha spiegato Glarey –: ci aspettiamo che anche le associazioni civili facciano sentire la loro voce per ottenere le risposte dovute. Le informazioni sono chiuse dentro il Palazzo e cerchiamo di portarle fuori, senza fare politica urlata, che non serve».
Inoltre si potrebbe riunire il Consiglio e intervenire su alcuni temi strategici ma (sono ancora parole di Glarey) «La Lega avrebbe i numeri per agire ma non fa niente, non svolge il proprio ruolo facendo l’opposizione che dovrebbe fare».
Uno sguardo alle possibili elezioni è inevitabile: «Siamo pronti qualora i 60 giorni scadessero inutilmente. Se anche troveranno una soluzione ora, arriveranno al 2025? E in che modo? Ma, soprattutto, ci arriverà la Valle d’Aosta?», ha concluso Guichardaz.
Pubblicato / aggiornato
il 15/02/2023 alle 10:11
Categoria:
Politica e Amministrazione