VdA Aperta interroga i parlamentari sul Superbonus
(©Laura Agostino per bobine.tv) -
La presentazione della lista Valle d'Aosta Aperta
Valle d’Aosta aperta interviene sulla questione Superbonus con una nota del 22 febbraio 2023: «Il governo di centro destra guidato dalla Presidente Meloni continua a dare il peggio di sé ad ogni decreto; l’ultimo provvedimento dà il colpo di grazia a decine di migliaia di imprese, anche in Valle d’Aosta. Prima il dimezzamento in legge di bilancio della misura “Transizione 4.0” per tutte le imprese produttive, ora lo stop alla possibilità di utilizzare la cessione del credito e sconto in fattura per tutti i bonus edilizi».
Proseguono Area democrativa. AduVdA e il Movimento 5 Stelle: «Il Governo ha deciso di fare un salto indietro di almeno 7 anni, da quando è stato introdotto il meccanismo della cessione dei crediti, ben prima, quindi, della nascita del Superbonus. Un colpo basso a un settore, quello dell’edilizia, che ha inciso in modo determinate sulla crescita record del PIL nel 2021 (+6,6%) e nel 2022 (+3,9%) e alla riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare italiano, determinante per contenere lo sperpero energetico e perseguire la transizione ecologica.
Ci chiediamo cosa farà Forza Italia in questo Governo, dopo avere presentato numerosi atti in Parlamento a favore del Superbonus e di tutti gli altri bonus».
Valle d’Aosta aperta si chiede anche «cosa ne pensino i parlamentari valdostani: il deputato Manes, che con le sue astensioni continua a non dire e fare nulla contro questi provvedimenti che mettono in ginocchio un settore importante anche in Valle D’Aosta, e la senatrice Spelgatti, dello stesso partito del ministro Giorgetti che ha scritto la norma in oggetto e che è già entrata in vigore».
In conclusione, secondo VdA Aperta, «Il Superbonus poteva essere rivisto in maniera progressiva e condivisa, con le organizzazioni di categoria.
Questo governo, invece, ha deciso di abbandonare l’intera filiera dell’edilizia raccontando, in continuità con i progetti dell’ex Presidente Draghi, finte mancanze di risorse e trovando ogni modo per distruggere definitivamente questa misura, con il silenzio accomodante dei due parlamentari valdostani».
Sulla questione abbiamo ricevuto un «no comment» da parte del senatore Nicoletta Spelgatti. Il deputato Franco Manes ha invece affrontato la questione in una propria nota del 23 febbraio: «una tematica estremamente articolata che sta creando incertezze e perplessità all’intero settore edilizio e delle professioni tecniche. Le modalità messe in atto per bloccare la misura appaiono assolutamente inopportune e stanno creando grande confusione, anche perché spesso e volentieri l’informazione è poco chiara e il dibattitto politico risulta troppo acceso. Sul fatto che la misura originaria potesse essere un’ottima opportunità per l’intero paese non ci sono dubbi ma le domande da porsi dovrebbero essere: Tale misura è stata gestita bene?, era sostenibile?, è stata governata adeguatamente?, l’impianto applicativo-tecnico era adeguato? Personalmente da cittadino, da architetto non credo proprio. Nessuna certezza, infinite risposte dall’Agenzia delle Entrate, cittadini e imprese in totale confusione. Non per niente nel decreto aiuti quater art.9,avevo redatto un emendamento presentato poi dal Senatore Durwalderner, che garantiva sostanzialmente un regime cuscinetto prima che le modifiche previste nel Dl aiuti quater sul superbonus assumessero efficacia. Il vero errore è stato questo, non prevedere quello che oggi ci troviamo ad affrontare. L’auspicio è che il superbonus possa, nel più breve tempo possibile diventare un bonus ordinario strutturale, che raccolga in se tutte le agevolazioni previste ad oggi, immaginando un sistema misto tra cessione di credito e mutui a tasso agevolato garantito dallo Stato. Ora però è importante garantire l’immediata liquidità alle imprese e chiarire molto bene cosa sia successo all’interno della gestione sin dall’origine della misura stessa».
La componente delle minoranze linguistiche alla Camera dei Deputati è al lavoro per presentare degli emendamenti al decreto, essendo il decreto in prima lettura alla Camera. Gli emendamenti saranno depositati entro il 6 marzo.
Pubblicato / aggiornato
il 23/02/2023 alle 16:47
Categoria:
Politica e Amministrazione