Consiglio Valle il 2 marzo 2023
(©Consiglio Valle) -
L'aula del Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Il Consiglio Valle si riunirà in sessione straordinaria giovedì 2 marzo 2023, alle ore 10.
Lo ha convocato il presidente Alberto Bertin, dopo aver sentito la Conferenza dei Capigruppo, riunita nella mattina di mercoledì 1° marzo.
All’ordine del giorno dell’adunanza vi è l’elezione del presidente della Regione e degli Assessori regionali.
Sarà anche ridefinita la composizione delle Commissioni consiliari permanenti e del Comitato paritetico di controllo e valutazione delle politiche regionali e della qualità della normazione.
I commenti della minoranza
Lega Vallée d’Aoste, Forza Italia, Pcp e Misto
I gruppi Lega Vallée d’Aoste, Forza Italia, Progetto Civico Progressista e Misto, a seguito della Conferenza dei Capigruppo di oggi, mercoledì 1° marzo 2023, prendono atto che nella giornata di domani, «su proposta della maggioranza di 17+2, si tornerà in Consiglio per votare lo stesso Presidente, la stessa squadra di governo e lo stesso programma con però un’unica novità, il cambio della modalità di voto.»
«Il metodo adottato nella scorsa seduta – aggiungono i consiglieri -, che ha garantito la segretezza del voto, è stato bocciato dalla futura traballante maggioranza. A questo proposito rimane un’unica domanda: per quale motivo?».
VdA Aperta
«Dopo che la quasi maggioranza ha scritto la peggiore pagina della Storia del Consiglio regionale, come affermato proprio da alcuni dei 19 protagonisti della vergognosa bocciatura della Presidenza e del Programma di Testolin, ci si sarebbe aspettati un comportamento responsabile e un naturale passo indietro dall’assalto alle poltrone di potere.
E invece no.
Come se nulla fosse si replica lo sgorbio politico giusto con un po’ di cenere cosparsa sul capo e qualche irritato schiaffo retorico ai misteriosi franchi tiratori. L’unica novità è il ritorno alla vecchia modalità di voto che non garantisce la sua segretezza.
Ancora più grave risulta la distanza dei 19 Consiglieri delle poltrone dall’opinione pubblica scandalizzata. In questo incomprensibile teatro dell’assurdo cercano di recuperare, con qualche artificio, un nodo politico irrisolto: la defenestrazione di Lavevaz e Barmasse ad opera dei “colonnelli” UV, che palesemente puntavano ad un allargamento politico verso destra.
Ora, ottenuta la caduta ma non la svolta a destra, pare non solo irrituale ritentare con un Testolin sfiduciato a più riprese, ma politicamente osceno insistere nel voler affidare il potere ai “colonnelli” per fare una politica di centrodestra (quante iniziative liberiste sono state votate 33 su 35?) con il patetico appoggio del PD.
Senza una donna in giunta, facendo scempio dell’ambiente, senza nessuna iniziativa credibile sul fronte sociosanitario e osteggiando l’approvazione della legge contro le discriminazioni ferma da maggio in Commissione, ancora pensano di far credere alla bufala del governo progressista?».
La richiesta di convocazione
La richiesta di un Consiglio straordinario era stata avanzata da 19 consiglieri: Testolin, Marguerettaz, Grosjacques, Sapinet, Barmasse, Rosaire e Lavevaz del gruppo UV; Jordan, Bertschy, Caveri, Chatrian del gruppo AV-VdAU; Marzi del gruppo SA; Cretier, Padovani, Bertin, Guichardaz e Malacrinò del gruppo FP-PD; Carrel e Rollandin del gruppo PlA.
Nella mattina di martedì 28 febbraio 2023, la Presidenza del Consiglio Valle aveva ricevuto la richiesta di convocazione di una sessione straordinaria dell’Assemblea per eleggere il presidente della Regione e gli assessori regionali, a seguito della presa d’atto delle dimissioni rassegnate da Erik Lavevaz da presidente della Regione il 25 gennaio 2023 e dopo la mancata elezione del presidente candidato Renzo Testolin nella seduta del 24 febbraio, oltre che per ricomporre le Commissioni consiliari permanenti e il Comitato paritetico di controllo e valutazione delle politiche regionali e della qualità della normazione.
La richiesta di un Consiglio straordinario è stata sottoscritta da 19 consiglieri: Testolin, Marguerettaz, Grosjacques, Sapinet, Barmasse, Rosaire e Lavevaz del gruppo UV; Jordan, Bertschy, Caveri, Chatrian del gruppo AV-VdAU; Marzi del gruppo SA; Cretier, Padovani, Bertin, Guichardaz e Malacrinò del gruppo FP-PD; Carrel e Rollandin del gruppo PlA.
La reazione delle opposizioni
Forza Italia
Al peggio, purtroppo, sembra non esserci fine. Dopo la vergognosa pagina offerta ai valdostani nel Consiglio Valle di venerdì, con la nuova maggioranza “autonomista e sinistra” a 19 sfiduciata dagli stessi consiglieri che l’hanno proposta in aula, ora si è di fronte addirittura all’assurdo. Il presidente in pectore Renzo Testolin e la sua sgangherata maggioranza hanno ufficializzato la richiesta, nei prossimi giorni, di provare nuovamente a votarsi in Consiglio regionale, come se quello accaduto appena qualche giorno fa non fosse altro che un piccolo sfogo infantile di qualcuno solito evidentemente a giocare (anziché amministrare) sulla pelle dei valdostani all’interno della massima assemblea rappresentativa regionale. Insomma, siamo di fronte a una vergognosa sceneggiata, che mina dalle fondamenta la credibilità di una classe politica dimostratasi già incapace, negli ultimi anni, di andare oltre personalismi e lotte intestine per la gestione e il mantenimento del potere. In un simile contesto, penoso e sconcertante poiché caratterizzato da un ennesimo passaggio politico gestito in solitaria da coloro che le istituzioni le hanno mortificate con le loro magre figure a ripetizione, nel caso non fosse possibile tornare immediatamente al voto, come Forza Italia ribadiamo la nostra convinta collocazione all’opposizione. Un’opposizione che sarà sempre costruttiva, nel merito dei problemi da risolvere, come dimostrato finora sui dossier della legge elettorale, della sanità, degli aiuti a imprese e famiglie, della mobilità, della casa ed edilizia residenziale pubblica, della mobilità e dell’equiparazione economica e previdenziale dei Vigili del Fuoco e dei Forestali, poiché per contrastare l’attuale deriva politica valdostana non resta che aggrapparci alla capacità di fornire risposte ai valdostani, anche e soprattutto grazie alla grande disponibilità dimostrata sin da subito dal governo di centrodestra a Roma. Per il resto, non ci resta che sperare in un domani migliore per la Valle d’Aosta. Perché o prima o dopo la parola passerà di nuovo ai valdostani.
Lega Vallée d’Aoste
La Lega Vallée d’Aoste prende atto della convocazione della Conferenza dei Capigruppo di domani propedeutica all’organizzazione di una nuova seduta straordinaria del Consiglio regionale. Questa decisione conferma la volontà di condurre un nuovo tentativo di varare una maggioranza a “17+2” già bocciata dai suoi stessi componenti meno di una settimana fa.
Non si comprende quale sia il senso di continuare a riproporre una compagine debole, non solo nei numeri, da una parte tenuta assieme dalla paura di qualcuno, dall’altra minata al suo interno da atavici e insanabili contrasti, così come palesemente emerso nel voto di venerdì scorso.
Ci rincresce che a fronte di emergenze quali, a mero titolo di esempio, le liste di attesa in sanità o il dramma degli sfratti che si sta consumando in queste ore, qualcuno preferisca riprovarci a “17+2” piuttosto che lavorare seriamente per dare alla nostra Regione un Governo solido e stabile.
La Lega Vallée d’Aoste forte della propria rappresentanza di un terzo del Consiglio regionale, della sua unità, dei suoi valori continuerà a perseguire gli obiettivi che si era posta sin dal suo ingresso in Consiglio regionale a tutela della Comunità valdostana.
Resta il fatto che la pagina vergognosa di venerdì scorso non sarà cancellata da nessun esame di riparazione.
Pubblicato / aggiornato
il 01/03/2023 alle 11:08
Categoria:
Politica e Amministrazione