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Consiglio comunale ad Aosta il 22 e il 23 marzo 2023

Consiglio comunale ad Aosta il 22 e il 23 marzo 2023 (©bobine.tv) - Una riunione del Consiglio comunale di Aosta

Il Consiglio comunale di Aosta si è riunito il 22 e il 23 marzo 2023.

Dopo l’approvazione dei verbali della seduta precedente, il Consiglio ha proceduto all’analisi e all’approvazione della prima variazione del Bilancio di previsione 2023/25.

Equilibri di genere nelle rappresentanze regionali

È seguito un ordine del giorno dei consiglieri Foti e Boccazzi in merito agli equilibri di genere nelle rappresentanze regionali: «alla luce della scarsa rappresentanza femminile all’interno del Consiglio regionale, occorrerebbe creare le condizioni culturali, legislative e amministrative affinché non si verifichino situazioni di rappresentanza monogenere nelle giunte regionali e che siano garantite reali pari opportunità di accesso al Consiglio Regionale attraverso una rinnovata legge elettorale».
La consigliera Cecilia Lazzarotto ha commentato: «quando parliamo di pari opportunità parliamo di un concetto ampio che include, ad esempio, l’orientamento sessuale, l’età, la religione e non solo un elemento escludendo gli altri. Il problema sta alla base della nostra società e non è dunque solo un problema politico. Noi come politici possiamo lavorare affinché queste discriminazioni vengano meno. Le donne in Giunta RaVdA c’erano ma hanno deciso di lasciare, purtroppo. Diciamo che la situazione politica attuale non è delle più semplici e l’idea di andare a elezioni anticipate non la vedo come un cosa produttiva per la cittadinanza».

A prendere la parola è stato poi Paolo Laurencet: «io faccio una professione dove ci sono più colleghe che colleghi e il mercato probabilmente è più avanti di tutti. Vedo anche che il Primo Ministro è donna».
L’assessore Loris Sartore ha affermato: «il dibattito mi ha appassionato. Ritengo che il tema nelle Istituzioni e non solo sia importante e rispetto al quale c’è ancora molto da fare. A livello personale, credo che il tema dbba essere affrontato ancora in questa sede e in altre. Non mi sento di partecipare alla votazione di questo ordine del giorno».
Al commento di sartore si è unito il consigliere Antonio Crea: «Credo che, anche a livello regionale, siano sempre state rispettate le disposizione di legge».
Laurent Dunoyer ha commentato: «l’UV è contrario a quest’ordine del giorno e ritengo che si dovrà nuovamente riflettere su questa tematica ma non è questo il modo di affrontare in politica queste questioni».
Il vicepresidente del Consiglio Renato Favre: «dietro questa tematica avete voluto nascondere i vostri conflitti. Il dibattito fatto cosa può interessare ai cittadini? nessuno ha parlato della questione principale: la non governabilità».

Lega VdA, in una nota di giovedì 23 marzo, ha affermato: «il Gruppo consiliare Lega Vallée d’Aoste ha preso atto di una vera e propria guerra intestina della maggioranza. Una lotta che, nonostante il sindaco abbia sempre rassicurato tutti sul fatto che nessuno sarebbe mai riuscito a dividere la maggioranza, ha fatto emergere in maniera esplosiva diversità di vedute che finora sono rimaste latenti.
Una diversità di vedute dovuta chiaramente al fatto che la sinistra, che oggi governa la città di Aosta, è divisa tra mille sigle che arrivano sino alla scissione dell’atomo. Ma non solo. La divisione, nello specifico, riguardava oggi coloro che sostengono la Giunta regionale, a costo di abdicare alle proprie stesse idee politiche, e fra chi quella maggioranza non la appoggia.
Dal canto nostro, di fronte a tale ipocrisia, abbiamo scelto di non togliere “le castagne dal fuoco” ad una maggioranza che è disposta a rinunciare ai propri ideali pur di mantenere posizioni di potere ed abbiamo perciò votato contro l’ordine del giorno»
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VdA Aperta ha commentato così la discussione sull’ordine del giorno: «presentato dai consiglieri comunali Diego Foti e Luciano Boccazzi, in continuità con le iniziative depositate dalle consigliere regionali di PCP in questo Consiglio regionale e in accordo con Valle d’Aosta Aperta, serviva a sollecitare un intervento da parte della Politica rispetto alla rappresentanza di genere in Giunta e Consiglio regionale.
Un’iniziativa importante al fine di operare tutti per il superamento dell’attuale situazione di non eguaglianza tra i generi; forse fin troppo delicata nei toni, rispetto allo scandalo della Giunta di soli uomini, ma responsabilmente non si era voluto esagerare.
Abbiamo, invece, assistito, ad uno spettacolo indegno, in cui Pd e Rete Civica si astengono, votano contro o persino si assentano pur di non votare. Tutto pur di non far arrabbiare l’Union Valdôtaine.
Il Pd locale, dopo non aver rispettato gli impegni con elettori e alleati, tradisce anche la nuova Segretaria Schlein non votando un ordine del giorno che chiedeva la creazione delle “condizioni culturali, legislative e amministrative affinché non si verifichino situazioni di rappresentanza monogenere nelle giunte regionali e che siano garantite reali pari opportunità di accesso al Consiglio Regionale attraverso una rinnovata legge elettorale” della Regione».

Area Democratica – Gauche Autonomiste, martedì 28 marzo 2023, ha espresso la sua opinione in una nota stampa: «il triste spettacolo messo in scena dal PD e da esponenti di RC, rispetto all’ordine del giorno che si limitava ad auspicare il rispetto dei principi costituzionali, avrebbe potuto essere evitato dal Sindaco Nuti che aveva la possibilità di chiedere a tutti il rispetto di quanto contenuto nel programma di governo, evitando una sguaiata caduta di stile per giustificare l’ingiustificabile assenza di donne in una Giunta Regionale.
Il sindaco però ha fatto di peggio, dicendosi stupito per “una sinistra che litiga e si crea nemici da 100 anni”. Rispetto a questa affermazione gli chiediamo subito una presa di distanza, visto che, oltre a ricordarci bene quale sia il Programma di PCP, gli rammentiamo anche che è proprio grazie a quella sinistra “critica” e ai suoi elettori che oggi Nuti è Sindaco.
Capiamo la difficoltà del PD che a Roma, con la deputata Boldrini e la Segretaria Schlein, chiede il rispetto dei principi costituzionali, ma tanto più sono inaccettabili ad Aosta le affermazioni dell’Assessora Forcellati e della delegata in direzione Lazzarotto, che si trincerano dietro alla riforma della legge elettorale, quando la presenza della donna in giunta è una scelta politica o dietro alla non attinenza del tema con il Consiglio comunale quando lo stesso Consiglio si è spesso occupato nei suoi ordini del giorno di politica internazionale, diritti e altri temi più generali su scala mondiale.
Il rispetto della Costituzione rientra in quei valori antifascisti di cui tutti i rappresentanti delle istituzioni dovrebbero essere portatori. E Area Democratica Gauche Autonomiste ha assunto il compito di difendere quei valori davanti all’elettorato aostano e valdostano: per nessuna ragione verrà meno a questo impegno»
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Dichiarazione dei Comuni valdostani per un’Europa fedele e democratica

I consiglieri di Pcp hanno sottoposto all’attenzione dei consiglieri un ordine del giorno sulla dichiarazione dei Comuni valdostani per un’Europa fedele e democratica.
Il consigliere Fabio Protasoni ha spiegato: «premettiamo che è compito dell’Unione Europea promuovere lo sviluppo della partecipazione democratica e la crescita delle istituzioni nel rispetto del principio di sussidiarietà e che i cambiamenti sociali, economici e politici nei territori e nelle comunità dell’Europa hanno concentrato i bisogni e le attese delle cittadine e dei cittadini europei sulle istituzioni locali definendone un ruolo inedito di rappresentanza e di innovazione. Rimarco che l proposta di aderire a questa proposta viene dai Jeunes Européens Fédéralistes (JEF VdA). È un documento alla base di una campagna di sensibilizzazione e coinvolgimento delle valdostane e dei valdostani attraverso i nostri enti locali».
Il sindaco Gianni ha così commentato: «riteniamo che quest’azione, compiuta per iniziativa della Jef, sia un’espressione confortante per noi che non siamo più giovanissimi e per i cittadini europei di domani Se i cittadini non condividono e approvano le decisioni a livello europeo è difficile vivere la politica europea nel quotidiano».
il consigliere Pietro Varisella ha aggiunto : «aderiamo all’iniziativa. Crediamo, inoltre, che bisognerebbe promuovere la conoscenza dell’Unione Europea e dei suoi valori».
L’ordine del giorno è stato approvato.

Forza Italia focalizza la sua attenzione sul dossier relativo all’ampliamento dell’Ospedale Umberto Parini.

Mozioni

Lega VdA intendeva concentrarsi sul regolamento sullo spazio e le aree pubbliche di Aosta, strade precollinari.

La riqualificazione di via Archibugio

Via Archibugio è stata al centro di una mozione della Lega.
Togni ha evidenziato: «via dell’Archibugio è molto degradata, soprattutto ha una pavimentazione fortemente deteriorata. È usata dagli automobilisti, spesso, come scorciatoia alternativa a via Lys e i veicoli la percorrono a una velocità eccessiva, soprattutto se rapportata alla larghezza della strada. Occorre provvedere a una riqualificazione della via che preveda di minima la sua ri-pavimentazione e, al tempo stesso, provvedere ad uno studio che verifichi la possibilità di renderla Ztl».

L’assessore ai lavori pubblici Corrado Cometto si è così espresso a riguardo: «non ho mai notato grandi ammaloramenti. Effettivamente ho visto situazione paragonabile alla media alta della città. C’è stato un intervento di Open Fiber. Le criticità maggiori riguardano, quindi, gli scavi di una ditta privata».

Ponte di collegamento con l’Envers

Il consigliere Sergio Togni ha focalizzato l’attenzione su un nuovo ponte di collegamento con l’Envers: «la mozione nasce da esigenze concrete e reali: migliorare la viabilità. Ogni giorno i nostri cittadini, quelli dei comuni limitrofi e i visitatori si trovano in difficoltà. Le rotonde per ridistribuire il traffico funzionano fino ad un certo punto di densità, oltre si imballano. Il risultato è un imbuto totale e generato sul Pont-Suaz. L’accesso dal lato dell’Envers alla città di Aosta si ha tramite tre ponti sulla Dora. Ciò fa sì che i cittadini che devono accedere alla città hanno delle difficoltà. L’attraversamento della Dora è stato uno fra i noti più importanti da risolvere: anni fa, è stata realizzata, a Montfleury, una passerella ciclo-pedonale che, però, non risolve il vero problema che è l’imbuto generato dal ponte a Pont-Suaz. L’alternativa del ponte di Aymavilles è troppo distante, Pollein è più vicino ma non è una vera alternativa. Lo spirito della mozione è quello di sedersi al tavolo per una questione che va risolta, in colloquio franco con le Amministrazioni limitrofe ed i livelli superiori come la Regione e gli Enti dello Stato. ».
L’assessore alla pianificazione territoriale e alla mobilità, Loris Sartore, ha risposto: «il tema è tornato in attualità, nel 2021, in Consiglio valle con un’interpellanza di Mauro Baccega. L’allora assessore regionale Carlo Marzi disse che non vi erano ipotesi nella programmazione regionale e che sarebbe servito uno studio generale. Non abbiamo individuato questo intervento tra quelli prioritari. Nel caso in cui il tema sia preso in considerazione dalla Regione e con i Comuni limitrofi sarà oggetto di confronto e verifiche. Al momento non ci sentiamo di poterci impegnare ad inserirlo tra le opere prioritarie. o sviluppo edificatorio lascia pochi spazi per un attraversamento del genere. Forse verso il quartiere Dora ci sarebbero meno complicazioni. Ma saremmo però molto prossimi al ponte di Pollein. Poi c’è la zona di Pont-Suaz che vede tutta una serie di zone edificate che lasciano poco spazio. Proseguendo ci troviamo a Montfleury, zona tutelata dal punto di vista paesaggistico e sportiva. Da lì siamo al confine con Sarre. Lì lo spazio ci potrebbe essere. La previsione del Piano regolatore di Sarre prevedeva una rotonda all’altezza di La Grenade, in cui si potrebbe collocare un attraversamento verso l’Envers. Però lì si trova anche l’attraversamento dell’autostrada».
Sartore ha aggiunto: «il nostro Piano regolatore si era posto il problema e aveva individuato delle soluzioni nel prolungamento di via Paravera, a completamento di un’arteria che alleggerisca via Carrel e via Caduti del Lavoro collegandosi con quartiere Dora e regione Borgnalle. Ma anche l’ipotesi della bretella da via Vittime del Col du Mont fino a via Page, che passa attorno al Pala Miozzi, tornata in auge con il Pnrr. Il tentativo è quello di ridurre il traffico veicolare. Vogliamo ridurre la pressione sulla città. Servono quindi punti di attestamento e uno di questi è la Porta sud con la previsione di individuare, insieme ad altri tre punti, delle cerniere di viabilità».
La mozione è stata respinta.

Le mozioni di Renaissance Valdôtaine riguardano: attività commerciali danneggiate da cantieri particolarmente invasivi, i parcheggi per i disabili, il decoro del tratto lungo la ferrovia, l’adozione delle aree verdi.

Rapporti con le vie private

Il consigliere Giovanni Girardini ha portato l’attenzione sulla gestione dei rapporti con le vie private della città: «ci sono vie che sono formalmente private (vedi via Gastadi, o via Sacchi), ma che ci sono anche realtà in cui convivono più proprietà compresa quella comunale (soprattutto vie laterali di Corso Lancieri). C’è anche da rimarcare che gli interventi di manutenzione in queste realtà da parte dell’Amministrazione non sono nel primo caso possibili , e che nel secondo caso diventano difficilissimi da gestire. nella realtà dei fatti queste aree sono parte della città e impattano sull’immagine dei quartieri. Spesso queste realtà sono frutto di una gestione per lo meno poco avveduta nel rilascio di permessi di costruzione in tempi passati. Spesso l’Amministrazione deve comunque intervenire in queste aree per fognature, fibra, acquedotto, metano, teleriscaldamento e altro e che alla fine dei lavori rimangono sempre e solo tacconi».
La vicesindaco Josette Borre ha spiegato: «a livello patrimoniale, laddove la proprietà è privata è privata e l’intervento del pubblico non è previsto. Le realtà citate non sono le uniche e sono particolari. Il discorso è diverso laddove non siamo coinvolti, dove una parte è di nostra proprietà e lì l’area risente dei soliti problemi (carenza economica; la necessità di mille interventi ovunque e le risposte, dunque, non arrivano immediatamente)».
È intervenuto il consigliere Sergio Togni che ha commentato: «forse è il caso che l’Amministrazione comunale acquisti queste strade. penso che i cittadini, pur di vedere che l’area sia sottoposta a manutenzione, accettino anche la quasi donazione».
Borre ha aggiunto: «di cittadini che vorrebbero venderebbe al Pubblico una parte delle loro proprietà perché sia manutenuta ce ne sono diversi. Però, nel caso, occorrerebbe istituire un criterio che non escluda nessuno, che non faccia preferenza fra città e collina».
La mozione è stata respinta.

Forno crematorio per gli animali

Il gruppo della Renaissance ha affrontato la tematica del forno crematorio per gli animali d’affezione. «La Valle d’Aosta, così ad esempio come la Liguria, non ha un centro di cremazione per gli animali. Tutto ciò ha un costo per i padroni, basti pensare al trasporto, al viaggio. Non è una cosa che, a norma di legge, richieda questioni complicatissime: in Piemonte, il luogo adibito alla cremazione è un capannone, senza ciminiere o camini particolari, con un forno a cisterna con un altro forno sopra: un’area semplice».
Borre ha spiegato: «per il tramite di Aps o degli Uffici, vogliamo fare una sorta di valutazione di fattibilità rispetto a un investimento di questo tipo. però, non essendo parte del nostro Programma di Governo e dovendo fare delle scelte, rimane in coda alle nostre scelte. Probabilmente c’è stato un tentativo da parte di un privato, però non è così semplice come lei l’ha posta. Continueremo il nostro percorso di valutazione su questo tema, dobbiamo solo capire come promuovere un’apertura, un intervento del privato senza che il Comune se ne faccia carico. Ricordo che , a giugno 2021, avevamo approvato un’iniziativa che andava in questa direzione».
Girardini ha evidenziato che «il privato in questione a me risulta essere stato fermato ale pratiche dell’Amministrazione regionale».
È intervenuta la consigliera Cristina Dattola che ha sottolineato: «ritengo che questa Amministrazione abbia il dovere di portare avanti il tema».
Anche il consigliere Bruno Giordano ha preso la parola: «nel futuro programma di Governo, in uno dei primi punti, inserirò la realizzazione del forno crematorio per animali, ma anche la realizzazione di un cimitero per gli animali d’affezione. L’attuale forno crematorio, ogni anno, realizza una plus valenza e cioè i tempi di manutenzione straordinario si sono allungati e questo ha consentito al Comune, al Celva e alla RaVdA di riprogrammare ridestinando questo surplus a una manutenzione di lunga scadenza. Perché non utilizzare quei soldi per un progetto che è molto sentito dalla popolazione aostana e non solo?
Se al proprietario si richiede: l’iscrizione all’anagrafe canina, la microchippatura, le vaccinazioni e via dicendo, non mi sembra corretto trattare questa tematica con leggerezza.
Avremo un cimitero sovradimensionato per gli umani, visto che la cremazione è il metodo più utilizzato e ciò significa che, in proiezione e in modo separato, avremo gli spazi consoni necessari alla realizzazione di un cimitero per animali. Questo è il valore di civiltà che civilmente potremo dare alla popolazione».
La mozione è stata respinta.

Quelle di Forza Italia trattano di: baby pit-stop, piazza San Francesco, la situazione di piste ciclabili e strade, il cantiere di pedonalizzazione dell’area dell’Arco d’Augusto, la facciata del cimitero.

Interrogazioni

Forza Italia interroga l’assessore competente in merito alla scuola di Porossan.

La Giunta è chiamata a rispondere a Renaissance Valdôtaine in merito allo stato delle tubazioni dell’impianto di irrigazione.

Il commento di Forza Italia

Nella mattina di venerdì 24 marzo, Forza Italia, tramite una nota, «ha  sollevavano dubbi e perplessità sul modo di agire dell’Amministrazione cittadina». Nel dettaglio, il gruppo ha rimarcato che «la politica degli annunci della giunta Nuti si è rivelata con le gambe corte e, nel corso del consiglio comunale, ha presentato un conto salatissimo ad Aosta e agli Aostani.
Dopo aver annunciato ai quattro venti e in pompa magna “progetti strategici” per il futuro della città come quelli per la realizzazione di un nuovo palaghiaccio e per la riqualificazione dell’area ormai abbandonata del maneggio, ieri nel giro di appena qualche minuto si è scoperto che entrambi gli interventi non si faranno per la mancanza della necessaria copertura economica. Circostanza gravissima, ancor più grave se si considera che, per quanto concerne il palaghiaccio, il Comune di Aosta perderà il finanziamento di 1.5 milioni di euro proveniente dal Pnrr.
Sul maneggio, invece, dopo aver annunciato fino ad appena qualche settimana fa l’intenzione di riqualificare la struttura attraverso risorse del PNRR, sempre ieri si è scoperto che queste risorse mai arriveranno perché la giunta Nuti ha già partecipato a uno specifico bando PNRR nel 2022, non venendo però inserito in graduatoria. Peccato soltanto che nessuno dall’Hôtel de Ville si fosse ricordato di comunicare questo piccolissimo dettaglio. Almeno fino a ieri.
Nel frattempo, sulla nuova scuola annunciata a Porossan tutto tace ormai da quasi due anni e sugli interventi di pedonalizzazione e riqualificazione delle piazze dell’Arco d’Augusto e della Repubblica incombe la mancanza di fondi certi per avviare e per portare a completamento i lavori.
Una domanda sorge ora spontanea: su chi ricadono le responsabilità politiche di questo flop?»
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Pubblicato / aggiornato il 23/03/2023 alle 17:11
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Categoria: Politica e Amministrazione