11 Comuni valdostani dicono no al cibo sintetico
(©Coldiretti) -
La locandina della petizione di Coldiretti contro il cibo sintetico
Sono 11 i Comuni valdostani che, alla data del 30 marzo 2023, hanno approvato una delibera di sostegno alla petizione di Coldiretti contro il cibo sintetico e 3.500 i Valdostani che hanno firmato la petizione.
Il Consiglio dei Ministri, lunedì 28 marzo 2023, ha approvato il disegno di legge che vieta la produzione e l’immissione sul mercato di alimenti e mangimi sintetici. Il provvedimento sancisce il divieto di impiegare, nella preparazione di alimenti o bevande, vendere, detenere per vendere, importare, produrre per esportare, somministrare o comunque distribuire per il consumo alimentare, cibi o mangimi costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali vertebrati.
Con la petizione, Coldiretti intendeva promuovere una legge che vietasse la produzione, l’uso e la commercializzazione del cibo sintetico in Italia, dalla carne prodotta in laboratorio al latte prodotto senza le mucche fino al pesce senza mari, laghi e fiumi. «Non c’è solo la bistecca in provetta. Infatti la società Remilk vuole poi aprire una fabbrica chimica in Danimarca per la produzione di latte sintetico realizzato in laboratorio senza mucche. In Germania si lavora a bastoncini di sostanza ittica coltivati in vitro senza aver mai neppure visto il mare, mentre negli Usa si stanno buttando anche sul sushi in provetta» ha spiegato l’Associazione.
Coldiretti ha spiegato le ragioni del suo no al cibo sintetico:
- è prodotto in un bioreattore
- è dannoso per l’ambiente, in quanto consuma di più e inquina di più del tradizionale sistema di produzione del cibo
- omologa le scelte alimentare dei cittadini
- favorisce gli interessi economici-commerciali di pochi
- spezza il legame che unisce cibo e natura
Coldiretti focalizzando l’attenzione sulla carne prodotta laboratorio aveva spiegato «non salva gli animali perché viene fabbricata sfruttando i feti delle mucche; non salva l’ambiente perché consuma più acqua ed energia di molti allevamenti tradizionali; non aiuta la salute perché non c’è garanzia che i prodotti chimici usati siano sicuri per il consumo alimentare, non è accessibile a tutti poiché per farla serve un bioreattore; non è neppure carne ma un prodotto sintetico e ingegnerizzato»
Il direttore della Coldiretti regionale, Elio Gasco ha aggiunto: «lo stop al cibo sintetico salva un comparto strategico per il Made in Valle d’Aosta, l’agricoltura, che oggi vale la sopravvivenza di duemila aziende agricole sul territorio, e l’intera filiera agroalimentare nazionale diventata la prima ricchezza dell’Italia nonostante le difficoltà legate alla pandemia e alla crisi scatenata dalla guerra».
I ministri all’Agricoltura e Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida e alla Salute Orazio Schillaci hanno commentato: «guardiamo alla tutela della nostra collettività. Abbiamo voluto tutelare la nostra cultura e la nostra tradizione, anche enogastronomica. Se si dovesse imporre sui mercati la produzione di cibi sintetici, ci sarebbe maggiore disoccupazione, più rischi per la biodiversità e prodotti che, a nostro avviso, non garantirebbero benessere».
Pubblicato / aggiornato
il 30/03/2023 alle 09:46
Categoria:
Politica e Amministrazione