Uno studio sulla funzione prefettizia del presidente della Regione
Martedì 4 aprile 2023, è stato presentato lo studio sulla funzione prefettizia del presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, promosso dal Consiglio Valle e realizzato dal Dipartimento scienze politiche e sociali dell’Università degli studi di Trieste a seguito di un bando pubblico.
Una fra le principali peculiarità dell’ordinamento giuridico valdostano è l’attribuzione al presidente della Regione dell’esercizio delle funzioni prefettizie, che altrove spettano al Prefetto nell’ambito di ciascuna circoscrizione provinciale. Fu, infatti, il decreto legislativo luogotenenziale n. 545 del 7 settembre 1945 a prevedere la soppressione della Provincia di Aosta e della figura del prefetto, quale rappresentante territoriale dell’autorità governativa, con devoluzione al presidente del Consiglio della Valle – oggi al presidente della Regione – di “tutte le attribuzioni che le leggi vigenti conferiscono al Prefetto“.
Lo studio, curato da Roberto Louvin, professore associato di diritto pubblico comparato dell’Università di Trieste, ripercorre le dinamiche che furono alla base dell’attribuzione delle funzioni prefettizie, indaga il concreto svolgersi di queste funzioni fino ai giorni nostri senza trascurare il confronto con le altre realtà ad autonomia speciale italiane e uno sguardo comparato più ampio.
«Lo studio è il frutto di una complessa ricerca durata quasi due anni e fa luce su un aspetto originale e positivo del modello autonomistico della Valle finora poco conosciuto – ha detto Roberto Louvin, curatore del volume -. L’attribuzione dei compiti prefettizi al Presidente della Regione ha un’origine storica singolare, ma si può dire, alla prova di settant’anni di esercizio, che è ormai ben radicata e aggiungerei che ha dato vita a una formula a cui oggi guardano con interesse, come hanno confermato gli autorevoli interventi dei colleghi Rolla e Cosulich che hanno partecipato allo studio, anche le altre Regioni e Province autonome.
Lo Stato qui non è una presenza lontana e antagonista ma è concretamente rappresentato da un organo elettivo, il Presidente della Regione, che opera come snodo operativo efficace in una Regione che oltretutto ha anche le competenze che altrove svolgono le Province. È necessario però ‘coltivare’ seriamente questa originalità, tenere alto il livello qualitativo dell’amministrazione regionale, preservare la sua neutralità nello svolgimento di questi delicati compiti e completare rapidamente, con alcuni interventi attuativi, l’aggiornamento della normativa in questa materia.»
Alla serata sono intervenuti Roberto Louvin, Professore associato di diritto pubblico comparato dell’Università di Trieste, Giancarlo Rolla, già Professore ordinario di diritto pubblico comparato dell’Università di Genova, e Matteo Cosulich, Professore ordinario di diritto costituzionale dell’Università di Trento, che hanno contribuito alla realizzazione dello studio.
Pubblicato / aggiornato
il 06/04/2023 alle 07:29
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Cultura / Video