Decreti ingiuntivi in vista contro i debitori di Telcha
(©Laura Agostino per bobine.tv) -
Le Associazioni dei consumatori Svcu, Adiconsum e Federconsumatori
Potrebbero arrivare nel giugno 2023, con la chiusura del bilancio dell’anno termico, i primi decreti ingiuntivi ai condomini inadempienti del teleriscaldamento Telcha. La notizie viene dal’Association valdôtaines consommateurs et Usagers (Avcu), che commenta: «Una situazione di incertezza che si aggiunge al già lungo iter di tensione vissuto dai consumatori in questo ultimo anno contrassegnato da continui incrementi delle tariffe, causati dalla situazione geopolitica in atto, che hanno visto aumenti anche del 140%. Oggi i costi si sono nuovamente adeguati al mercato ma permane il problema di chi non è riuscito a saldare il debito accumulato».
L’Avcu, insieme alle altre associazioni dei consumatori valdostani, per trovare una risposta adeguata agli utenti, dice di aver avviato «diverse azioni che hanno visto il raggiungimento di alcuni risultati ma che, ad oggi, non risultano risolutivi dell’intera situazione in atto».
Nel mese di gennaio 2023, in seguito alla conferenza stampa di denuncia dell’aumento ingiusto e spropositato dei costi del teleriscaldamento Telcha tenutasi nel mese di dicembre 2022 [vedasi alla sezione successiva], si è svolto un incontro organizzato dal sindaco del Comune di Aosta Gianni Nuti alla presenza dei vertici di Telcha. In seguito, il 22 febbraio, ha avuto luogo un ulteriore incontro che ha visto anche la partecipazione dell’assessore regionale Luigi Bertschy. L’esito di questi due incontri ha permesso di trovare un accordo tra parte politica e Telcha. L’accordo prevedeva la costituzione di un tavolo di lavoro permanente finalizzato a risolvere i problemi delle inadempienze dei consumatori e la possibilità di ricontrattualizzare le quote fisse dei vecchi contratti ad oggi troppo alte.
«Un risultato positivo ma non sufficiente per tutti gli utenti – scrive Avcu in una nota -. Infatti, è necessario, come già evidenziato e richiesto nell’ultima riunione, indire un nuovo incontro alla presenza anche degli amministratori condominiali che possiedono i numeri e i dati dei condomini che non sono riusciti a saldare il loro debito». Le Associazioni dei consumatori valdostane riferiscono di aver chiesto più volte ai vertici di Telcha di programmare un nuovo incontro con tutti i soggetti chiamati in causa per trovare delle modalità di pagamento affinché i condomini inadempienti non si trovino a ricevere i decreti ingiuntivi. Nessuna risposta ad oggi è pervenuta.
Dunque l’Avcu chiede a Telcha «con urgenza, di mantenere fede alla parola data tramite l’organizzazione dell’incontro con gli amministratori dei condomini, il Comune di Aosta e la Regione Valle d’Aosta. Inoltre chiede l’istituzione di un tavolo permanente sui costi dell’energia a tutela dei consumatori affinché si possa vigilare in maniera continua e trasparente sulle tariffe dell’energia e del gas».
Le Associazioni dei consumatori si erano rivolte all’Antitrust
Martedì 13 dicembre 2022, le associazioni Adiconsum-Adoc-Avcu-Federconsumatori hanno concordato di inviare una pec all’Antitrust (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) segnalando «una sorta di monopolio per le abitazioni servite dalla Società Telcha».
«Questa Società – scrivono le associazioni dei consumatori valdostane – ha costruito negli anni un percorso di servizio di teleriscaldamento, che impedisce a chi ha stipulato un contratto di fornitura del riscaldamento, la possibilità di scegliere venditori diversi a causa del vincolo decennale della fornitura».
Le conseguenze denunciate sarebbero: «Costi abnormi nell’eventualità di un cambio di fornitore» per una ragione: «perché le caldaie messe dalla Società Telcha non hanno la possibilità di essere alimentate con altri sistemi di approvigionamento. Ciò obbliga di fatto chi amministra queste abitazioni ad un percorso che danneggia in modo preoccupante i consumatori-residenti negli stabilimenti, che hanno contratti con la Telcha. Infatti nel corso dell’ultimo anno c’è stato un incremento del 140% del costo (secondo quanto segnalato dagli amministratori di alcuni condomini)».
Rosina Rosset, di Avcu, ha introdotto che le associazioni dei consumatori, assieme, hanno predisposto una serie di richieste. Bruno Albertinelli, di Federconsumatori, ha spiegato che la problematica del teleriscaldamento è sotto esame da qualche tempo: «Non è riconosciuto dall’autorità e le normative sui bonus sociali di Stato non sono applicabili. Sulla questione, la maggioranza del Consiglio Valle non ha mai risposto ai nostri dubbi ma vi è stato un silenzio assoluto. Ci sono situazioni drammatiche : c’è chi ha chiuso il riscaldamento e sta al freddo pagando il 30% previsto dal contratto vincolante per 10 anni (cinque anni automaticamente rinnovabili) poiché Telcha ha cambiato le caldaie degli edifici collegati a proprio onere e ognuna ha un costo di 30mila euro».
Albertinelli ha detto che si è scelto di convocare l’Antitrust invece di sporgere una denuncia poiché ci si trova in una condizione di monopolio: «Questo non è mercato libero, perché non si può scegliere il fornitore migliore. Ma si tratta di una società partecipata dalla Regione attraverso Cva (11% delle azioni). Altre società analoghe hanno riconosciuto i bonus sociale anche senza il dovere di farlo mentre Telcha no. La politica deve dare una risposta».
Ettore Vuillermoz (Avcu) ha raccontato: «quando ci siamo incontrati con gli amministratori di condominio, abbiamo trovato situazioni drammatiche. C’è chi per 60 metri quadri paga 500 euro di quota potenza fissa tenendo il riscaldamento spento completamente o quasi. La politica deve rendersi conto che gli anziani si trovano a vivere al freddo. Il 40% di chi avrebbe diritto ai bonus, di fatto non lo riceve. Perché tanti pensionati non sanno cos’è l’Isee, non sanno cos’è un Caf. Non hanno le capacità e le nozioni necessarie per ottenere gli aiuti che sono stati pensati per loro. 11mila persone avevano diritto al bonus ma oltre 4mila nuclei familiari non hanno presentato la richiesta. La politica deve affrontare i problemi alla radice e non “tacconarli” quando si presentano. Gli aumenti di Telcha li abbiamo visti già da tre anni e non ci sono state risposte dalla politica».
Walter Manazzale, segretario del Sunia (sindacato degli inquilini) ha espresso lo stupore per l’aumento vertiginoso delle spese: «La politica ha scelto Telcha e dovrebbe controllarla. Questa iniziativa delle associazioni dei consumatori è positiva. Sono tante le persone che hanno questo problema e non solo per Telcha ma anche per gli altri fornitori. In alcuni casi si può anche rischiare lo sfratto, se non si paga». Ha dunque offerto il proprio sostegno alle Assocazioni.
«Su questa vicenda abbiamo lavorato per un paio di mesi, abbiamo anche incontrato Telcha nel febbraio 2022 e poi non ci siamo più rivisti, nonostante gli impegni – ha aggiunto Albertinelli -. Il contratto che Telcha fa firmare non è impugnabile se non di fronte all’Antitrust, che risponde alle istante che sono sottoposte alla sua attenzione. Quando Telcha è nata, abbiamo sottovalutato il problema che si sarebbe potuto creare».
Giulia Stacchino (Adiconsum) ha riferito che alcuni condomini hanno deciso di spegnere il riscaldamento ha auspicato che, da quest’azione, giungano risposte; per esempio con l’apertura di un tavolo al quale siedano le Associazioni, Telcha, il Comune e la Regione.
All’incontro era presente anche l’assessore alle opere pubbliche del Comune di Aosta Corrado Cometto. Ha detto: «Non pensavo che la situazione fosse di questo tipo. Telcha era nata per togliere il gasolio dalla città, usare fonti rinnovabili e diminuire l’inquinamento da polveri sottili e CO2. Però il contratto con Telcha, per la spesa variabile in funzione dei consumi, era stato legato al prezzo che si sarebbe speso con un acquisto su Consip e il vantaggio concordato era stato del 17%. La manutenzione delle caldaie è affidate a Telcha che, per questo, richiede giustamente una quota fissa. La società deve rientrare del proprio investimento. Anche chi è servito da altri gestori ha subito l’aumento del costo dell’energia. È un problema generale».
Albertinelli gli ha chiesto di avviare un’indagine per conoscere la situazione anche dal punto d vista quantitativo e per approfondire se corrisponda al vero che agli inquilini Arer sarebbe imposta la fornitura con Telcha (un comportamento che sarebbe illegale). Ha anche chiesto al Comune di riconoscere ai clienti Telcha un contributo alle spese. Cometto ha dato la disponibilità del Comune all’avvio di un confronto.
Pubblicato / aggiornato
il 19/04/2023 alle 16:47
Categoria:
Economia e Lavoro