Stato di salute delle imprese valdostane 2023
La Chambre Valdôtaine ha organizzato l’edizione 2023 del sondaggio che mira a scattare una fotografia del tessuto imprenditoriale locale.
Il questionario, articolato in 26 domande, ha preso in esame alcuni aspetti chiave, così da ottenere dati utili a supportare l’Amministrazione regionale e la Chambre Valdôtaine nella programmazione e nell’attuazione di eventuali misure di sostegno ed iniziative dedicate.
Oltre ai dati anagrafici ed economici delle imprese, il sondaggio ha previsto anche approfondimenti legati agli aumenti delle voci di costo aziendali, alla green economy, all’export e all’internazionalizzazione e alla partecipazione a Fiere ed eventi, oltre a un focus sulle infrastrutture regionali.
«Per renderlo ancora più efficace a supporto delle future iniziative da mettere in campo in collaborazione con l’Amministrazione regionale, abbiamo voluto introdurre alcune sezioni tematiche che andranno ad arricchire il bagaglio di informazioni a nostra disposizione. Ci appelliamo alla disponibilità delle nostre imprese affinché rispondano nel numero maggiore possibile al questionario, proprio per renderlo sempre più preciso e rappresentativo dell’intero tessuto economico e permettere di orientare le future iniziative nella direzione più utile e pratica possibile» ha commentato il presidente della Chambre Roberto Sapia.
Mercoledì 17 maggio 2023, i risultati del sondaggio sono stati presentati.
Gli interventi
Il contesto
Negli ultimi mesi, la Chambre Valdôtaine, in collaborazione con le Associazioni che la compongono e le imprese valdostane, ha condotto un’analisi approfondita sullo stato dell’economia in Valle d’Aosta. I risultati hanno mostrato un miglioramento più significativo di quanto previsto, con un aumento del Pil della Valle d’Aosta del 3,85% nella seconda metà del 2021.
Nonostante questi segnali positivi, è emerso che la maggioranza degli ingressi economici proviene dai settori dei servizi, ciò che evidenzia una necessità di investire nella creazione di una realtà incentrata sulla transizione ecologica e sulla riduzione delle disuguaglianze.
Un’altra sfida cruciale riguarda l’aspetto digitale, che non è ancora completamente compreso dalle aziende valdostane. È essenziale che le imprese si adattino rapidamente alle nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, il digitale e il Metaverso, poiché queste rappresentano priorità per il futuro.
La Chambre ha svolto un ruolo di cerniera tra l’Amministrazione regionale e le Associazioni coinvolte, lavorando per superare i limiti imposti dalla situazione corrente. La sfida più significativa che si dovrà affrontare è di natura culturale, poiché è necessario spostare l’opinione pubblica verso una prospettiva di crescita olistica.
Uno fra i punti critici che emergono dall’analisi è la necessità di ricreare una comunità solida e dare attenzione al capitale umano. La Valle d’Aosta affronta una diminuzione delle nascite e un invecchiamento della società, con un’età media dei lavoratori superiore ai 45 anni e un tasso di abbandono scolastico molto elevato. Questo porta a una mancanza di dinamismo e una bassa propensione all’internazionalizzazione.
Per affrontare queste sfide, è essenziale concentrarsi sulla formazione e lo sviluppo delle competenze necessarie. Le imprese devono essere accompagnate nel superare i limiti imposti dalla situazione attuale e ciò richiederà uno sforzo culturale significativo per spostare l’opinione pubblica verso una visione di crescita sostenibile.
Per sostenere l’innovazione e il miglioramento, sono state introdotte nuove leggi sull’imprenditoria giovanile e sulla zona franca. Questi tentativi mirano a sensibilizzare le persone sull’importanza dell’innovazione e del progresso.
Infine, la sicurezza deve essere una priorità per rendere solido il sistema valdostano. È necessario trovare un equilibrio tra l’ambiente e la cultura, in modo che la regione possa prosperare in un ambiente sano e protetto.
I risultati dell’analisi dimostrano che la Valle d’Aosta ha una solida base economica e le risorse per affrontare le sfide future.
I punti salienti del rapporto
Mariangela Buffa, responsabile dell’ufficio studi della Chambre valdôtaine, ha presentato i risultati del sondaggio sullo stato di salute delle imprese valdostane. Il numero totale di questionari utili ricevuti è stato di 2.364, rappresentando il 19,2% delle 12.290 imprese registrate. Una impresa su 5 ha risposto.
Analizzando le risposte in relazione alle imprese attive, si è registrato lo stesso numero di questionari utili ma, in percentuale rispetto alle 11.018 imprese attive, rappresentano il 21,5%. La composizione delle risposte ha mostrato che il 33,7% delle imprese sono iscritte all’Albo regionale delle imprese artigiane, mentre il 66,3% sono di altra natura giuridica. Tra queste, il 46,7% è costituito da ditte individuali e il 51,9% da società, mentre l’1,1% appartiene ad altre categorie.
Per quanto riguarda l’organico delle imprese, la maggioranza ha dichiarato di non aver subito variazioni significative, nonostante le previsioni dell’anno precedente fossero state più pessimistiche. L’aumento effettivo dell’organico è stato superiore alle aspettative, con un incremento del 34% complessivo. Il settore turistico è risultato essere quello con la maggiore variazione occupazionale, con il 30% delle imprese coinvolte, seguito dal settore dei trasporti. D’altra parte, si sono riscontrate percentuali più elevate di riduzioni nell’organico nelle costruzioni e nel commercio.
È emersa una bassa propensione alla stabilizzazione dei contratti, con pochi passaggi da contratti determinati a indeterminati. Questa tendenza è stata particolarmente evidente nel settore dei trasporti mentre l’agricoltura e il commercio hanno mostrato la più bassa propensione a questo passaggio.
Per quanto riguarda i costi aziendali, si sono verificati aumenti significativi nelle spese per l’energia, i trasporti e la logistica mentre i canoni di locazione sono rimasti relativamente stabili. Questo ha avuto conseguenze negative sui margini di guadagno e ha portato ad aumenti dei prezzi.
La localizzazione geografica delle imprese non sembra influire sulle aspettative di variazione. Tuttavia, è stato notato che, nel settore dell’energia, la provenienza delle forniture di elettricità, che sia dalla Valle d’Aosta o da altre regioni, ha mostrato una variazione minima.
Per quanto riguarda gli investimenti, moltissime imprese hanno dichiarato di non avere intenzione di investire ulteriormente o di non averlo mai fatto. Dal 2019 al 2022, si è riscontrato un calo negli investimenti materiali, passando dal 33% al 27,4% mentre gli investimenti nel settore green sono aumentati dal 3,3% all’11,2%.
Il fatturato delle imprese nel 2021 rispetto al 2019 è diminuito del 42%. Tuttavia, nel corso dell’ultimo anno, si è registrato solo un miglioramento del 20,8% rispetto alla riduzione totale. I settori del turismo e dei trasporti sono rimasti i leader nell’aumento del fatturato, mentre l’agricoltura ha continuato a lottare.
L’esportazione è praticata solo dal 12% delle imprese, principalmente nel settore manifatturiero e commerciale. Tuttavia, il 34% di queste imprese non ha esportato nel periodo analizzato, citando dimensioni inadeguate e vincoli burocratici come le principali ragioni.
Per quanto riguarda la sostenibilità, molte imprese investono in tecnologie per ridurre l’impronta ma solo per rispettare le imposizioni a livello nazionale ed europeo. Un’alta percentuale di aziende non ha investito in questo ambito e non intende farlo in un futuro prossimo. Alcune imprese hanno già definito criteri di selezione per la scelta dei fornitori basati su etica e sostenibilità, con il settore turistico che mostra maggiore sensibilità in questo ambito.
La formazione dei dipendenti, soprattutto in ambito digitale e comunicazione, è prevista migliorare leggermente grazie all’attenzione verso i criteri ESG (environment, society, governance: ambiente, società, governance).
Le risposte sulle infrastrutture si concentrano principalmente sugli interventi e lo sviluppo della rete di banda ultralarga, che è emersa come una priorità comune.
L’intervento conclusivo dell’ex vicepresidente di Alphabet (Google)
L’avvento dell’intelligenza artificiale e la digitalizzazione stanno rivoluzionando il panorama imprenditoriale a livello globale. Fabio Vaccarono, ex vicepresidente di Alphabet e presidente del Multiversity Group, afferma che il digitale e la tecnologia non dovrebbero più essere considerati come un settore separato ma dovrebbero essere integrati in tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana. Secondo lui, finora abbiamo visto solo l’1-2% degli effetti reali del digitale sulla nostra vita.
L’impatto del digitale si estende anche ai servizi intellettuali a valore aggiunto, che sono prossimi a essere rimpiazzati o perfezionati da macchine intelligenti. Ciò pone + sfide demografiche significative, come ad esempio il fatto che un quarto dei giovani italiani non studia né lavora. Inoltre, in Italia c’è una carenza di un milione di persone specializzate in analisi dei dati, e il paese ha uno dei tassi più bassi di laureati in Europa.
Per affrontare queste sfide, è necessario sviluppare un tessuto imprenditoriale in grado di adattarsi alle esigenze del digitale. L’intelligenza artificiale, secondo Vaccarono, rappresenta una nuova rivoluzione comparabile all’invenzione della stampa. Pertanto, è fondamentale continuare a sviluppare le proprie competenze lungo tutto l’arco della vita e basare le proprie abilità sull’utilizzo delle tecnologie, almeno allo stesso livello della concorrenza. Questo è particolarmente importante per le piccole imprese manifatturiere tradizionali, che possono trarre vantaggio dalla capacità di adattarsi rapidamente alle nuove tecnologie.
L’Intelligenza Artificiale sta crescendo rapidamente e si prevede che la prossima generazione di modelli di intelligenza artificiale come GPT-4 avrà un impatto significativo nel mondo. Già oggi, l’Intelligenza Artificiale supera l’intelligenza umana in diverse attività, e siamo sulla soglia di assistere a un primo salto evolutivo, sfidando le teorie darwiniane.
In termini di occupazione, diversi settori subiranno un profondo cambiamento a causa dell’automazione. Secondo le statistiche, gli occupati che saranno più esposti all’automazione in Europa e negli Stati Uniti includono i settori dell’ufficio e dell’amministrazione, legale, architettura e ingegneria, scienze naturali, fisiche e sociali, operazioni aziendali e finanziarie, servizi comunitari e sociali.
Per far fronte a questa evoluzione, la formazione continua diventa cruciale. Come ha sottolineato Vaccarono, la formazione è l’unico modo per consentire all’Italia di stare al passo con il proprio monumentale passato e affrontare le sfide dell’era digitale. Solo attraverso l’investimento nella formazione e nell’acquisizione di competenze, l’Italia potrà sfruttare appieno le opportunità offerte dalla trasformazione digitale e garantire una crescita economica sostenibile nel futuro.
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Pubblicato / aggiornato
il 17/05/2023 alle 19:27
Categoria:
Economia e Lavoro / Video