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Una citazione di Federico Chabod fra le tracce di maturità 2023

Una citazione di Federico Chabod fra le tracce di maturità 2023 (©Wikipedia) - Federico Chabod

È iniziato martedì 21 giugno 2023 con la prova d’italiano l’esame di maturità per 530mila studenti italiani circa. Fra le tracce proposte anche una su Federico Chabod, primo presidente del Consiglio Valle nel 1946.

La traccia propone un estratto da L’idea di nazione: «[…] è ben certo che il principio di nazionalità era una gran forza, una delle idee motrici della storia del secolo
XIX.
Senonché, occorre avvertire ben chiaramente che esso principio si accompagna allora, indissolubilmente,
almeno negli italiani, con due altri princìpi, senza di cui rimarrebbe incomprensibile, e certo sarebbe
incompleto.
Uno di questi princìpi, il più collegato anzi con l’idea di nazionalità, era quello di libertà politica […]. In alcuni
casi, anzi, si deve fin dire che prima si vagheggiò un sistema di libertà all’interno dello Stato singolo in cui si
viveva, e poi si passò a desiderare la lotta contro lo straniero, l’indipendenza e in ultimo l’unità, quando cioè
ci s’accorse che l’un problema non si risolveva senza l’altro. E fu proprio il caso del conte di Cavour, mosso
dapprima da una forte esigenza liberale, anelante a porre il suo paese al livello raggiunto dalle grandi nazioni
libere dell’Occidente (Francia ed Inghilterra); e necessariamente condotto a volere l’indipendenza, e poi
ancora l’unità. […]
Quanto al Mazzini, credo inutile rammentare quanto l’esigenza di libertà fosse in lui radicata: a tal segno da
tenerlo ostile alla monarchia, anche ad unità conseguita, appunto perché nei principi egli vedeva i nemici del
vivere libero. Egli è repubblicano appunto perché vuole la libertà: piena, assoluta, senza mezzi termini e
riserve.
Il Manifesto della Giovine Italia è già più che esplicito: «Pochi intendono, o paiono intendere la necessità
prepotente, che contende il progresso vero all’Italia, se i tentativi non si avviino sulle tre basi inseparabili
dell’Indipendenza, della Unità, della Libertà»
.
E più tardi, nell’appello ai Giovani d’Italia ch’è del 1859, nuova, nettissima affermazione «Adorate la Libertà.
Rivendicatela fin dal primo sorgere e serbatela gelosamente intatta…» […]
Il secondo principio che s’accompagnava con quello di nazione, era quello europeo. […]
Pensiamo al Mazzini, anzitutto. Egli, che esalta tanto la nazione, la patria, pone tuttavia la nazione in
connessione strettissima con l’umanità. La nazione non è fine a se stessa: anzi! È mezzo altissimo,
nobilissimo, necessario, ma mezzo, per il compimento del fine supremo: l’Umanità, che è la Patria delle
Patrie, la Patria di tutti. Senza Patria, impossibile giungere all’Umanità: le nazioni sono «gl’individui
dell’umanità come i cittadini sono gl’individui della nazione… Patria ed Umanità sono dunque egualmente
sacre». […]
Ora, l’umanità è ancora, essenzialmente, per il Mazzini, Europa: ed infatti insistente e continuo è il suo
pensare all’Europa, l’Europa giovane che, succedendo alla vecchia Europa morente, l’Europa del Papato,
dell’Impero, della Monarchia e dell’Aristocrazia, sta per sorgere.»
.

Per prova di comprensione e analisi testuale è richiesto di rispondere punto per punto o. ppure costruire un unico discorso che risponda alle domande poste: un riassunto del contenuto del testo; una spiegazione di quali siano, secondo Chabod, le esigenze e gli obiettivi di Camillo Benso, conte di Cavour, nei confronti dell’Italia; quale sia il fine supremo della nazione nella visione di Mazzini e cosa egli intende per Umanità e una spiegazione della frase La nazione non è fine a se stessa: anzi! È mezzo altissimo, nobilissimo, necessario, ma mezzo, per il compimento del fine supremo: l’Umanità.

La seconda parte della prova ha riguardato una produzione scritta: Sulla base dei tuoi studi esponi le tue considerazioni sull’argomento proposto da Federico Chabod (1901 — 1960) nel brano e rifletti sul valore attribuire all’idea di nazione, facendo riferimento a quanto hai appreso nel corso dei tuoi studi e alle tue letture personali. Elabora un testo in cui tesi e argomenti siano organizzati in un discorso coerente e coeso.

Federico Chabod

Nato il 23 febbraio 1901 a Aosta, compì gli studi secondari al Regio Ginnasio e Liceo d’Aosta. Successivamente frequentò la Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Torino, dove si laureò nel 1923.

Dal 1928 iniziò la collaborazione con l’Enciclopedia Italiana scrivendo articoli sull’Europa dal Rinascimento all’Illuminismo.

Fu un esponente del pensiero laico e anticlericale e, nel 1934 iniziò la sua carriera universitaria alla Facoltà di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Perugia per passare poi, nel 1938, alla facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Milano.

Vicino al Partito d’Azione, partecipò alla Resistenza valdostana.

Fu il primo presidente del Consiglio della Valle e si distinse anche nella lotta contro un’eventuale annessione della Valle d’Aosta alla Francia.

Fu direttore della Rivista storica italiana e della Scuola di storia moderna e contemporanea dell’Università di Roma, membro dell’Accademia nazionale dei Lincei, della British Academy, dottore honoris causa all’Università di Oxford e di Granada, presidente della Società internazionale degli storici.

Morì il 14 luglio 1960.

Pubblicato / aggiornato il 21/06/2023 alle 15:18
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Categoria: Cultura